È molto più di uno spazio fisico. Con i suoi 1.100 metri quadri di superficie, Il Prisma Live è un osservatorio sul domani e i suoi possibili impatti sulle città del futuro; è il luogo in cui una nuova conoscenza si sviluppa attraverso contaminazioni ed esperienze di arricchimento reciproco; è il laboratorio in cui spazi, materiali e interazioni si modellano nel modo più sostenibile possibile, per rendere il futuro del vivere, apprendere e lavorare realmente umano.

“Se l’obiettivo di molte realtà aziendali è incentivare le persone a tornare a frequentare gli spazi di lavoro, noi siamo partiti chiedendoci: come possiamo creare valore dal tempo passato insieme? I motivi per cui gli esseri umani si aggregano sono diversi per ogni organizzazione. Nel nostro caso, l’aspirazione che ci accomuna è il desiderio di condividere la conoscenza - ha commentato Stefano Carone, founder e managing partner de Il Prisma -. Ecco perché Il Prisma dedica molta attenzione allo sviluppo dei luoghi in grado di innescare connessioni di valore fra le persone. Il Prisma Live è uno spazio pensato per i nostri team e aperto all’esterno. È un luogo di condivisione e diffusione di cultura. Qui raccogliamo gli spunti che osserviamo nel mondo e li elaboriamo per generare visioni e ispirazioni che arricchiscano la nostra riflessione progettuale”.

All’interno dei suoi spazi, tutto è concepito come una sperimentazione laboratoriale: dalle tipologie di ambienti agli arredi mobili, dalla percezione alla versatilità dell’esperienza.

©Carola Merello

Ingresso
È il primo momento di dialogo con i visitatori: monitor a parete di diverse dimensioni raccontano il manifesto Il Prisma e il palinsesto di tutti gli eventi e contenuti che lo animeranno nel corso dell’anno.

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Area Live
È lo spazio dell’esperienza, completamente flessibile e riconfigurabile per incontrare necessità di brainstorming, workshop, plenarie, cooking show, gruppi ristretti di lavoro e molto altro. Il look and feel è direttamente riferito all’estetica industriale, vedendo nel tubo Innocenti il proprio elemento più iconico. Ci sono molteplici work setting, possibili grazie a una serie di arredi custom e di serie, totalmente configurabili: pouf, tavoli alti, tavoli pieghevoli, gradonate e diverse tipologie di sedute. L’Area Live è estremamente articolata e si compone di una serie di aree ancillari. Un lato è organizzato con cinque spalti mobili che rivelano altrettante nicchie ideate per ospitare brainstorming. All’interno è possibile utilizzare pareti scrivibili e monitor. Se si necessità maggiore tranquillità, si può scegliere tra quattro phone booth pensate per l’attività individuale ma che possono essere utilizzate anche come teche espositive per prototipi e installazioni fisiche e digitali.

©Carola Merello

Layer tecnologico
Un raffinato layer tecnologico permette di favorire collaborazioni ibride, presentazioni ed eventi collettivi. A livello di infrastruttura digitale, è possibile creare sofisticati scenari luminosi e acustici, che danno vita a diverse atmosfere. Tutta la tecnologia è integrata in maniera site-specific. La flessibilità dello spazio prevede la convivenza di diversi scenari supportati dalla dinamicità dei controlli audio/video/luci. Il tutto è altamente personalizzabile in base alle esigenze del momento (real time) sia del presente.

Mezzanine
Mezzanine (il soppalco) è immaginato come un ambiente lavorativo sospeso che permette di guardare l’Area Live dall’alto, per una visione d’insieme.

©Carola Merello

Bar Bar
Bar Bar, un’area con all’interno un iconico bancone-bar per i momenti di pausa, riunioni informali, brainstorming, party. È un luogo di attrazione connesso a una filosofia di F&B sostenibile. Anche quest’area è totalmente riconfigurabile in una serie di work setting che possono spaziare da collaborazioni più strutturate e formali (sala consiglio) incontri informali o tematici, sempre con rapporto diretto con l’esperienza food. È possibile isolare lo spazio con una parete mobile. Si possono inoltre utilizzare monitor (su carrelli) da 75 pollici e sistema A/V completo per video call e presentazioni.

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Melting Podcast
Melting Podcast è il veicolo di diffusione di visioni, pensieri, approfondimenti. È una sala allestita come sala registrazioni e radiofonica. Da qui apriamo conversazioni su temi ESG, innovazione tecnologica, approfondimento di ricerca, ma anche confronti su progetti nostri e altrui, con ospiti interni ed esterni. Riconoscibile grazie all’illuminazione dimmerabile e RGB che permette di personalizzarla, la sala è accessoriata con microfono a condensatore di alta qualità. L’audio in entrata dal microfono può essere trasmesso a tutti gli spazi dello studio, compreso l’open space del piano primo, o solo ad alcuni, a piacere. Quando non “on air”, diventa una comoda sala a cinque posti con monitor e set per videochiamate.

