Dotdotdot ha progettato la videoinstallazione che apre il percorso espositivo di Vitalità dell'Architettura italiana 1946–2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo. La mostra, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, ripercorre 80 anni di architettura italiana ed è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 28 maggio.
La videoinstallazione trasforma l’ingresso della Galleria KME in un'agorà in cui il pubblico ascolta otto protagonisti dell'architettura italiana - Stefano Boeri, Massimiliano Fuksas, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò, Cino Zucchi - rispondere a tre domande su passato, presente e futuro della disciplina.

"Abbiamo posizionato gli schermi, uno per ogni professionista, su due livelli e su dei gradoni, in un contesto che dà l'impressione al visitatore di essere di fronte a una tribuna in cui, a turno, ognuno prende la parola", dice Laura Dellamotta, co-founder e General Manager di Dotdotdot. "Non un pantheon, ma qualcosa di più vicino a una conversazione sospesa - otto posizioni intellettuali distinte, alcune in contraddizione tra loro, che parlano fianco a fianco".

Le interviste sono state girate negli studi degli architetti con un set simile ma sempre diverso, con gli intervistati seduti su una sedia a loro scelta. Dotdotdot ha curato l'intero processo: ideazione e regia, storyboard, allestimento. Le riprese sono di Lucio La Pietra.
Dalle interviste emergono otto risposte profondamente diverse che illustrano la complessità dell'architettura italiana con un linguaggio accessibile a un pubblico ampio: una costellazione di posizioni in cui convivono disciplina e apertura radicale, rigore teorico e biografia personale, fiducia nel futuro e lucida denuncia del presente.

Dotdotdot ha curato anche l'identità visiva della mostra: un sistema grafico sobrio - un unico carattere tipografico, un colore verde d'accento, pannellature bilingui ad alta leggibilità - che scandisce il movimento del visitatore senza sovrapporsi alla struttura espositiva.




