Immersa nel paesaggio montano di Xialang Village, a Huizhou, ai piedi del Monte Luofu e vicino al tempio Fayun, la guesthouse Sanshan Laichi · Xialang Valley Retreat, progettata da Studio InTo, nasce in un contesto naturale segnato da corsi d’acqua, boschi di bambù e da un clima umido e mutevole tipico della regione del Lingnan. Due torrenti convergono infatti nella valle attraversando il sito, contribuendo a definire un’atmosfera lenta e contemplativa che il progetto sceglie di preservare e amplificare.

Guidato dagli architetti You Xing e Xu Wanli, lo studio ha sviluppato architettura, interior, landscape e FF&E design come un unico sistema integrato, in cui costruzione e paesaggio dialogano in maniera continua. L’intervento si inserisce con discrezione nel contesto, collocando l’architettura ai margini del lotto per lasciare spazio alla natura e costruire un rifugio silenzioso immerso tra montagne e vegetazione. L’impianto si sviluppa come un sistema di corti e volumi sfalsati che reinterpretano il tradizionale rapporto tra architettura e giardino: aperture, scorci e spazi intermedi permettono a luce, aria, acqua e vegetazione di penetrare gradualmente all’interno, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza abitativa.

Tre corpi edilizi definiscono una corte centrale aperta verso sud-ovest, orientata visivamente verso il Monte Luofu. Piuttosto che creare volumi chiusi e compatti, il progetto introduce corridoi, passaggi e spazi semi-esterni che collegano le diverse parti dell’edificio, dissolvendo il confine tra interno ed esterno. I tetti inclinati, inoltre, richiamano il profilo delle montagne circostanti e rispondono alle intense piogge della regione, integrando esigenze climatiche e compositive.
Il progetto riprende alcuni principi tipici dell’architettura Lingnan, storicamente caratterizzata da spazi aperti, permeabili e adatti ai climi caldi e umidi. Gli ambienti semi-outdoor diventano così l’elemento ordinatore dell’intero complesso: percorsi coperti, cortili e aree di transizione costruiscono una sequenza spaziale fluida e dinamica.







L’accesso alla guesthouse avviene attraverso un sentiero immerso nel bambù, lontano dalla strada principale. Questo percorso rallenta volutamente l’arrivo e accompagna gradualmente il visitatore in una dimensione più silenziosa e contemplativa. Superato il padiglione triangolare d’ingresso, il foyer si apre come punto di connessione tra i volumi rialzati e introduce a una successione di tre corti comunicanti, dove pieni e vuoti generano continui giochi di luce, ventilazione naturale e viste sul paesaggio.
La relazione con la natura si costruisce anche attraverso il controllo dello sguardo: montagne, corsi d’acqua e vegetazione vengono inquadrati come frammenti mutevoli, quasi fossero scene di un giardino tradizionale cinese. Corridoi e spazi semi-aperti accompagnano il movimento all’interno dell’edificio modificando costantemente percezione, luce e profondità.

Dal punto di vista materico, il progetto utilizza soluzioni costruttive locali e a basso impatto tecnologico. I muri in pietra grezza definiscono una base robusta e naturale che prosegue dall’esterno agli interni, mentre le pareti in mattoni traforati, rivolte verso le corti, filtrano la forte luce del sud della Cina garantendo ombreggiamento, ventilazione e permeabilità visiva. La luce attraversa queste superfici creando effetti cangianti di ombre e riflessi durante il giorno.
Gli interni proseguono la stessa ricerca di essenzialità materica. Le aree comuni si aprono verso i boschi di bambù e i torrenti, incorporando il paesaggio attraverso ampie aperture e viste incorniciate. Pietra, legno massello e superfici dai toni caldi definiscono ambienti sobri e accoglienti, capaci di mantenere un forte legame con il contesto naturale.











La struttura ospita sei suite, collocate al piano terra in posizione più riservata e vicina al fiume, e ventuno camere standard distribuite ai livelli superiori con affacci verso montagne e acqua. Le camere adottano una configurazione ampia e poco profonda, pensata per massimizzare l’ingresso della luce naturale e il rapporto con il paesaggio. I soffitti seguono l’andamento delle coperture inclinate, accompagnando la luce all’interno degli ambienti; in alcune stanze lucernari verticali accentuano ulteriormente il dialogo tra tempo, luce e vita quotidiana.

L’intero progetto si configura come una ricerca di equilibrio tra architettura e natura. Attraverso soluzioni semplici, tecniche costruttive locali e una calibrata sequenza di spazi aperti e semi-aperti, Sanshan Laichi · Xialang Valley Retreat evita ogni gesto spettacolare per inserirsi con naturalezza nel paesaggio. Più che rappresentare un’idea astratta di rifugio, l’architettura nasce direttamente dalle condizioni climatiche, topografiche e culturali del luogo, costruendo una relazione continua e quotidiana con l’ambiente circostante.




