La più grande biblioteca della città di Istanbul, la Rami Library, ha conquistato il primo posto nella categoria “Grand-Scale Project” dei Green Library Awards 2026, promossi dalla International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA).
Il progetto nasce dalla trasformazione delle storiche Caserme Rami, un complesso militare di origine ottomana risalente al XVIII secolo, riconvertito nel 2023 in un grande centro culturale e di conoscenza. Guidato dall’architetto Han Tümertekin, il progetto ha adottato un principio di minimo intervento e massimo rispetto della struttura storica: vengono eliminate le aggiunte incongrue accumulate nel tempo e recuperata la leggibilità dell’impianto originario, organizzato attorno a un grande cortile centrale.
All’interno dell’involucro storico sono state inserite le nuove funzioni - sale di lettura, biblioteche per adulti e bambini, spazi per la ricerca e sezioni per i manoscritti - attraverso interventi leggeri e reversibili. Elemento caratterizzante è il lungo percorso interno di circa 1,4 km, che collega i diversi ambienti e assume anche una funzione di spazio sociale. Strutture leggere in acciaio e legno, tra cui nuovi soppalchi, permettono di aumentare la superficie utilizzabile senza compromettere la percezione dell’architettura originaria.
Oggi questa "living library" è uno dei più importanti poli culturali della Türkiye e una delle maggiori biblioteche europee, frequentate dal 2023 al 2025 da oltre 8 milioni di persone.

La struttura dispone di 36.000 metri quadri di spazi coperti e può accogliere contemporaneamente 4.200 persone. Al suo interno convivono una biblioteca digitale, una per giovani, una per adulti e numerose sezioni specialistiche, in un sistema pensato per offrire servizi a visitatori e lettori di età, interessi ed esigenze differenti. Non si tratta quindi soltanto di un luogo destinato alla conservazione dei libri, ma di un grande campus culturale nel quale studio, ricerca, formazione, attività culturali e vita sociale convivono all’interno dello stesso complesso.
La biblioteca comprende inoltre 51.000 metri quadri di aree paesaggistiche, con 696 alberi, circa 99.000 arbusti, uno stagno biologico e zone a canneto. Un vero e proprio ecosistema urbano che contribuisce alla conservazione della biodiversità e al miglioramento del microclima dell’area. La componente verde non ha quindi una funzione puramente estetica, ma diventa parte integrante dell’architettura e del funzionamento complessivo del campus.

L’acqua piovana raccolta dalle ampie superfici delle coperture viene recuperata e riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi e per gli scarichi dei servizi igienici. La riduzione dei consumi energetici passa invece attraverso apparecchiature a basso consumo, sistemi di illuminazione Led, sensori e applicazioni legate all’energia solare. Il modello gestionale prevede inoltre la separazione dei rifiuti alla fonte, un trattamento specifico per i rifiuti pericolosi, la riduzione della plastica monouso e la progressiva digitalizzazione dei processi operativi interni.
La biblioteca non considera infatti la dimensione ambientale separatamente da quella sociale, culturale ed educativa, ma adotta un approccio integrato nel quale la biblioteca diventa una vera e propria “living library”. Gli spazi e la programmazione culturale sono pensati per rispondere ai bisogni educativi, artistici e culturali della società e per rafforzare il rapporto tra la biblioteca e la comunità.

Una parte importante delle attività è dedicata anche alla diffusione della conoscenza e della consapevolezza sui temi climatici, attraverso servizi informativi sulle questioni ambientali, incontri formativi, programmi educativi e laboratori pratici. Il complesso comprende inoltre un Centro per l’accessibilità delle risorse, pensato per facilitare l’accesso ai servizi bibliotecari da parte di persone con esigenze e abilità differenti.

Particolare attenzione è riservata anche alla tutela del patrimonio documentario, grazie a un’unità specializzata nel restauro e nella conservazione di manoscritti rari e materiali a stampa, contribuendo così a tramandare il patrimonio culturale alle generazioni future. La dimensione sociale del progetto emerge anche dal ruolo che la biblioteca può assumere nella vita quotidiana della città con l'apertura 24 ore su 24, sette giorni su sette. In caso di calamità o emergenze, il complesso è inoltre individuato un luogo sicuro di raccolta per la popolazione. Una funzione che amplia ulteriormente il concetto tradizionale di biblioteca e la trasforma in una vera infrastruttura pubblica dedicata anche alla resilienza urbana e sociale.





