La scuola non finisce sulla soglia dell’edificio. Inizia proprio da lì.
Per il nuovo Istituto Enrico Panzacchi di Ozzano dell'Emilia, progettato per accogliere 485 studenti, quella soglia non è un limite, ma l'inizio di un dialogo con la città. Nato dalla demolizione dell'edificio esistente e dal concorso di progettazione in due gradi “Nuova scuola media Panzacchi” del 2018, il progetto, a firma dello studio Archisbang, trasforma il rapporto tra spazio pubblico e istruzione in una sequenza di luoghi aperti, percorribili e condivisi, rileggendo il ruolo della scuola all'interno della città.

La nuova Scuola Enrico Panzacchi è un complesso a padiglioni che integra scuola secondaria di primo grado, palestra e auditorium, con funzioni aperte al pubblico pensate per estendere il ruolo dell’edificio come civic centre per la comunità di Ozzano dell’Emilia. Esito di un concorso di progettazione in due fasi bandito nel 2018, il progetto nasce dalla demolizione e ricostruzione della struttura esistente e ripensa il ruolo dello spazio scolastico in chiave innovativa. La scuola diventa bene pubblico e motore di rigenerazione urbana, capace di accogliere attività educative, sportive e culturali.

Uno degli obiettivi primari del progetto è la definizione di un nuovo centro attivo e contemporaneo, capace di dialogare con il contesto urbano e di diventare punto di riferimento per la comunità scolastica e cittadina. La dislocazione delle funzioni secondo uno schema a padiglioni permette di collocare palestra e auditorium lungo l’asse urbano, in diretto rapporto con lo spazio pubblico. Sull’asse perpendicolare si sviluppa invece l’accesso pedonale alla scuola, innestato sul percorso esistente della Passeggiata delle Scuole e ampliato in una nuova piazza di ingresso.

La nuova piastra pedonale, suolo pubblico abitabile, è una superficie continua e camminabile che organizza l’attraversamento lento, favorisce la sosta e rende leggibile la differenziazione dei flussi tra scuola, palestra, auditorium e spazi aperti alla città. L’ingresso alla scuola avviene lateralmente, in corrispondenza del blocco di snodo tra i padiglioni. L’allargamento della via pedonale si innesta sulla Passeggiata delle Scuole, trasformando il percorso esistente in una soglia urbana più ampia, riconoscibile e accogliente.

Sull’asse dell’ingresso scolastico si sviluppa una via interna a vocazione semipubblica: da un lato vi si affacciano laboratori e aule per le attività pomeridiane, dall’altro si accede direttamente alla tribuna della palestra. L’ingresso pubblico al Centro Civico avviene da viale 2 Giugno: attraverso il blocco vetrato centrale, che in orario extrascolastico assume il ruolo di foyer, si accede direttamente alla palestra e all’auditorium, garantendo autonomia d’uso e apertura alla comunità.

L’auditorium è uno spazio flessibile dedicato alla musica: un ambiente raccolto e introspettivo, con acustica curata e gestione controllata della luce artificiale, pensato per accogliere ascolto, prove, rappresentazioni e momenti di incontro della comunità.

La palestra ospita un campo regolamentare da basket, può essere suddivisa in due aree indipendenti, così da consentire lo svolgimento di allenamenti simultanei. Utilizzata dalla scuola durante l’orario didattico, è pensata per essere affidata alle associazioni sportive nelle ore extrascolastiche.

Il padiglione scolastico è concepito come un grande spazio luminoso, organizzato a ballatoio attorno all’atrio a tripla altezza: uno spazio flessibile e abitato, vero cuore attivo della struttura, dove distribuzione, relazione e apprendimento informale si sovrappongono.

Gli ambienti dedicati ai ragazzi sono dotati di grandi vetrate interne che mettono in relazione aula e spazio distributivo. Questa continuità visiva rafforza il senso di una comunità scolastica attiva e vitale, favorisce usi misti dentro e fuori dall’aula e garantisce una luce morbida e distribuita.

La scuola è realizzata con pannelli prefabbricati portanti in calcestruzzo, scelti per garantire rapidità di posa, controllo dei costi, modularità ed efficienza costruttiva. La materia strutturale resta leggibile, dichiarando un’essenzialità costruttiva che richiama la ricerca sui materiali grezzi e il valore espressivo della costruzione non celata.

La pelle metallica plissettata avvolge il complesso come un secondo strato leggero e sofisticato. Calibrata sui diversi fronti, caratterizza l’immagine della scuola, ne smaterializza i volumi e integra elementi funzionali, schermature solari, scale esterne e spazi filtro.
La dimensione filtrata delle soglie intermedie offre una relazione privilegiata con il giardino esterno: la pelle metallica media il rapporto tra edificio e paesaggio, mentre le sue interruzioni aprono al piano terra un contatto diretto tra ambienti scolastici e spazio verde. Grandi occhi vetrati interrompono il ritmo della facciata in corrispondenza degli spazi laboratoriali flessibili, che all’interno dell’edificio spezzano la sequenza regolare delle aule e introducono luoghi aperti alla sperimentazione e al lavoro di gruppo.




