area 116 | Norway

architect: Helen & Hard As

location: Stavanger

year: 2008

Centro amministrativo dell’industria petrolifera norvegese, Stavanger ha acquisito negli ultimi 40 anni una notevole esperienza nel campo dell’estrazione, della lavorazione e della distribuzione di petrolio e gas. Numerosi progetti dello studio Helen & Hard, compreso quello del Geopark, sono partiti dall’idea di trasferire in altri campi le risorse utilizzate per la produzione di energia fossile, dalla possibilità di applicare la stessa ingegneria per creare ambienti più ecologici e a misura d’uomo. Il Geopark sfrutta, in modo diretto, tre diversi tipi di risorse: innanzitutto utilizza le competenze dell’industria in ambito geologico e sismico; in secondo luogo approfitta della capacità di produzione e gestione della tecnologia, dei materiali e delle piattaforme in mare per il trattamento dei rifiuti; terzo, rende concrete le idee di diversi gruppi di ragazzi e di singoli giovani in merito a come dovrebbe essere il parco del futuro, immerso nel centro città.
L’interazione tra tutte le diverse risorse sopra citate e lo studio Helen & Hard ha portato alla realizzazione di un parco per ragazzi di 2500 mq fronte mare, nonché alla creazione di un museo della scienza esterno e adiacente al Norsk Oljemuseum o Museo Norvegese del Petrolio.
Fin dall’inizio, l’intenzione è stata di consentire al visitatore un incontro ravvicinato con il giacimento “Troll”, situato a 2000-3000 metri sotto il fondo marino. Il “geo-paesaggio” si sviluppa quindi in una serie di aree adibite al gioco e alla scoperta empirica, in settori pensati per ospitare workshop per gruppi di ragazzi e in aree in cui praticare attività diverse: dalla bicicletta, alla scalata, dall’organizzazione di mostre e concerti, ai tappeti elastici, non mancano spazi per giocare a pallone o aree relax. La riproduzione dello strato petrolifero del giacimento Troll, con i suoi pozzi per la trivellazione, diviene un parco da skateboard; le pieghe geologiche vengono utilizzate come superfici espositive, in cui trovano spazio graffiti e arte urbana. Superfici e installazioni sono state realizzate grazie al riciclo e al riutilizzo di elementi appartenenti al giacimento, alla piattaforma Frigg ormai dismessa e alle basi un tempo poste al largo.

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