area 117 | wineries

architect: Carlos Cebollero Solano

location: Santa Eulalia de Gallego, Zaragoza

year: 2008

L’azienda agricola Bodegas Pegalaz, S.L. è situata nel Municipio di Santa Eulalia de Gallego su un lotto di forma irregolare di una estensione di 44.323mq. Il progetto, punto di congiunzione tra le esigenze del cliente e gli obiettivi progettuali, si è formalizzato in un edificio che, come un contenitore, accoglie i processi industriali, dialoga con il paesaggio circostante, crea una immagine estetica unitaria e, al suo interno, sintetizza i valori delle cantine tradizionali. La distribuzione interna dell’edificio è caratterizzata da tre grandi zone, che ospitano i principali processi di elaborazione del vino, connesse fra di loro grazie a patii e a spazi di servizio destinati alle attività annesse, come la pulitura delle botti, l’imbottigliamento del vino e l’immagazzinamento dei prodotti. La sala di elaborazione è uno spazio composto da depositi di acciaio inossidabile con sofisticati sistemi di pompaggio e chiarificazione priva di climatizzazione artificiale grazie a un proprio sistema di regolazione termica.  Lo spazio prevede la presenza di passerelle pedonali per aiutare l’elaborazione. La sala delle botti si situa in un’area in penombra dotata di una grande inerzia termica. La relazione con l’esterno sarà limitata e possiederà un sistema di climatizzazione artificiale che andrà a supportare i sistemi passivi di regolazione termica. La sala delle bottiglie rappresenta lo spazio di riposo delle bottiglie, quasi totalmente privo di illuminazione e dotato di condizioni termiche stabili. L’edificio è situato in una zona collinare che domina gli altri lotti che compongono la proprietà. Il volume si appoggia sulla quota superiore del terreno, con la copertura che genera una continuità con la zona boscosa. La cantina sorge su due livelli, sfalsati di 7,15m: il piano di accesso alla proprietà e alle vigne e quello del manto vegetale della zona boscosa, a livello della copertura. Il terreno decrescente permette l’accesso all’edificio ad ogni livello. La cantina appare come un grande contenitore terroso, una linea orizzontale che subisce un “incidente” sulla pendenza e genera un contrappunto, un volume emergente, leggero, scolpito dall’erosione del vento e che possiede chiari riferimenti formali verso i vicini Mallos de Riglos. Il blocco omogeneo e compatto, assorbe la vegetazione che lo circonda, portandola verso l’interno. La copertura e le facciate sono perforate da patii e lucernari che consentono e regolano l’ingresso della luce e delle correnti di ventilazione all’interno degli spazi della cantina.
L’edificio, concepito come una struttura autonoma, si relaziona con le vigne mediante incisioni, praticate nella topografia, di forma irregolare che generano contatti funzionali fra l’edificio e il paesaggio grazie a una serie di muri di pietra che organizzano gli accessi, gli spazi di vendemmia e quelli del parcheggio. Il volume emergente è rivestito con una maglia metallica di fili laccati di colore verde, sui quali cresce la vegetazione. La copertura, si converte in una lastra di terra pesante che accoglie la piantagione dei cespugli e assorbe la vegetazione che avvolge l’edificio. Il rivestimento dei muri della facciata, di cemento spruzzato color marrone, con aspetto elevatamente tettonico, fa riferimento alla relazione dell’edificio con la terra, mostrando la sua inerzia, la sua pesantezza e il suo insediamento nel terreno.

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