Tra il Pigneto e Torpignattara, in uno dei quartieri più dinamici della capitale, oggi animato da una vivace comunità di creativi, prende forma Casa Tahiti, il nuovo progetto di ristrutturazione residenziale firmato dallo studio Margine. Un intervento che trasforma un appartamento dagli spazi angusti e frammentati in un ambiente luminoso, fluido e fortemente identitario, dove il colore diventa il principale strumento di progetto. Il proprietario, un giovane pubblicitario, desiderava una casa capace di raccontare il proprio carattere: accogliente, energica e dichiaratamente pop, un luogo in cui ritrovare equilibrio dopo il ritmo intenso della vita lavorativa, un rifugio domestico positivo, in grado di trasmettere leggerezza e benessere.

©Nicolò Panzeri

L'appartamento, collocato all'interno di un edificio costruito prima del 1939, era stato profondamente modificato negli anni Settanta. Le trasformazioni succedutesi nel tempo avevano completamente alterato l'impianto originario, generando una sequenza di ambienti stretti e labirintici, appesantiti da superfetazioni, vecchie carte da parati e una distribuzione che limitava la diffusione della luce naturale. La risposta progettuale dello studio Margine è stata radicale. L'eliminazione della quasi totalità dei tramezzi interni ha consentito di liberare la pianta e restituire continuità agli spazi, dando vita a un grande open space in cui soggiorno e cucina dialogano senza interruzioni. A unificare l'intero ambiente è il pavimento in graniglia bianca, scelto come superficie continua capace di amplificare la luminosità e la percezione dello spazio, oltre a richiamare la tradizione costruttiva romana con un linguaggio contemporaneo.

©Nicolò Panzeri

La cucina rappresenta il primo elemento scenografico della zona giorno. Un volume rosa a tutta altezza, completato superiormente da una struttura a giorno con profili colorati, definisce l'area operativa e introduce il carattere cromatico dell'intervento. Al centro trova posto un'isola candida, affiancata da un tavolo da pranzo in legno naturale che riequilibra la vivacità della palette, mentre il soggiorno è dominato da un ampio divano giallo ocra, pensato come fulcro conviviale dell'abitazione.

Sul lato opposto dell'open space, una grande libreria realizzata su misura riprende il medesimo disegno a griglia e la rigorosa impostazione geometrica della cucina, instaurando un gioco di corrispondenze visive che lega i due estremi dell'ambiente. Anche i profili rosa che disegnano la parete principale del living contribuiscono a costruire una composizione coerente, nella quale ogni elemento dialoga con gli altri attraverso ritmo, colore e proporzioni. La zona notte è organizzata in due ambiti distinti, ciascuno caratterizzato da una propria identità cromatica. Qui il colore non svolge una funzione esclusivamente decorativa, ma diventa un vero elemento architettonico, capace di definire gli spazi e rafforzarne il carattere.

Particolarmente significativa è la progettazione dei due bagni, interamente rivestiti con piccole piastrelle scandite da fughe colorate a contrasto. Questo trattamento trasforma le superfici in una trama grafica continua, conferendo agli ambienti una forte personalità. Il bagno padronale, dominato dal giallo, si presenta come una scatola monocromatica luminosa, nella quale pareti, zona doccia e area lavabo sono avvolte da un'unica atmosfera cromatica che amplifica la percezione dello spazio e rende l'esperienza immersiva. Sul lato opposto dell'appartamento trova posto l'area dedicata alla figlia, concepita come una piccola dependance dalle tonalità azzurre. Qui i dettagli color carta da zucchero definiscono gli elementi su misura, dalla scrivania all'alcova che accoglie il letto, sfruttando con precisione ogni volume disponibile attraverso un progetto attento e quasi sartoriale. Completa questa porzione della casa un secondo bagno, caratterizzato da un intenso verde profondo e dallo stesso motivo geometrico di piastrelle e fughe colorate, in dialogo con lo specchio ovale e con gli accenti cromatici presenti nella camera.

Casa Tahiti interpreta la visione dello studio Margine, secondo cui ogni abitazione è un microcosmo costruito attorno alle esigenze, alle abitudini e alle emozioni di chi la vive. Il progetto dimostra come un intervento di interior design possa superare i limiti distributivi di un appartamento storico profondamente compromesso, restituendogli apertura, luminosità e una nuova identità. Il risultato è uno spazio domestico contemporaneo, ironico e sofisticato, dove geometrie essenziali, colori decisi e arredi su misura convivono in un equilibrio capace di trasformare la casa in un luogo di benessere quotidiano.