Arte, uomo e natura: il colore di Oikos alla Biennale d’Arte

La sensibilità per l'arte, l'uomo e la natura di Oikos sono stati gli elementi chiave dell'incontro con Giorgio Andreotta Calò, chiamato con Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey a relaizzare le installazioni ospitate dal Padiglione Italia, curato da Cecilia Alemani, alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Venezia 2017 appena inaugurata.
Fondamentale è stata in accordo con l'artista, la scelta dei colori, che potessero diventare "i suoi colori", materia plasmabile che potesse rappresentare la sua arte e la sua poliedrica personalità.

Padiglione Italia - Biennale di Venezia 2017

Padiglione Italia - Biennale di Venezia 2017

Oikos materia e colore per l'architettura ha sponsorizzato l'installazione di Giorgio Andreotta Calò, dove l'aspetto ambientale gioca un ruolo di primo piano in Senza titolo (La fine del mondo). L'intervento realizzato dall'artista culmina in un iter espositivo che assorbe i sensi di chi lo percorre. Un omaggio straniante a La fine del mondo dell'antropologo Ernesto de Martino, in un gioco specchiante tra l'universo degli inferi e quello terrestre. In un contesto di prestigio come la Biennale di Venezia, il colore di Oikos diventa il protagonista, capace di trasformarsi in materia per l'arte come avviene nell'interpretazione di Calò. Una materia espressiva, frutto di una sensibilità attenta all'arte e alla natura.

Oikos protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Venezia 2017

Oikos protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Venezia 2017

Da sempre i materiali Oikos si pongono come sintesi del meglio della grande tradizione decorativa italiana combinata con un percorso tenace di ricerca e innovazione.  Il colore come elemento chiave del benessere negli ambienti, che è uno dei cardini della filosofia Oikos, incontra nel Padiglione Italia  l'attenzione al rispetto e alla valorizzazione della storia del nostro Paese.

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