Quando meno te lo aspetti ecco una vera e propria architettura nello storico e bellissimo Palazzo reale di Napoli che, già dal Secolo dei Lumi, aveva visto nei suoi spazi notissimi architetti del passato costruire per i Borboni grandi istallazioni. Una città come Napoli che, in questi ultimi anni, ha subito un incremento turistico e una riscoperta culturale trova un altro simbolo popolare della sua millenaria immagine. Una delle finestre a loggia del cortile del Belvedere ha di recente assurto alla fama dei social media perché i giovani e meno giovani si sono lasciati incantare dallo stupendo panorama e si fotografano davanti ad essa postando, poi, in rete la foto più bella e votandola sulle diverse piattaforme social. Il Ministero della Cultura, attraverso il Soprintendente all’archeologia, alle belle Arti e Paesaggio Per l'area Metropolitana di Napoli Mariano Nuzzo ha chiesto a Cherubino Gambardella di costruire, proprio di fronte alla finestra in questione, uno spazio che si riferisse in chiave contemporanea all’architettura napoletana non senza reinterpretare le suggestioni del teatro di Eduardo De Filippo.

L’architetto e docente napoletano, noto oltre che le per le sue opere pubbliche anche per la sua attività di disegnatore e collagista, ha raccolto la sfida, inventando uno spazio singolare che avrebbe permesso un avvicinamento dei visitatori più emozionante e comodo allo spazio della finestra. Il luogo, in tal modo, si trasforma in un vero e proprio salotto napoletano affacciato sull’incantevole panorama del Golfo.  E’ una vera e propria camera senza soffitto che si incunea, tramite uno stretto e luminescente corridoio dorato, nella loggia storica conducendo lo sguardo del visitatore verso il panorama e permettendogli di sedersi in un rudimentale salottino composto da due sedie e un tavolo. De Filippo, Viviani, il sommesso parlare di Joseph Beuys sembrano convocati in questa scena metafisica e senza tempo dove la carta da parati il blu cobalto il balcone con i panni stesi i quadri commerciali da mercato delle pulci non hanno paura dei luoghi comuni, della scenografia, decontestualizzandoli in modo sorprendente. Questa opera è uno degli esiti più significativi, dal punto di vista concreto e architettonico di un lungo processo di sperimentazione nato dai collage di Cherubino Gambardella. L’autore negli ultimi venti anni ha messo a punto una lunghissima serie di serie di opere su carte diverse che da fondi a stampa , con tecniche miste hanno determinato la forma di panorami immaginari dove manuale e virtuale generano una moltitudine di città immaginarie che abitano in un intervallo contenuto tra gli scritti di Italo Calvino e Gianni Rodari, tra i quadri di Alberto Savinio e le illustrazioni di Gio Ponti e Pietro Portaluppi determinando una sorta di altro pianeta emotivamente forte e enigmatico dove l’architettura è un cosmico e accumulatore di segni . Mariano Nuzzo ha voluto che una sintesi di questa collezione contenuta in 44 opere significative di vari momenti di ricerca architettonica e artistica fossero ospitate nei nuovi spazi della Soprintendenza di Napoli al fine di inaugurare un nuovo corso espositivo del Palazzo Reale. Così tra architettura e disegno si chiude il cerchio di una nuova utopia architettonica. Esposta su eleganti cavalletti in legno anch’essi disegnati da Gambardella che ha curato l’allestimento delle sale assieme a Luigi Arcopinto. Questa singolare esposizione sarà visitabile gratuitamente dalla fine di Febbraio a Maggio Il “salotto napoletano” resterà stabilmente a Palazzo Reale. Il catalogo con Testi di Nuzzo, Molinari e Gambardella racconta l’intero percorso dai disegni alla stanza con grafici foto che restituiscono il coraggio e la potenza di un’altra Napoli contenuta in uno dei più bei recessi della sua Storia.