area 118 | condominium

architect: Sergi Serrat + Gines Egea + Cristina Garcia

location: Barcelona, Spain

year: 2009

Il complesso si erge all‘estremità orientale del parco “La Clota“, nella periferia nord di Barcellona. Si trova in un‘area di transizione caratterizzata da un pendio accentuato, fra il tessuto urbano consolidato della città e il fianco del Tibidabo, una collina originariamente occupata da pochi aggregati abitativi costruiti all‘epoca dei movimenti migratori degli anni ‘50, trasformata poi negli anni ‘90 in una zona a prevalente presenza di impianti sportivi e ricreativi in occasione dei giochi olimpici. L‘appezzamento dove sorge il complesso ha una superficie trapezoidale di 3.500 mq con una rientranza di 3,5 metri sull‘asse corto e un andamento prevalentemente orizzontale su quello lungo. Ha un‘eccellente orientamento a sud-est e offre un magnifico panorama sulla città di Barcellona con il parco “La Clota” in primo piano. L‘edificio è stato concepito per garantire una ottima esposizione alle unità abitative.
Quasi il 90% di esse si apre verso sud-est, offrendo agli occupanti notevoli benefici in termini di comfort e risparmio energetico su illuminazione e climatizzazione. I locali che servono le unità abitative sono concentrati sul versante settentrionale dell‘area, lasciando la maggior parte della superficie a disposizione del centro civico che gode dell‘orientamento e del panorama migliore. L‘edificio è costruito in funzione del contenimento dei costi. Vuoti e pieni di colore bianco sono gli unici elementi utilizzati per la composizione della facciata. Sfruttando i vantaggi offerti dalle benevoli condizioni climatiche del Mediterraneo, le terrazze fungono da catalizzatori delle attività incentivando nei fruitori di questi spazi il senso di appartenenza ad una comunità. Esse coniugano funzioni private e sociali che vengono così comunicate alla città. Svolgono lo stesso ruolo del cortile centrale nelle abitazioni della casba algerina, ma su un piano verticale. La dimensione dei vuoti (2,5x2,5x2,5) va oltre le proporzioni delle unità abitative e si avvicina concettualmente alle dimensioni dell‘edificio stesso e della città. Ciascun abitante prende possesso del proprio spazio in modo diverso. Ma quell‘insieme di gesti e attività differenti trova integrazione nel volume dell‘edificio grazie alla posizione interna della terrazza. La ripetizione dei vuoti trasforma la facciata in una scacchiera. Lo sfondo di colore bianco ha un effetto unificante, come quello della neve quando ricopre il paesaggio.
La struttura si compone prevalentemente di unità abitative da 45 mq l‘una. Le posizioni in angolo dell‘edificio sono occupate da vani verticali di comunicazione o da una seconda tipologia di alloggi. La struttura segue una griglia regolare di 7x5,5 m che si adatta alle dimensioni delle unità. I pilastri sono arretrati di 2,5 m rispetto alla facciata per evitare perdite di calore attraverso la struttura. La disposizione tiene conto delle condizioni climatiche del sito: le aree di servizio sono collocate a nord, mentre tutti i locali destinati alle relazioni sociali sono situati a sud. La planimetria è stata concepita in modo tale da prolungare il più possibile le diagonali interne affinché lo spazio sia percepito al massimo della lunghezza. L‘ubicazione strategica della terrazza crea una dislocazione fra il soggiorno e la camera, che diventa così un‘appendice esterna dell‘unità. La geometria arretrata della facciata permette di ricavare terrazze profonde che proteggono gli interni dalle forti radiazioni solari senza impedire il godimento dello splendido panorama che il sito offre.

 

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