Affacciato sullo storico Lungopassirio alberato di Merano, Aurora riapre questo mese dopo un'importante trasformazione che inaugura una nuova fase della sua storia, restituendo nuova vita a uno degli hotel di famiglia più iconici della città. Da sempre caratterizzato da una forte personalità e da una spiccata vocazione culturale, l'albergo, che dispone di 59 camere, è stato ripensato da Hannes Peer Architecture e feld72 attraverso una prima fase di intervento che ha interessato il redesign degli interni, la ristrutturazione di 18 camere, il rinnovamento di tutti gli spazi dedicati agli ospiti distribuiti su quattro piani, l'inserimento di un Listening Bar e la realizzazione di un nuovo involucro architettonico.

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©Tschinkersten

Per quasi sessant'anni Aurora ha rappresentato, sotto la guida della famiglia Aukenthaler, uno dei luoghi simbolo della vita sociale di Merano. Oggi, a tre generazioni dalla fondazione, Melanie e Philipp Aukenthaler raccolgono questa eredità con l'obiettivo di trasformare l'hotel in un organismo culturale vivo, dove ospitalità, architettura e socialità convivono in un dialogo continuo. Il progetto segna anche un ritorno alle origini per Hannes Peer, architetto altoatesino con studio a Milano, noto per la capacità di costruire ambienti materici ed emotivamente intensi, capaci di evocare una dimensione di "utopia nostalgica". L'intenzione della committenza non era quella di cancellare il passato, ma di amplificare il carattere originario dell'hotel, valorizzandone l'audacia e la forza espressiva e portando a compimento un percorso iniziato quasi sessant'anni fa. Il risultato è una ristrutturazione tanto rigorosa quanto sorprendente. Aurora si è evoluto nel tempo attraverso la curiosità e i viaggi della famiglia Aukenthaler, assorbendo influenze provenienti dall'architettura, dall'arte e dalla cultura internazionale. Hannes Peer Architecture costruisce così una narrazione progettuale nella quale convivono riferimenti alpini, mediterranei e tropicali, insieme alle suggestioni del modernismo cinematografico. Le strutture originali non vengono rimosse, ma reinterpretate, lasciando emergere i diversi strati dell'edificio attraverso il contrasto dei materiali e il ritmo degli spazi. Ottone, travertino, pavimenti in noce e marmo bianco di Lasa dialogano in modo inaspettato, richiamando la tradizione alpina e, al tempo stesso, l'estetica cinematografica del design degli anni Settanta, con influenze provenienti dalla California, dal Brasile e dal patrimonio architettonico dell'Alto Adige.

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©Giulio Ghirardi

In collaborazione con Hannes Peer, lo studio feld72 rafforza la chiarezza architettonica dell'intervento attraverso un elemento unificante: una pelle in alluminio che avvolge l'edificio con profondità e larghezze variabili. Questo involucro racchiude simbolicamente tre generazioni di identità, presentando l'edificio esistente come qualcosa da proteggere, rivelare e riattivare. All'esterno la nuova facciata riflette la luce in maniera sempre diversa a seconda delle stagioni e delle ore del giorno; all'interno media il rapporto tra apertura e privacy, offrendo scorci calibrati verso il paesaggio. Il risultato è un'architettura in continua trasformazione, definita dalla luce, dai materiali e dalla prospettiva. Il nuovo linguaggio progettuale si manifesta fin dall'ingresso. Qui trova spazio un'opera in ceramica progettata da Hannes Peer e realizzata insieme a Officine Saffi, composta da oltre 2.000 piastrelle artigianali declinate in più di trenta tonalità. A terra, una pavimentazione in terrazzo realizzata su misura con pietre locali accompagna il percorso dal Lungopassirio fino alla reception, radicando il progetto nell'identità geologica dell'Alto Adige.

