Il progetto HEI Schools Mauritius, realizzato da Architects’ Studio, è situato all’interno dello storico Forbach Sugar Estate, nel nord di Mauritius, e riconverte un ex campo residenziale costruito per ospitare la manodopera destinata ai lavori nei campi della piantagione, trasformandolo in un moderno centro educativo per 120 bambini da 0 a 5 anni.
La scuola materna ha aperto nel settembre 2025 come prima scuola dell’infanzia finlandese a Mauritius. Il modello educativo si ispira ai principi dell’apprendimento precoce finlandese, basati su gioco, autonomia, esplorazione e sviluppo delle competenze sociali. L’architettura interpreta questo approccio creando un campus in cui i bambini si muovono durante la giornata tra aule, verande, cortili e spazi verdi, superando il tradizionale confine tra interno ed esterno.

Risalente al XIX secolo, questo tipo di insediamento ospitava le persone ridotte in schiavitù assegnate al lavoro nei campi della piantagione, in un periodo in cui l’industria dello zucchero rappresentava uno dei principali motori economici dell’isola. Il sito conserva ancora le strutture longère, i muri in pietra, i cortili, le cucine comuni e i pozzi originari. Invece di demolire l’esistente, il progetto preserva gli elementi più significativi del patrimonio costruito e introduce nuove aggiunte architettoniche pensate per sostenere il programma quotidiano di una scuola dell’infanzia. Questo approccio colloca HEI Schools Mauritius all’interno del più ampio dibattito sull’architettura del riuso adattivo, sulla progettazione di scuole in contesti storici e sulla trasformazione di siti patrimoniali in nuovi luoghi di uso pubblico contemporaneo.

HEI schools mauritius
©Eric Lee

La scuola è organizzata attorno a un giardino centrale, concepito come spazio esterno protetto e cuore del campus. Gli edifici in pietra restaurati ospitano le aule, la reception e gli ambienti di servizio, mentre nuove strutture leggere accolgono ulteriori spazi didattici e funzioni tecniche. La disposizione permette di estendere l’apprendimento oltre l’aula, negli spazi ombreggiati all’aperto. La tipologia della longère, caratterizzata tradizionalmente da edifici in pietra allungati, costituisce il principale riferimento architettonico del progetto. I muri in pietra esistenti sono stati conservati e restaurati, mentre le pietre recuperate dalle nuove aperture sono state riutilizzate dove possibile. Gli interventi contemporanei sono volutamente leggeri e comprendono strutture in legno, superfici vetrate trasparenti, coperture metalliche, percorsi ombreggiati e ampie aperture. All’ingresso, un grande albero preesistente è stato integrato nell’edificio, mantenendo un rapporto diretto con il paesaggio circostante.

Il progetto stabilisce una relazione equilibrata tra le strutture esistenti e la nuova funzione educativa. I muri in pietra restaurati rimangono visibili negli spazi dedicati all’apprendimento, mentre le aperture originarie sono state preservate quando possibile. I nuovi elementi in vetro e legno portano luce naturale negli interni e favoriscono le connessioni visive tra ambienti interni ed esterni. L’architettura degli interni sviluppa questo dialogo attraverso una dimensione pensata per i bambini. Elementi murari, arredi e dettagli di falegnameria reinterpretano il ritmo, gli archi e le texture del tessuto storico esistente. Questi elementi costruiscono un ambiente educativo contemporaneamente adatto ai più piccoli e profondamente connesso all’identità del luogo. Le aule sono progettate come spazi aperti e flessibili. Le aree di transizione incoraggiano il movimento, mentre cortili e verande offrono ambienti ombreggiati per attività informali. Ne deriva un ambiente di apprendimento modellato da spazio, luce, movimento e relazione con la natura. Come esempio di architettura per l’educazione della prima infanzia a Mauritius, la scuola dimostra come il progetto possa sostenere allo stesso tempo apprendimento e continuità culturale.

La sostenibilità viene affrontata attraverso strategie passive ispirate alla configurazione originaria del campo. La ventilazione naturale incrociata, gli ampi aggetti delle coperture, i percorsi ombreggiati e le aperture poste nella parte alta degli ambienti contribuiscono a migliorare il comfort termico e a ridurre la dipendenza dai sistemi di raffrescamento meccanico. Circa il 50% dell’area rimane destinata al verde, favorendo la biodiversità e l’apprendimento all’aperto. La raccolta dell’acqua piovana e l’impiego di materiali di provenienza locale completano l’approccio ambientale del progetto. La palette materica, composta da pietra, legno, cemento, superfici vetrate trasparenti e coperture metalliche, rafforza la continuità tra le strutture storiche conservate e i nuovi interventi architettonici.

hei schools mauritius
©Eric Lee

La trasformazione dell’ex campo residenziale per schiavi restituisce al sito un nuovo ruolo civico ed educativo. Un luogo un tempo associato al sistema del lavoro delle piantagioni di zucchero è stato riconvertito in un ambiente dedicato alla cura, all’apprendimento e allo sviluppo dell’infanzia. Il progetto pone inoltre una questione più ampia e significativa per Mauritius: come riutilizzare i luoghi storici legati al paesaggio delle piantagioni di zucchero e alla storia della schiavitù senza cancellarne la memoria. In HEI Schools Mauritius, i muri in pietra conservati, i cortili e le forme delle longère non sono semplicemente elementi di sfondo, ma diventano parte dell’esperienza quotidiana dei bambini, introducendo i giovani studenti a un ambiente costruito plasmato dalla storia e, allo stesso tempo, dalla vita contemporanea.
Realizzato in nove mesi, da dicembre 2024 ad agosto 2025, il progetto ha coinvolto un team multidisciplinare e maestranze locali.