Affacciata sulle acque del lago di Como e immersa in un paesaggio di straordinaria bellezza, la villa progettata da Gianfranco Ferrè per una coppia di amici produttori di seta torna a raccontare la propria identità attraverso un intervento di riqualificazione firmato Pelizzari Studio. Un progetto che nasce dal confronto con una storia importante e dalla volontà di restituire attualità a un’abitazione in cui architettura, interior design e memoria convivono in un equilibrio raffinato.

©Giorgio Baroni

Quando Gianfranco Ferrè ideò la dimora, ne curò personalmente anche gli interni, anticipando una sensibilità progettuale allora innovativa: l’attenzione non era rivolta soltanto alla composizione architettonica, ma anche alla qualità degli ambienti, alla relazione tra arredi, materiali e atmosfera. Il suo approccio aveva dato vita a una casa caratterizzata da un forte carattere autoriale, in cui ogni elemento contribuiva a definire una precisa visione dell’abitare. Il passaggio della villa a una nuova proprietà ha rappresentato l’occasione per riscoprire e reinterpretare questo patrimonio, evidenziando ciò che il tempo aveva trasformato e reso meno funzionale rispetto alle esigenze contemporanee. I nuovi proprietari, una giovane famiglia di imprenditori, desideravano infatti una casa capace di accogliere la quotidianità con un approccio più informale e dinamico, senza rinunciare però a dettagli ricercati e a una forte qualità estetica.

Pelizzari Studio ha affrontato il progetto attraverso una rilettura complessiva delle planimetrie, rimodulando gli spazi distribuiti sui tre livelli della villa in funzione delle nuove modalità abitative. L’intervento preserva alcuni elementi originari, riconoscendone il valore e integrandoli all’interno di un nuovo racconto progettuale. Ne nasce così un percorso in cui passato e presente dialogano attraverso una sintesi equilibrata tra suggestioni rétro e linguaggi contemporanei. Gli elementi architettonici esistenti vengono trasformati in veri e propri scenari, grazie a una ricerca attenta sui materiali, sulle proporzioni e sui dettagli. Le nuove forniture, prevalentemente realizzate su misura, convivono con pezzi iconici già presenti nella villa, creando un insieme coerente e mai nostalgico. Tra gli elementi più significativi spicca l’antico camino in marmo, affiancato dalla coppia di mobili Biedermeier scelti a suo tempo da Gianfranco Ferrè: una presenza storica che viene valorizzata da pareti dipinte in un rosso intenso, capaci di evocare la preziosità di un gioiello orientale. Nella zona pranzo, le storiche lampade a sospensione di Adolf Loos illuminano il tavolo progettato da Pelizzari Studio, caratterizzato da un piano in vetro retrolaccato color crema, in un equilibrio sofisticato tra memoria e innovazione.

La scelta dei materiali costruisce una narrazione sensoriale fondata su contrasti misurati e armonie materiche. Il calore del legno dialoga con la solidità della pietra già presente nelle pavimentazioni, mentre i metalli verniciati neri e le finiture in ottone introducono accenti di eleganza e carattere. L’intera palette cromatica della dimora si sviluppa intorno ai toni dei grigi e dei sabbia, interrotti da un particolare colore acqua che riproduce fedelmente la tonalità del lago sottostante, creando una continuità visiva tra interno e paesaggio. Il progetto, sviluppato nell’arco di oltre un anno, ha coinvolto aspetti tecnici, paesaggistici e scenografici, con l’obiettivo di rispettare l’impianto originale dell’abitazione introducendo al contempo nuovi codici dell’abitare contemporaneo. Le nuove distribuzioni hanno generato ambienti più fluidi, caratterizzati da tagli di luce inaspettati, superfici materiche e soluzioni capaci di valorizzare la relazione con il contesto naturale.

La generosa metratura della villa ha permesso di creare numerose aree private e collettive: dalle suite padronali e per gli ospiti, complete di lounge dedicate e ampi dressing, agli spazi wellness e relax, fino alle family room e alle grandi terrazze proiettate verso l’acqua e circondate dal profilo delle montagne. Particolare attenzione è stata dedicata alla progettazione dell’area home theatre ed entertainment, concepita come uno spazio immersivo e conviviale. Il grande divano angolare in velluto color ghiaccio, posizionato su una pedana rialzata, garantisce una visuale ottimale e al tempo stesso un senso di intimità; accanto, una chaise longue nei toni dell’acqua e un coffee table in legno di eucalipto completano la composizione. L’ambiente è arricchito inoltre da una coppia di contenitori inseriti in nicchia, con profili in ottone acidato e fondali in alcantara, pensati per accompagnare il grande tavolo da biliardo.

gianfranco ferrè
©Giorgio Baroni

Al termine dell’intervento, la villa ritrova una nuova dimensione abitativa: gli ambienti sono amplificati dalla luce naturale proveniente dal lago e da un progetto illuminotecnico capace di esaltare materiali, arredi e dettagli architettonici. La dimora diventa così un luogo in cui natura e interior dialogano costantemente, dove la memoria del progetto originario di Ferrè non viene conservata come testimonianza immobile, ma reinterpretata come punto di partenza per un nuovo modo di abitare.

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