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©Giulio Ghirardi

Sospeso sopra la reception, un lampadario scultoreo in vetro di Murano firmato da 6:AM cattura la particolare luce alpina di Merano. Al di sotto, il banco reception curvo, realizzato da Rier – azienda che ha curato anche tutti gli elementi in legno e gli arredi su misura dell'hotel – in legno dalle tonalità mogano diventa il fulcro dell'accoglienza, introducendo una dimensione scultorea e sensuale. Completa l'ingresso Horizon, grande bassorilievo in cemento dell'artista altoatesina Ursula Huber, madre di Hannes Peer, che introduce nella hall una marcata sensibilità brutalista. Oltre la reception si sviluppa la lounge di Aurora, concepita come uno spazio sociale fluido ispirato alla Sheats-Goldstein Residence di John Lautner. Pavimenti in travertino, ampie sedute e un camino centrale evocano il modernismo californiano degli anni Settanta, mentre schermature orizzontali in legno introducono ritmo e intimità. Gli interventi specchianti progettati da Hannes Peer Architecture frammentano delicatamente i riflessi, modificando continuamente la percezione dello spazio. Qui troverà posto anche Carte Blanche, la piattaforma di arte contemporanea curata da Eva Ingram Harpf, che ospiterà mostre, performance e conversazioni site-specific con artisti e creativi locali e internazionali.

La lounge si apre inoltre sul nuovo Listening Bar, caratterizzato da un'atmosfera notturna declinata nelle tonalità del rosso pompeiano. Moquette a pelo lungo, specchi fumé, legno color ciliegio, superfici laccate e applique in ottone realizzate su misura richiamano il linguaggio glamour di Gabriella Crespi, mentre gli arredi in noce scuro nascondono un sistema audio ad alta fedeltà completamente integrato nell'architettura. DJ set settimanali e performance dal vivo trasformeranno questo spazio in un luogo dedicato al suono, all'incontro e allo scambio culturale. Al piano terra trova spazio ARTÈ, il ristorante di Aurora, completamente rinnovato attraverso un attento restauro e l'integrazione degli interni originali degli anni Settanta commissionati dalla famiglia Aukenthaler al falegname altoatesino Herbert Kinkelin. Sono stati conservati dettagli scultorei in ottone, divisori, fioriere integrate e interventi in cemento e intonaco ad alto rilievo. Grandi fioriere in marmo bianco di Lasa, impreziosite da dettagli in ottone, ospitano palme e vegetazione contribuendo a creare un'atmosfera cinematografica che addolcisce la forte geometria degli spazi. Distribuite su quattro piani, le camere interpretano una filosofia progettuale che privilegia atmosfera, proporzioni e continuità materica rispetto all'eccesso decorativo, offrendo un'esperienza residenziale e rilassata. Qui Peer sceglie un linguaggio più misurato rispetto agli spazi comuni, ispirandosi tanto al modernismo di Palm Springs quanto al razionalismo alpino. Un soffitto ispirato alla forma della pagoda introduce una sottile teatralità, bilanciata da rigore compositivo e chiarezza progettuale.

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©Giulio Ghirardi

Tutti gli arredi sono stati progettati appositamente per Aurora: dai letti bassi dalle forme scultoree con dettagli in pelle ai divani integrati in velluto color ruggine, fino agli specchi, all'illuminazione e agli elementi dei bagni scolpiti nella pietra locale. Ampie superfici in moquette, riflessi fumé, legni scuri e pellami morbidi definiscono un'atmosfera sobria ma sensuale, in equilibrio tra modernismo californiano, cultura materiale alpina e intimità domestica degli anni Settanta. I bagni aperti attenuano ulteriormente il confine tra zona notte, spazio dedicato al benessere e paesaggio, richiamando la fluidità spaziale della Elrod House di John Lautner senza ricercare effetti spettacolari, ma privilegiando una sensazione di concretezza e tattilità. Pietra locale, tonalità del noce, luce alpina filtrata e dettagli artigianali radicano le suite nel contesto altoatesino pur mantenendo una chiara dimensione internazionale. Le opere d'arte nascondono i televisori, rafforzando l'idea che ogni elemento abbia una funzione precisa all'interno del progetto. Nulla è lasciato al caso: nessun eccesso, nessun arredo superfluo, ma una composizione interamente intenzionale. Con una superficie media compresa tra 25 e 30 metri quadri, le camere risultano compatte ma estremamente curate, definite dalla precisione progettuale più che dalle dimensioni. 

Il progetto entrerà ora nella seconda fase della ristrutturazione, che prevede la realizzazione di una piscina panoramica e di un rooftop bar, oltre alla trasformazione delle restanti 41 camere e suite. Il completamento dell'intervento è previsto per il 2028.