Al Jardín de Cactus di Lanzarote il Premio Carlo Scarpa

Premio Carlo Scarpa

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso, all'unanimità, di dedicare la campagna di studio, cura e divulgazione della XXVIII edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino al Jardín de Cactus di Lanzarote, parte di una speciale costellazione di cave e crateri coltivati dell'isola che costituisce una testimonianza esemplare di un fertile equilibrio tra natura e cultura. Lanzarote, la prima isola dell'arcipelago canario che si incontra arrivando dall'Europa, a soli 130 km dal continente africano, sorprende per le grandi distese di lava che occupano un quarto di una superficie di 846 kmq e con un'estensione longitudinale di appena 58 km. Su un suolo di scarsa pendenza, l'avanzata lenta e la forma espansa di questo manto di lava, in tempi recenti, a più riprese, ha lasciato dietro di sé un mondo privo di vita, che ha visto emergere 25 nuovi vulcani.

Photo by Andrea Rizza Goldstein

Photo by Andrea Rizza Goldstein

Investita da numerose eruzioni vulcaniche - la più recente, durata sei anni consecutivi, nel XVIII secolo - l'isola ha saputo più volte ripartire da zero, e cogliere in condizioni di vita estreme - la natura povera del suolo, i venti incessanti, l'assenza di acqua - i motivi di una sua rigenerazione e gli strumenti per un legame consapevole con il proprio ambiente. L'estensione e la qualità delle sue coltivazioni, in particolare quella della vite, testimoniano oggi questo carattere e questa attitudine a convivere in modo inventivo con un territorio apparentemente inospitale. Un'attitudine che si è espressa anche attraverso sguardi estetici e politiche culturali di grande interesse. In particolare, nel XX secolo, un artista e abitante dell'isola, César Manrique (1919-1992), ha saputo riconoscere il valore dei propri luoghi e mettere in atto strumenti e pratiche tali da sviluppare una coscienza sociale e politica di un ambiente sino ad allora considerato povero e privo di attrattività. Il contributo di questo artista militante che, a partire dagli anni sessanta, si batte contro lo sfruttamento turistico dell'isola, proponendone un modello alternativo, ci mette di fronte alle questioni irrisolte nel rapporto tra conservazione e trasformazione nel campo del paesaggio. Manrique ha mostrato con il proprio lavoro una possibile strada, costruendo luoghi come il Jardín de Cactus, che nel loro insieme si presentano come il manifesto di un diverso modo di vivere nell'isola e di riconoscerne, con occhi nuovi, la bellezza.

Photo by Andrea Rizza Goldstein

Photo by Andrea Rizza Goldstein

La campagna di promozione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2017, dopo la tappa di Milano, nella sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche a  Treviso, con la conferenza stampa del 18 maggio e le giornate pubbliche di venerdì 19 e sabato 20 maggio, che prevedono: l'apertura di un'esposizione dedicata al luogo del Premio con un concerto di musica tradizionale canaria, un seminario pubblico di approfondimento, la pubblicazione di un volume collettivo dedicato a Lanzarote e al Jardín de Cactus, la cerimonia pubblica del Premio con la presentazione del documentario realizzato e la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa (1906-1978), simbolo del Premio.
Quest'anno, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton ha deciso di consegnare questo sigillo ad Antonio Martín Santos, giardiniere lanzaroteño del Jardín de Cactus. Il suo lavoro, fatto di cure quotidiane e passione civile, raccoglie il senso di un insegnamento che è all'origine di questa avventura culturale e politica unica, che ha trasmesso agli abitanti dell'isola la coscienza di un paesaggio che in ogni momento, nonostante la fragilità della sua condizione, può riconoscere in quelle mani lo strumento per costruire il proprio futuro. La campagna del Premio proseguirà con altre iniziative pubbliche, anche a carattere internazionale, nel corso dell'anno.

Photo by Andrea Rizza Goldstein

Photo by Andrea Rizza Goldstein

Pubblica i tuoi commenti