area 120 | Beirut

architect: Jean Nouvel

location: Beirut, Lebanon

year: 2011

A Beirut, città millenaria, la storia si perde nella notte dei tempi: la mente vaga alla vista dei siti archeologici, la storia antica viene erosa, addolcita, quella recente mostra ancora le proprie cicatrici, nel tentativo di mettere fine al proprio dolore. Con tali premesse diviene necessario ridare vita, concretizzare un futuro per il centro della capitale, abbellire la città ferita affinché possa rifiorire e riacquistare fiducia nel proprio fascino e nella propria capacità di attrazione. Ecco dunque cosa si prefigge di fare l‘architetto con la sua proposta di creare, nel cuore della capitale, un‘area che possa essere denominata “quartiere”, in cui le piazze e le strade siano collegate tra loro, in cui vi siano negozi e abitazioni in stili diversi, con hotel, ristoranti e bar per i turisti, il tutto progettato tenendo ben a mente la città.
Proprio di fronte al Gran Serraglio, con vista sul distretto francese, a pochi passi dal Giardino del Perdono, in un‘area che porta ancora su di sé le tracce del passato, l‘obiettivo è quello di “pietrificare” il secolo a venire, creare interesse, erigere un nuovo simbolo per la città, inventare una nuova via per lo shopping rievocando l‘atmosfera di un suq del ventunesimo secolo. L‘edificio simbolo proposto è un grattacielo di 160 metri, il cui profilo, i materiali e lo stesso ritmo ascensionale diverranno tipici di Beirut. La linea verticale creata avrà un proprio carattere, un‘individualità che permetterà di esclamare “Ecco Beirut”. L‘architettura evocherà la vita, le città del Mediterraneo, le bellezze del Libano, ben lungi dall‘essere una caricatura o una parodia. Quelle residenze bianche evocano un mondo complesso e nascosto, è la rilassatezza della vita in un clima “sensuale” che susciterà l‘invidia di molti, in tutto il mondo. C‘è poi l‘interazione a livello geometrico tra il nero delle aree ombreggiate e il bianco delle pareti, l‘insieme delle finestre finemente intagliate e le terrazze ombreggiate, ideali per piante e fiori. La notte, inconsapevoli spettatori percepiranno e scorgeranno, senza effettivamente vederla, una moltitudine di silhouette nello scintillio ambrato di forme geometriche, create controluce. Da lontano, la Plein Cœur Tower affermerà la propria identità, incoronata da una “testa” rivolta, in modo risoluto, verso il mare; inondata e attraversata dalla luce solare di giorno, si accenderà e illuminerà a sua volta nelle ore notturne. La Tour du Cœur si ergerà in tutta la sua altezza, visibile da ogni punto di Rue des Anamorphes una nuova strada dello shopping, un nuovo luogo d‘interesse per la gioventù di Beirut. Una via in cui i marchi e le immagini dei negozi si riflettono su cilindri a specchio; una strada ombreggiata dove è piacevole passeggiare. L‘Hôtel Oriental, che occupa i primi quindici piani dell‘edificio, afferma la propria presenza all‘angolo Rue des Anamorphoses e Rue du Sud. Il caldo colore dell‘ambra, l‘oro e il rosso vivo delle stanze non sono che un velato riferimento all‘oriente.
Le boutique dai marchi internazionali si aprono direttamente su piazza Riad el Solh. Le ampie tende parasole, con i loro loghi prestigiosi, lasciano intravedere le luci e la merce all‘interno. Risalendo l‘edificio, in corrispondenza degli appartamenti, ancora tende a tutela della privacy delle terrazze-giardino; presenza e discrezione, ecco cosa si percepirà dall‘esterno. In tutta l‘area, le diverse facciate variano a seconda del loro orientamento e al tipo di struttura che si trovano di fronte. L‘intero complesso è il riflesso di ciò che lo circonda. Ecco dunque come nasce un nuovo “quartiere”, vivace e contemporaneo, proprio nel cuore di Beirut.

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