13. davide_vercelliPer chi non avesse avuto l’opportunità di visitarla, Cer Sea è stata una delle mostre collaterali della scorda edizione di Cersaie. Per quanto mi riguarda, la più importante.

Progettata, organizzata e gestita a quattro mani con l’amico Angelo Dall’Aglio, occupava un’area di 1200 metri quadrati e ha coinvolto circa 80 aziende. Il tema, come suggerisce il nome, è stato un ripensamento progettuale di uno dei maggiori patrimoni naturalistici italiani: i litorali e le coste. L’idea di base era di indagare la possibilità concettuale di vivere le spiagge per un periodo di tempo maggiore rispetto a quello attuale prolungandone la fruizione anche nel periodo invernale.

Il visitatore all’ingresso aveva dinnanzi a sé due principali scenari temporali: a destra il mare estivo, a sinistra il mare invernale; due enormi fondali fotografici retroilluminati fornivano la quinta scenica per i due ambiti. A corredo e integrazione della mostra una serie di convegni, due cerimonie di premiazione, cocktail party e una sfilata di moda.

A qualche settimana di distanza, spente le luci e smorzati gli echi, azzardo un’analisi procedendo in maniera randomica.

Per le aziende sponsor è stata una grande occasione di visibilità: diecimila persone hanno visto i loro prodotti apprezzandoli, molti di loro si sono divertiti e hanno conosciuto clienti nuovi e nuove opportunità. Per i visitatori è stato l’incontro con un modo nuovo di fare fiera; l’abitudine a confrontarsi con stand istituzionali di un’unica azienda talvolta li destabilizzava ma superato questo primo scoglio l’impressione generale era di grande stupore, di meraviglia e di curiosità. Il passaparola tra gli addetti ai lavori ci ha velocemente classificato come “la cosa” da vedere.

Per i promotori è stata, credo, una grande prova per fare innovazione in un mondo, quello dei servizi, che forse di innovazione ne vede troppo poca. A loro il ringraziamento per aver creduto nel nostro progetto.

Infine per noi, caparbi genitori dell’evento, è stato il completamento e la realizzazione di sei mesi durissimi di lavoro tra Bologna ed il Piemonte, sei mesi di pensieri, slanci, illusioni, esaltazioni e – perché no delusioni – ma anche il banco di prova di un’affinità che mi ha legato ad un collega che è diventato un amico: senza di lui Cer Sea come l’abbiamo vissuta e come ve l’ho raccontata non sarebbe mai esistita.

 

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