architect: ATOMAA
location: Bergeggi
year: 2025
Progettata nel 1956, la villa per le Sorelle Sanpietro esprime il linguaggio «poetico e complesso» di Mario Galvagni. Il cemento armato a vista, grezzo e vibrante, si fa materia geologica, ancorando l’abitazione alla scogliera e integrandola nella macchia mediterranea. Il piano abitato, originariamente l’unico della casa, si protende a sbalzo sul basamento a setti con un gesto quasi futurista, passando dal cemento grezzo alle rasature cementizie e al klinker. In pianta, due volumi rettangolari lievemente ruotati definiscono la distribuzione degli ambienti: la zona giorno si apre verso sud-est, cercando il mare, mentre la zona notte si rivolge a levante, protetta dall’ombra di un pino marittimo.

A partire dagli anni Ottanta, una serie di trasformazioni compromette l’identità materica e compositiva dell’edificio. La distribuzione interna del piano superiore viene stravolta, mentre le facciate sono imbiancate, cancellando il dialogo tra il klinker e il cemento armato.
L’intervento di ATOMAA nasce dalla volontà di recuperare queste stratificazioni attraverso un restauro critico, fondato su una ricerca d’archivio presso il Comune di Bergeggi e sul confronto con i professionisti che oggi curano l’eredità di Galvagni. Il progetto si sviluppa attraverso un lavoro condiviso con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, conciliando le esigenze conservative con quelle abitative contemporanee.

Al primo piano sotto strada, corrispondente all’abitazione originale del 1956, viene ripristinato quasi filologicamente l’assetto planimetrico, mantenendo gli ampliamenti successivi. Le superfetazioni interne vengono rimosse e i serramenti ricostruiti secondo il disegno originale, recuperando la finitura in mogano scuro. Le nuove superfici interne, chiare e neutre, si confrontano con il cemento armato riportato alla luce. Anche gli arredi seguono questa logica conservativa, come le sedie Gambadilegno bianche di Enzo Mari, inserite nel living senza imporsi sullo spazio. La scelta dei materiali evita di ricostruire una palette simil-Galvagni, privilegiando invece la valorizzazione degli elementi originali ancora presenti.

Al secondo piano sotto strada, dove le trasformazioni degli anni Ottanta avevano alterato i volumi, ATOMAA adotta un linguaggio di dichiarata reinterpretazione. Al posto dei muretti e delle piccole finestre che frammentavano lo spazio, grandi vetrate a tutta altezza, prive di divisioni, si estendono da setto a setto, trasformando i tamponamenti in diaframmi trasparenti. La struttura originale in cemento armato torna così protagonista, mentre la luce e la roccia entrano nell’abitazione. La pavimentazione in teak naturale stabilisce un dialogo materico tra interno ed esterno.


ll restauro delle superfici esterne costituisce uno dei passaggi fondamentali dell’intervento. In collaborazione con un restauratore specializzato, già coinvolto in altri progetti di Galvagni a Torre del Mare, vengono condotte indagini stratigrafiche e studiati i calchi dei casseri lignei. Le pitture bianche vengono rimosse dal cemento faccia a vista, dai setti superiori in rasante cementizio e dalle facciate in klinker, restituendo leggibilità alle superfici originarie. Dove il degrado è più marcato, le parti ammalorate vengono ripristinate sulla base delle caratteristiche originali. Le indagini confermano inoltre che il progetto di Galvagni non prevedeva superfici tinteggiate, in una concezione materica che trova un riferimento anche nel sottopasso che collega Torre del Mare alla spiaggia, dove cemento, klinker e pietra locale esprimono la propria natura senza ricorrere alla pittura.



Anche la copertura viene restaurata, con il recupero dei lucernari originali in vetrocemento e la rimozione delle scossaline che nascondevano i parapetti autentici. Viene inoltre inserito un ascensore di collegamento con il primo piano sotto strada. Negli spazi esterni, una piccola piscina e una pergola leggera si integrano con discrezione, attraverso l’impiego di pietre a spacco tipiche del territorio.

Lavorare sull’eredità di Galvagni significa confrontarsi con una memoria fragile e con una visione utopica del territorio non ancora pienamente riconosciuta dalla critica ufficiale. L’intervento di ATOMAA non si limita a celebrare il passato, ma propone una rilettura consapevole che restituisce a Casa Sorelle Sanpietro il dialogo con il mare e il paesaggio ligure, riaffermando il legame tra architettura e natura.

Cliente: Privato
Tipologia: Restauro
Luogo: Torre del Mare. Bergeggi (SV), Italia
Anno: 2025
Progetto architettonico: ATOMAA & Samantha Furlotti;
Interior Design: F.F INTERIOR;
Gruppo di progettazione: Andrea Del Pedro Pera, Umberto Maj, Cesare Galligani, Filippo Faletti, Samantha Furlotti
Fotografie storiche e disegni originali:
©Archivio Storico – Comune di Bergeggi;
©Archivio Mario Galvagni
Fotografia: Allegra Martin




