Intervenire su un monumento come il Campanile di Giotto, a Firenze, significa affrontare una sfida che va oltre la complessità tecnica del restauro. In un contesto di elevatissimo valore storico e architettonico, ogni scelta progettuale deve conciliare la sicurezza degli operatori, l’efficienza delle lavorazioni e la tutela del monumento, limitando al minimo l’impatto del cantiere sul paesaggio urbano e sull’esperienza dei visitatori.
È in questo scenario che si inserisce il contributo di Layher Italia alla realizzazione della struttura provvisionale per le attività di restauro della maestosa torre campanaria del Duomo fiorentino. Una soluzione sviluppata per rispondere alle specifiche esigenze dell’intervento richieste dalla committenza, l’Opera di Santa Maria del Fiore, combinando sistemi ad alte prestazioni, materiali standard e progettazione digitale, con l’obiettivo di realizzare una struttura sicura, funzionale e il meno invasiva possibile.

La principale sfida progettuale, racconta Layher Italia, è stata individuare una configurazione capace di raggiungere quote elevate e garantire un accesso sicuro alle aree di lavoro, riducendo al contempo l’ingombro a terra, le interferenze visive con il monumento e l’assenza di ancoraggi.
Il ponteggio, realizzato con il sistema multidirezionale Layher Allround LW, raggiunge un’altezza complessiva di 84 metri. Per agevolare gli spostamenti degli operatori, è stata prevista una scala a rampe in alluminio fino a quota 76 metri, mentre un ascensore consente il trasporto di persone e materiali. La struttura è stata concepita per occupare il minore spazio possibile e preservare la leggibilità architettonica del campanile: su tre dei quattro lati, l’ingombro è stato fortemente contenuto, ed è sul lato rivolto verso la cattedrale che è stata concentrata la principale infrastruttura di accesso, così da assicurare condizioni operative adeguate.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda la tutela del monumento: il ponteggio è stabilizzato attraverso una configurazione strutturale studiata per evitare ancoraggi diretti alla muratura, senza ricorrere a fori o buche pontaie. Costolature di irrigidimento, disposte a intervalli regolari di circa dieci metri, e collegamenti tra le diverse facciate, contribuiscono alla stabilità complessiva del sistema grazie alle elevate capacità portanti degli elementi impiegati.

Il progetto dimostra come la flessibilità dei sistemi Layher possa tradursi in soluzioni specifiche anche in contesti particolarmente complessi. La struttura integra il sistema multidirezionale Allround Light Weight (LW), evoluzione più leggera del ponteggio multidirezionale modulare Layher che, grazie all'impiego di acciai ad alta resistenza e a un'ottimizzazione costruttiva e produttiva, vede il peso dei singoli elementi ridotto fino al 10% rispetto alle versioni standard. Il totale impiego di componenti standard, presentati in questa soluzione in funzione delle caratteristiche del cantiere, permette inoltre in futuro il riutilizzo completo dei materiali e azzera la necessità di realizzare elementi dedicati o di consumo. Una scelta che unisce efficienza tecnica e sostenibilità, considerando sia il ciclo di vita dei componenti sia la gestione logistica dell’intervento.


La progettazione è stata supportata da strumenti digitali e modellazione tridimensionale in ambiente BIM, attraverso LayPLAN CAD. Questo approccio ha consentito di studiare preventivamente la geometria della struttura, verificarne gli ingombri e il peso, organizzare le diverse fasi di montaggio e smontaggio e pianificare le esigenze di approvvigionamento. La condivisione delle informazioni progettuali tra gli attori coinvolti – insieme a Layher Italia, l’Opera Santa Maria del Fiore, l’azienda installatrice del ponteggio e TSA, ha inoltre agevolato il coordinamento delle attività, permettendo di gestire con maggiore precisione le esigenze del cantiere e di ridurre le possibili interferenze durante le fasi operative.

L’intervento sul Campanile di Giotto si inserisce nel percorso di collaborazione di Layher Italia con l’Opera di Santa Maria del Fiore e TSA, nell’ambito di diversi cantieri dedicati alla conservazione e alla manutenzione del patrimonio monumentale fiorentino.
In progetti di questa natura, il risultato nasce dall’integrazione di competenze differenti: le esigenze della committenza, la competenza del produttore dei sistemi provvisionali, l’esperienza dell’impresa incaricata del montaggio e il coordinamento delle lavorazioni di restauro. È attraverso questo dialogo che un ponteggio può rispondere alle necessità operative senza compromettere il valore e la fruibilità del bene storico.
Con questo intervento, Layher Italia conferma il proprio contributo alla realizzazione di opere provvisionali per il restauro monumentale, mettendo a disposizione sistemi flessibili e competenze progettuali per affrontare contesti in cui sicurezza, prestazioni tecniche e tutela del patrimonio devono integrarsi in un’unica soluzione.

Foto by Francesco Degli Innocenti




