Crescere a livello internazionale senza standardizzare. Per i brand dell’hospitality contemporanea la sfida non è necessariamente replicare un format riconoscibile in città diverse, ma costruire un’identità sufficientemente forte da potersi trasformare a contatto con ogni nuovo luogo.
Architettura, materiali, contesto e genius loci diventano così parte di un progetto che cambia da Milano a Porto Cervo, fino a Londra, mantenendo una continuità che non nasce dalla ripetizione, ma dall’interpretazione.

Nella ricerca di equilibrio tra identità e luogo, la luce assume il ruolo di materia progettuale. Immateriale e al tempo stesso capace di trasformare profondamente la percezione dello spazio, permette di costruire atmosfere differenti senza imporre un codice formale prestabilito. Può seguire l’architettura, rivelarne i materiali, assecondare la luce naturale o misurarsi con la storia di un edificio, diventando ogni volta uno strumento diverso attraverso cui interpretare l’identità del brand.

Langosteria e Ally's Bar, Porto Cervo. ©Andrea Garuti

È su questo terreno che si sviluppa la collaborazione tra Luce5 e Langosteria, il brand di alta ristorazione fondato a Milano nel 2007 da Enrico Buonocore e oggi parte di Buonocore Hospitality Group. Tra il 2025 e il 2026 Luce5 ha affiancato Langosteria nella realizzazione di tre dei suoi più recenti indirizzi: Milano, all’interno di Palazzo Fendi in via Montenapoleone; Porto Cervo, nel cuore storico del Porto Vecchio; e Londra, negli spazi di The OWO a Whitehall.

Per tutti e tre gli interventi Luce5 ha curato lo sviluppo illuminotecnico, la realizzazione delle soluzioni e dei corpi illuminanti e la loro installazione. Contributo che, a seconda del progetto, ha assunto la forma di progettazione nativa oppure di affiancamento tecnico ed esecutivo ad altri progettisti, mantenendo comunque un ruolo primario nella messa a punto di soluzioni custom e nella loro installazione.

Main Dining Room, Lagosteria, Londra. ©Jean Cazals

Nel cuore del Quadrilatero della Moda, il nuovo hub gastronomico di Buonocore Hospitality Group all’interno di Palazzo Fendi riunisce su più livelli Langosteria, Ally’s Bar - il primo cocktail bar del gruppo - e PEPE - Barra Italiana. All’interno del progetto architettonico sviluppato dal team Fendi, Luce5 ha lavorato su differenti scenari luminosi, accompagnando il passaggio tra ambienti con funzioni, materiali e caratteri diversi.

Volumi e superfici riflettenti diventano parte del progetto della luce: alcuni elementi vengono messi in evidenza, altri rimangono volutamente in secondo piano, costruendo una sequenza percettiva che accompagna l’ospite attraverso i diversi livelli e interpreta il carattere sofisticato e urbano del luogo.
Le soluzioni sono state sviluppate in dialogo con InOpera - realtà produttiva che condivide con Luce5 l'appartenenza al medesimo gruppo industriale (Hyletech5 holding) - che ha contribuito, mettendo in relazione competenza manifatturiera e sviluppo tecnico.

Langosteria Montenapoleone, Milano. ©Alessandro Bianchi

Se a Milano la luce si confronta con la dimensione urbana e con la stratificazione di ambienti e materiali, a Porto Cervo è il paesaggio a diventare il punto di partenza del progetto.
Al Porto Vecchio, dove un tempo sorgeva un antico stabilimento di pesca, Langosteria e Ally's Bar occupano due terrazze collegate da una passerella sull'acqua. Qui il progetto parte da una condizione radicalmente diversa: la presenza del paesaggio e il rapporto diretto con la luce naturale.

L'intervento di Luce5 lavora quindi per esaltazione, nel segno del genius loci. La luce si integra tra le canne del soffitto, accompagna la matericità delle pareti in intonaco bianco e mette in evidenza le cantine a vista, mentre la scogliera, resa protagonista da una soluzione illuminotecnica dedicata, scandisce progressivamente il passaggio dal tramonto alla sera. Non viene costruita una scenografia luminosa indipendente dal contesto: è il luogo stesso, con l'acqua, i materiali e il mutare della luce naturale, a determinare il carattere dell'intervento. L'illuminazione accompagna così la trasformazione dello spazio durante le diverse ore della giornata, entrando in relazione con il paesaggio anziché sovrapporsi ad esso.

Langosteria Porto Cervo. ©Andrea Garuti

A Londra il contesto pone una sfida ancora diversa: il delicato confronto con la storia e con un’architettura dalla forte identità. A Whitehall Place, Langosteria ha inaugurato nel luglio 2026 il primo indirizzo nel Regno Unito all'interno di The OWO, l'ex Old War Office, edificio che per decenni ha ospitato il Ministero della Guerra britannico. Anche in questo caso è l'identità del luogo a orientare il progetto, ma con declinazioni diverse a seconda degli ambienti. Nella Historical Room, tra camini in pietra e sete ricamate a mano, il valore storico e architettonico dello spazio ha richiesto a Luce5 un intervento misurato, la luce è chiamata a rivelare più che a trasformare, mantenendo il più possibile invisibile la componente tecnica.

Negli altri ambienti, dalla Main Dining Room, con le sue nicchie e le cantine a vista, agli spazi limitrofi, il dialogo si fa volutamente più contrastante, pur restando nel segno della continuità, l'illuminazione accompagna ed esalta la profondità degli ambienti e la matericità delle superfici, restituendo all'intervento un carattere e una presenza più definiti, coerenti con lo stile Langosteria.
La qualità del progetto non coincide quindi con la visibilità dell'apparecchio di illuminazione, ma con la capacità di Luce5 di muoversi tra vincolo e carattere: interpretare un patrimonio architettonico la cui stratificazione storica va rispettata, non alterata, e al tempo stesso restituire identità e stile al progetto.

Historical Room, Lagosteria, Londra. ©Jean Cazals

Milano, Porto Cervo e Londra diventano così tre interpretazioni di una stessa identità, costruite a partire da condizioni architettoniche e contestuali profondamente diverse.
Per Luce5, accompagnare un brand dell’hospitality nella propria crescita internazionale significa contribuire a costruire riconoscibilità senza ricorrere alla standardizzazione. La continuità non è affidata all’uso seriale degli stessi apparecchi, delle stesse atmosfere o delle stesse scenografie luminose, ma a un metodo progettuale capace di leggere ogni volta il luogo.

Nei tre progetti, il risultato nasce dal confronto tra professionalità e competenze differenti - dalla committenza all’architettura e all’interior design, fino al lighting, all’ingegnerizzazione e alla produzione - chiamate a contribuire, ciascuna nel proprio ambito, alla costruzione di un’identità coerente con il brand e, allo stesso tempo, profondamente legata al luogo.
La collaborazione con Langosteria racconta così un modo di concepire l’hospitality contemporanea fondato non sulla replica di un format, ma sulla capacità del progetto - e della luce come sua materia - di mettere in relazione identità, architettura e genius loci. Un’identità globale che rimane riconoscibile proprio perché può assumere forme diverse.

Luce5 sviluppa soluzioni illuminotecniche custom per l’hospitality, il retail e il residenziale di alta gamma in Italia e a livello internazionale. L’azienda affianca architetti, interior designer e committenza nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni costruite sulle specificità di ogni progetto.