A Forte dei Marmi, lo studio Lissoni Casal Ribeiro completa l'evoluzione di una residenza privata iniziata nel 2011, dando vita a un intervento che interpreta il concetto di ampliamento come naturale prosecuzione del progetto originario. La nuova villa, ultimata nel 2025, ridefinisce l'intero complesso attraverso un nuovo ingresso e un'architettura capace di dialogare con l'esistente in modo coerente.
Se la prima abitazione si distingueva per il suo linguaggio essenziale, fatto di volumi monolitici, pietra naturale e grandi superfici vetrate, la nuova architettura introduce una diversa sensibilità materica, mantenendo però intatto il rigore compositivo che caratterizza il lavoro dello studio. Ogni elemento nasce da un processo progettuale quasi sartoriale, costruito su allineamenti millimetrici e dettagli realizzati su misura.

©Gionata Xerra

Un corridoio completamente vetrato connette i due edifici, accompagnando il passaggio tra le architetture senza soluzione di continuità. La nuova villa si sviluppa su due livelli attorno a una corte centrale, mentre il prospetto rivolto verso la strada si presenta come un volume compatto rivestito in mattoni artigianali. Solo un bow window e un grande portale in legno interrompono la facciata, lasciando intuire il patio interno, volutamente protetto dagli sguardi esterni.

©Gionata Xerra

Il dialogo tra vecchio e nuovo prosegue attraverso un leggero pergolato metallico che unisce le due ville e ombreggia le terrazze, reinterpretando il tema dei pieni e dei vuoti già presente nel progetto originario. Le grandi aperture, incorniciate da imbotti in alluminio, alleggeriscono il rivestimento in laterizio e rafforzano il rapporto tra interno ed esterno.

©Gionata Xerra

La materia diventa protagonista anche negli spazi aperti. Le pareti della corte e della terrazza al primo piano sono rivestite con ceramiche artigianali nelle tonalità del blu e del verde, un richiamo diretto al mare e ai pini marittimi che definiscono il paesaggio di Forte dei Marmi. Per garantire la privacy delle camere, frangisole verticali in legno filtrano la luce e proteggono gli affacci, evocando alcune delle storiche ville moderniste ancora presenti lungo la costa toscana.

©Gionata Xerra

Le corti interne eliminano ogni rigida separazione tra architettura e giardino, trasformando gli ambienti in spazi fluidi dove interno ed esterno si compenetrano. È una casa pensata per essere vissuta all'aria aperta, nella quale il paesaggio entra a far parte dell'esperienza quotidiana.

©Gionata Xerra

Negli interni domina una palette di bianchi e toni neutri, scandita dal contrasto con essenze lignee molto scure. Una scala bianca, leggera e quasi sospesa collega i due livelli. Al piano terra, il pavimento in cotto artigianale bianco posato a spina di pesce dialoga con i serramenti in legno scuro; al piano superiore il rapporto cromatico si ribalta, con pavimenti in legno resinato scuro che esaltano la luminosità delle pareti.
Il risultato è un progetto di grande equilibrio, in cui architettura, materia e luce costruiscono un'atmosfera sofisticata e senza tempo.