Dal 10 novembre entra a far parte della collana Oilà, curata da Chiara Alessi per Electa con progetto grafico di Leonardo Sonnoli: Lina Bo Bardi.
Lina Bo Bardi (Roma, 1914 - San Paolo, 1992) non compare spesso nei racconti d’architettura. Difficilmente classificabile in una sola figura professionale. Poliedrica e inquieta ma più facilmente riconoscibile come architetta, è stata anche docente, curatrice di mostre, inarrestabile promotrice culturale, editorialista polemica e direttrice di varie riviste, dall’italiana Domus alla brasiliana Habitat. Ha vissuto in due continenti lontanissimi, attraversato diverse dittature, in Europa e America Latina, trovando il suo spazio in un mondo molto maschile.
Nella sua attività ha elaborato una prospettiva personale, e unica, che univa un approccio brutalista/modernista e la creatività popolare brasiliana. Eclettica, curiosa, radicale. Lina Bo Bardi ha vissuto e attraversato due continenti, tra l’Italia e il Brasile, durante un secolo, il Ventesimo, che è stato tra i più inventivi, e i più crudeli.
Ha progettato musei d’arte, ville private, curato esposizioni, fondato scuole di design ma soprattutto ha studiato e si è fatta carico di far conoscere la creatività popolare brasiliana alla società. Una figura ancora poco nota in Italia, che merita una riscoperta appassionata e curiosa come lei.




