architect: Gregorio Pecorelli Studio
location: Milano
year: 2025
Nel tratto milanese di corso Italia, Gregorio Pecorelli interviene con misura su un frammento prezioso di Casa Sissa (1934–1936), edificio progettato da Gio Ponti ed Emilio Lancia, restituendo funzione e identità a uno spazio di dimensioni contenute ma di grande valore storico. L’architettura originaria, sintesi equilibrata di razionalismo, eclettismo e cultura del Novecento, diventa il terreno di un progetto che affronta il restauro conservativo come esercizio critico e operativo, capace di accogliere nuove funzioni senza alterare l’impianto originario.

Lo studio professionale occupa un’ala di Casa Sissa affacciata direttamente su corso Italia e si organizza secondo una distribuzione chiara e coerente con la griglia storica dell’edificio. Un ingresso attrezzato con armadiature a tutta altezza funge da filtro e spazio operativo principale, ampio e luminoso. Da qui si accede a una sala riunioni più raccolta, con affaccio sul giardino interno, affiancata da una zona caffè, da un bagno con antibagno e da locali tecnici completamente integrati e celati alla vista. Le porte vetrate a doppio battente, ricostruite su disegno delle originali scomparse, segnano l’accesso agli ambienti principali, mentre le boiserie in rovere affumicato che rivestono l’ingresso restituiscono profondità materica e calore.

Il progetto nasce da un confronto diretto e continuo con i materiali esistenti. I pavimenti originali in rovere – a spina di pesce nella sala riunioni e a quadrotte diamantate 40×40 cm nello spazio operativo – sono stati recuperati, smontati e reintegrati per consentire l’inserimento dei nuovi impianti. Una tipologia rara, rinvenuta sotto strati successivi, riportata oggi alla sua leggibilità originaria. Dove necessario, la continuità è garantita da cementine nere che reinterpretano il marmo nero del Belgio; nei casi in cui il reperimento non è stato possibile, si è scelto di utilizzare direttamente lastre dello stesso marmo, mantenendo coerenza cromatica e di finitura.







Anche le superfici murarie sono state oggetto di un intervento di carattere quasi archeologico. Intonaci e decorazioni degli anni Trenta, occultati nel tempo, sono stati riportati alla luce, consolidati e integrati con interventi puntuali. Nella sala riunioni, la scelta di una tonalità verde riprende le cromie storiche dell’epoca. Particolare attenzione è stata dedicata agli infissi e alla ferramenta: maniglie, cerniere e componenti metallici sono stati smontati, puliti e in alcuni casi ricostruiti su calco, restituendo la varietà originale di ottone e ferro. Dettagli che raccontano un linguaggio sospeso tra modernismo e gusto Novecento, dove eleganza formale e competenza tecnica si fondono.















Gli arredi fissi, disegnati su misura, definiscono le funzioni con discrezione e precisione. Contenitori, consolle e tavoli operativi in frassino sbiancato organizzano gli spazi senza interrompere la continuità storica degli ambienti. Nel bagno, il grande lavabo in marmo Verde Alpi dialoga con le cromie dell’atrio. La sala riunioni accoglie una selezione di arredi d’autore: il tavolo di Paolo Buffa del 1940, le sedie Indochine di Charlotte Perriand per Cassina e il lampadario 2109 di Gino Sarfatti per Astep.

L’illuminazione tecnica è affidata al sistema Infra-structure di Vincent Van Duysen per Flos, mentre nel foyer è prevista l’installazione della Lenticchia di Peter Zumthor per Viabizzuno. Anche lo spazio condominiale d’ingresso entra a pieno titolo nel progetto: il foyer, in attesa di restauro, conserva un rivestimento in marmo Palissandro Blu posato a diamante, che trova un rimando diretto nella pavimentazione dello studio. Soglie e scale sono realizzate in Verde Alpi di prima scelta, mentre il pavimento alterna marmi bianchi – un Carrara dai toni grigi – e neri, in una posa diagonale che introduce ritmo e dinamismo, anticipando soluzioni che diventeranno comuni solo più tardi.













L’intervento si configura così non solo come un gesto di cura nei confronti della materia storica, ma come una dichiarazione di metodo, in cui il progetto contemporaneo si innesta con rispetto e consapevolezza nella stratificazione del tempo.
Scheda progetto
Progetto: Ufficio nella Casa Sissa di Gio Ponti
Luogo: Milano
Progetto architettonico: Gregorio Pecorelli Studio
Superficie: 95 mq
Progettazione: giugno 2021 - agosto 2021
Realizzazione: ottobre 2021 - febbraio 2022
Progetto illuminotecnico: Light Center
Arredi su misura: Rollport
Restauro patrimonio storico: Estia srl
Elementi in pietra: Rossi Eraldo Marmi
Ottoni: Ferramenta Spinardi



