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architect: Ron Gilad

year: 2010

Flos presenta uno dei suoi progetti più ambiziosi e all’avanguardia: la collezione Soft Architecture. Creata grazie a un composito materiale innovativo (tecnologia Under-Cover) che unisce leggerezza ad elevata resistenza, è in grado di assicurare performance e durabilità nel tempo, integrandosi perfettamente con i normali controsoffitti in cartongesso. Inoltre risponde alle più recenti normative internazionali in tema di sicurezza ed ecocompatibilità, essendo realizzato con un materiale non combustibile e con certificazione ‘Cradle to Cradle’: protocollo di progettazione che garantisce quanto un’azienda consideri la ‘sostenibilità’ un valore e non un sacrificio, proponendo prodotti che possano essere riciclati eternamente.
Diversificata e adattata alle varie esigenze, Soft Architecture dà prova di come può assumere un suo specifico carattere e identità in luoghi diversi, siano essi ambienti intimi e domestici, o spazi pubblici quali ristoranti, spa, negozi, luoghi d’incontro, gallerie d’arte, uffici ecc... A conferma della versatilità che caratterizza Soft Architecture, i designer che firmano le nuove collezioni: Ron Gilad, Phillippe Starck, Sebastian Wrong, Marcel Wanders, Antonio Citterio, Fabio Calvi e Paolo Brambilla. Cos’è una linea? Una domanda a cui l’artista Newyorkese nativo di Israele Ron Gilad ha risposto molte volte. Dopo aver sviluppato l’idea minimalista della sua “Linea” per Flos, Ron Gilad ha familiarizzato con il progetto dell’azienda chiamato “soft architecture” e con l’importanza dell’inglobare la luce all’interno della struttura stessa degli ambienti interni.
Il punto di incontro tra le due sperimentazioni segna la nascita di Wallpiercing (2010) e delle sue infinite possibilità grafiche. Wallpiercing è un austero cerchio posizionato nella parete e circondato dai led (RGB Light Emitting Diodes). Questo significa che la lampada forma un alone intorno a se stessa, diffondendo intorno la propria ombra come se  fosse avvolta in una leggera nebbia di tulle. Collegando più unità, una struttura può essere intrecciata come si desidera nella parete o nel soffitto con ogni luce programmata, per funzionare come singolo pixel in un’immagine allargata. L’intera parete diventa uno schermo a bassa risoluzione, alterando profondamente l’aspetto e l’atmosfera dell’ambiente interno grazie ai suoi cambiamenti di colore e di intensità di luce.

Ron Gilad was Born in 1972 in Tel-Aviv. Ron Gilad’s hybrid objects combine material wit with aesthetic play; they sit on the fat, delicious line between the abstract and the functional. Gilad is fascinated with philosophizing about the common objects we live with. His work, which vary from one-off to limited editions and production pieces, have no “expiration date” and reside in both public and private collections worldwide. Gilad asks unceasing questions in 3D form and fabricates answers that create an arena for fertile doubt. Currently he lives and works in New York City.

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