area 134 | clients

Percorrendo la Museum Road nel New Windsor a Nord-Est di New York, è possibile scorgere, confuse nel verde del parco, le sorprendenti sculture dello Storm King Art Center. Alcune delle opere più rappresentative dell'arte moderna e contemporanea abitano un paesaggio quasi incantato alle spalle di Montainville, dove si trova la cima del Storm King Mountain lungo l'Hudson River in Cornovaglia da cui il museo trae il proprio nome. L'immensa distesa dei terreni del parco, caratterizzati dall'alternanza variegata di campi agricoli, boschi naturali, prati, stagni, paludi e corsi d'acqua, si estende per 500 ettari ed accoglie più di cento opere, tra installazioni e sculture, realizzate dal secondo dopo guerra ad oggi per mano di una selezione di alcuni tra i maggiori protagonisti, in ambito internazionale, nell'ambito delle arti plastiche. Quattordici monumentali opere dello scultore David Smith dominano una straordinaria collezione di maestri del novecento tra cui Alexander Calder, Sol LeWitt, Henry Moore, Louise Nevelson e Isamu Noguchi. La collezione è stata successivamente ampliata da prestiti e acquisizioni di importanti opere di scultori contemporanei tra cui Magdalena Abakanowicz, Alice Aycock, Zhang Huan, Maya Lin, Nam June Paik, Richard Serra ed altri. John P. Stern è presidente dello Storm King Art Center dal 2008, quando successe a suo padre H. Peter Stern co-fondatore insieme a Ralph E. Ogden del museo dal 1960, periodo a cui risale la prima acquisizione di opere di diversi scultori internazionali. Il parco-museo, progettato da William A. Rutherford, completa la collezione permanente di sculture, che richiama l‘attenzione ogni giorno di numerosi visitatori provenienti da tutto il mondo, con uno straordinario programma di mostre temporanee speciali. Attualmente è presente un‘esposizione dell‘artista cinese Zhang Huan e una grande installazione dell‘americana Virginia Overton.


Five questions to David R. Collens

Non vi è dubbio alcuno, come è unanimemente riconosciuto, che il ruolo della committenza sia imprescindibile dal risultato finale di una qualsiasi realizzazione, sia pubblica che privata, sia essa un’opera architettonica sia  un’opera artistica nel vero senso della parola. Il gioco delle parti tra artista e committente fin dal Rinascimento  ha garantito un alta qualità di risultati.  In particolare, proprio a Firenze, la storia insegna come il ruolo di grandi personaggi appartenenti alle più note famiglie della città, dai Pitti, agli Strozzi, fino ovviamente ai Medici abbiano esercitato un ruolo determinante per l’affermazione della città quale “capitale” dell’Umanesimo. La grande forza economica sprigionata da una vigorosa capacità politico finanziaria costituiva la linfa per una straordinaria rinascita culturale che trasversalmente ha animato le arti in generale concepite come strumento principe per il soddisfacimento del proprio desiderio di affermazione e assieme costruzione di una ricchezza complessiva di cui la città gode ancora oggi. I rapporti tra arte e società mutano continuamente nel tempo e nello spazio, ma la committenza ancora oggi detiene un ruolo significativo nel mondo dell’arte in quanto permette all’artista di lavorare e sperimentare la propria creatività ed il proprio percorso di ricerca attraverso opere puntuali. Nel corso degli ultimi anni si è andata sempre più diffondendo la realtà delle Fondazioni d’arte che conferiscono al collezionismo privato una dimensione di contemplazione collettiva in grado di far assumere, alle stesse fondazioni, un ruolo di rilievo nel coadiuvare l‘azione culturale dei musei istituzionali. Questa evoluzione ha comportato, non solo in Italia ma, più in generale, in tutto il mondo, il passaggio da forme di semplice mecenatismo a nuove strutture giuridiche capaci di gestire risorse  private con finalità pubbliche, promuovere l’arte contemporanea e creare spazi di studio e di espressione per giovani artisti. Tra i numerosi esempi di mecenatismo e intraprendenza culturale si segnala all'attenzione del pubblico, da molti decenni, l‘attività dello Stormking Park a nord di New York di cui abbiamo raccolto testimonianza attraverso un breve dialogo con il direttore e curatore David R. Collens.

Laura Andreini: Quando nasce Storm King Art Center e quale è l’idea che sta alla base della sua fondazione?

David R. Collens: Lo Storm King Art Center è stato fondato nel 1960 by Ralph E. Ogden e H. Peter Stern. Il centro di arte nacque con l’idea di esporre le opere degli artisti della Hudson River School e per compensare l’assenza di un museo regionale. Venne subito notata la splendida posizione paesaggistica del museo, collocato in una bellissima vallata tra due montagne. Questa particolare location portò inevitabilmente all’idea di collocarvi alcune sculture di grande scala fabbricate dalla fonderia Lippincott, dando la possibilità agli artisti di potersi confrontare anche con opere di grandi dimensioni. Lo Storm King Art Center è immerso in un paesaggio eccezionale estremamente adatto per le sculture all’aperto.

L.A.: Come viene effettuata la selezione degli artisti?

D.R.C.: Il nostro dipartimento curatoriale ha la responsabilità di selezionare gli artisti per le mostre e anche per altri programmi come ad esempio la serie di installazioni dal titolo Outlooks.

L.A.: Vengono fatte spechifiche richieste oppure vi affidate completamente alla creatività dell’artista?

D.R.C.: Cerchiamo di lavorare in stretto contatto con l’artista su qualsiasi progetto. È estremamente importante avere uno stretto rapporto lavorativo e collaborare per tutta la durata della realizzazione.

L.A.: Come viene scelta la location di ciascuna opera all’interno del parco?

D.R.C.: Il luogo viene selezionato assieme all’artista cercando il paesaggio più appropriato all’opera d’arte in questione. Personalmente ritengo anche molto importante  ricercare una postazione comoda per l’inserimento dell’opera d’arte anche dal punto di vista della regolarità del terreno.

L.A.: Siete soliti dare suggerimenti agli artisti relativamente all’uso dei materiali?

D.R.C.: Cerchiamo di lasciare libero l’artista nella scelta dei materiali e nella fabbricazione dell’opera.  Da parte nostra è assolutamente necessario avere una ottima comunicazione e comprensione dell’idea progettuale e creativa dell’artista.

David R. Collens, è divenuto membro dello Storm King Art Center come curatore nel 1974, ed è stato direttore dal 1976. È responsabile della collezione permanente composta da più di 100 opere esterne, pianifica e organizza l‘istallazione delle sculture, cura specifiche esposizioni e si occupa del mantenimento della collezione. Inoltre è personalmente coinvolto nel contatto diretto con gli artisti e con i loro collaboratori.

CONDIVIDI
Articolo precedentearea 131 – fuksas
Articolo successivoarea 132 – exhibition