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Serendipity Garden
Serendipity Garden nasce per raccontare l'approccio esplorativo in termini di sostenibilità e benessere. È un’area sempre verde, in cui dedicarsi a momenti di lavoro, condivisione e socializzazione più informali e intimi. Lo spazio, per la sua natura estremamente accogliente, vuole favorire contaminazioni meditative fra persone in modo destrutturato e biofilico. Sono presenti essenze della macchia mediterranea, quali timo, menta, salvia, lavanda, mirto, citronella, eucalipto, melissa, alloro, rosmarino, origano, ma anche piante di olivo, capperi, papiri, Asplenium, Homalomena, Platycerium, Euphorbia, Rhipsalis, Lepismium, Hatiora, Sophora, Adiantum, Tradescantia, melograno, pepe, Thillandsia, Chlorophytium, Equisetum, barba di Giove. Insomma, un vero e proprio giardino botanico. Sono presenti i tronchi che provengono dalle lagune veneziane. Sensazioni tattili, profumi, luce, scritte contestuali e il sound carpet, creato come sequenza di 20 registrazioni in boschi e aree verdi d’Europa aumentano la multisensorialità dell’esperienza.

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Living Matter Lab (LiMa Lab)
LiMa Lab è un laboratorio multifunzionale e un luogo di ricerca. È uno spazio per ispirarsi, (in)formarsi, condividere, collaborare e creare. Un luogo di incontro, dove i team di progetto e i clienti/visitatori possono toccare con mano i materiali oppure sperimentale insieme soluzioni sostenibili e innovative. Qui, in forma fisica e digitale, si parla di sostenibilità e innovazione. Si modella e si crea in 2D, 3D, 4D, dalla prototipazione di prodotto a quella di wireframe di interfacce di servizi digitali, dalla composizione di moodboard al system mapping. LiMa Lab sfrutta la sinergia delle contaminazioni cross-disciplinari, le collaborazioni con enti in ambito di sostenibilità ambientale e gli strumenti tecnologici e digitali a supporto della sperimentazione. Il laboratorio offre una selezione dei materiali, con un focus sugli aspetti qualitativi, tecnici e di sostenibilità. La materioteca fisica sfrutta la sinergia di un portale digitale e permette la ricerca di prodotti innovativi e sostenibili, avendo al suo interno informazioni tecniche, economiche e feedback, in modalità del tutto paperless. Gli accessori analogici come una griglia metallica, rotolo a parete, rendono lo spazio una piattaforma per appendere, modificare, raggruppare, contestualizzare le tracce di ricerca e sviluppo raccolte nel mondo e che qui trovano una war room di elaborazione. Fra i supporti digitali, due monitor di cui uno touch, che, da una parte, consentono di visualizzare materioteche virtuali, dall’altra, utilizzare piattaforme digitali di trend e contenuti generati in seno alla ricerca e alla progettazione sperimentale de Il Prisma e, infine, supportare meeting anche virtuali. Tavoli componibili e chiudibili rendono il lab uno spazio completamente flex. Il set illuminotecnico è preconfigurato in una serie di scenari per rispondere a diverse esigenze lavorative: enfatizzare una moodboard o un prototipo sul tavolo, creare un’atmosfera a mezza luce per visualizzare video ecc.

©Carola Merello

Artist Atelier
È uno spazio dedicato all’artista e alle sue sperimentazioni, per contaminare il processo di ricerca e progettazione con sguardo sinergico e concreto. Il design parla il linguaggio industrial reinterpretato in chiave surrealista, trasformando la stanza in acquario sospeso. Qui, a stretto contatto con l’attività di ricerca e sviluppo ma anche in una dimensione “altra” e “sospesa”, l’arte contaminerà e si lascerà contaminare dal processo architettonico.

Scheda progetto
Città: Milano
Superficie: 720 mq (piano terra), 380 mq (piano primo)
Project team: Gaetano Auricchio, Irene Milan (Architects); Mauro Ferrario (Project Manager); Mauro Sullam (Technical Architect); Roberto Malberti (Project Coordinator); Davide Merlo (Tech Innovation Strategist); Giacomo Rozzo (Head of Innovation); Luca Mustacchi (Worksphere & Innovative Experience Strategist); Veronica Dossi (Strategist); Claudia Roggia (Branding Specialist Worksphere); Amalia Martino (Marketing Manager); Amit Anafi, Giulia Dagradi, Anna Vadacca (Sustainability Managers); Sandra Longhi Hoffmann (Cost Manager)