Un cantiere che diventa mostra: dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026 l’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate, in provincia di Varese, progettato dall’architetto Enrico Agostino Griffini tra il 1942 e il 1943, ospita Enrico A. Griffini. Costruire modernamente. L’esposizione inaugura il programma di 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura e ai processi creativi legati alla musica e all’arte, promosso da Titti Santini - Ponderosa Music Records e curato da Alessia Interlandi - in.circle.

©Francesca Iovene


Enrico Agostino Griffini, architetto, ingegnere, docente e autore - tra i progettisti del Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi Museo del Novecento - è stato un protagonista, ancora poco valorizzato, del Razionalismo italiano. La mostra, curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra, in collaborazione con l’architetto ed erede Valeria Griffini, e realizzata con documenti riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia, nasce per riportare la sua figura all'attenzione degli addetti ai lavori e del grande pubblico.

Il progetto indaga il metodo e l’opera di Griffini in un momento in cui il tema della costruzione, delle risorse, della durata e dell’efficacia degli edifici - alla base del suo lavoro - è centrale. Rileggere Griffini oggi significa spostare lo sguardo dal mito del moderno come linguaggio al moderno come procedura: un modo di pensare l’architettura che parla al presente.

©Francesca Iovene

La sede della mostra non è casuale. L’edificio razionalista, costruito negli anni Quaranta per la Koh-I-Noor, poi riconvertito dal 1957 al 2001 nel Calzaturificio Romano Martegani 1891, ha rappresentato uno degli episodi più significativi dell’attività di Griffini nel campo dell’architettura industriale. Oggi rinasce come 155 Tradate ed è attualmente al centro di un processo di restauro architettonico e di ristrutturazione, su progetto dell’arch. Giorgio Giani, con direzione lavori di Lucio Giudici. L’esposizione sarà allestita appositamente in questa fase di cantiere: il pubblico potrà così entrare in relazione con la figura di Griffini, confrontarsi in prima persona con una sua realizzazione e misurarsi con tutte le stratificazioni del luogo, cerniera tra ricerca storica e attualità.

©Francesca Iovene

Il percorso espositivo ricostruisce la complessa opera dell’architetto - che nella sua carriera si è misurato con l’abitazione, gli edifici industriali, le strutture sanitarie, gli spazi pubblici, l’arredo e l’insegnamento - attraverso disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio.

©Francesco Iovene

L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, gioca con la transitorietà dell’edificio, definendo il percorso con elementi e dispositivi mutuati dal linguaggio del cantiere e con il colore blu come filo conduttore.
Spiega Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records: "La mostra dedicata a Enrico Agostino Griffini segna l’inizio del percorso di 155 Tradate. L’apertura del cantiere al pubblico rappresenta il primo capitolo della trasformazione dell’ex stabilimento Koh-I-Noor e anticipa la futura identità di questo luogo destinato a evolversi nel rispetto della sua storia e del territorio".