A Sent, nel cuore dell'Engadina, NOA ha progettato un appartamento su due livelli, trasformando un interior fino ad allora disomogeneo in una casa contemporanea, armoniosa e accogliente. Nessuna rivoluzione, però; il progetto Sur God Engadin lavora per sottrazione e precisione su spazio, materiali e luce, partendo da una domanda semplice: come si custodisce il carattere alpino di un luogo senza ricorrere ai codici consueti dell'architettura di montagna?
L'incontro tra il committente e lo studio avviene altrove, ma sempre tra le Alpi. È durante un soggiorno al Monastero Arx Vivendi di Arco che il cliente scopre per la prima volta il lavoro di NOA, e proprio l'equilibrio tra architettura, materia e atmosfera vissuto in quel luogo diventa il punto di partenza della collaborazione a Sent. L'appartamento aveva già molto da offrire: stanze ampie, un tetto con travi in legno a vista, un rapporto diretto con il paesaggio engadinese. Ciò che mancava era un filo conduttore. Essenze lignee, colori e materiali diversi frammentavano visivamente gli ambienti, rendendoli in parte freddi. Il desiderio era dunque chiaro: dare all'intero interior un linguaggio comune.
«Non volevamo reinventare il carattere alpino dell'appartamento, ma riequilibrare ciò che già esisteva e creare un linguaggio condiviso, in cui materiali, colori e arredi potessero dialogare in modo naturale», spiega Florian Marsoner, Interior Designer di NOA.

L’intervento centrale di Sur God Engadin si concentra nella zona giorno open space, dove convivono soggiorno, cucina e sala da pranzo. Più che introdurre nuovi confini, NOA lavora attraverso sottili variazioni di quota. Una nuova pedana rialza di un gradino la zona pranzo, conferendole una propria identità all’interno dello spazio aperto. Questa lieve elevazione risolve al tempo stesso una delle criticità dell’esistente. Rispetto all’altezza originaria delle sedute, le finestre erano posizionate troppo in alto e il paesaggio circostante risultava difficilmente percepibile dal tavolo da pranzo. Invece di modificare l’involucro dell’edificio, NOA cambia il punto di vista di chi abita lo spazio: grazie alla pedana, la zona pranzo si solleva e le montagne tornano a entrare nel campo visivo.
Una panca angolare su misura segue la nuova quota e definisce spazialmente la zona pranzo. Il paesaggio entra così nell’abitazione non attraverso una nuova apertura, ma grazie a un minimo spostamento della posizione della persona all’interno dello spazio. Anche la scala esistente diventa parte di questa nuova topografia interna. Mentre gran parte della struttura viene mantenuta, gli ultimi gradini vengono ridisegnati e ruotati di 90 gradi. Anziché condurre direttamente verso la zona pranzo, il percorso si apre ora verso il soggiorno. Pedana e scala si intrecciano così in un unico elemento architettonico che mette in relazione soggiorno, sala da pranzo, cucina e livello superiore.

«A volte non serve un grande intervento per cambiare completamente la percezione di uno spazio. Qui, in fondo, è bastato un solo gradino: dà alla zona pranzo un luogo ben definito e, allo stesso tempo, modifica lo sguardo verso l’esterno. Improvvisamente, il paesaggio diventa parte dell’abitare», racconta Marsoner.
Il nuovo ordine spaziale prosegue nella scelta dei materiali. Invece di aggiungere ulteriori superfici, NOA riduce la varietà esistente e sviluppa una palette essenziale che accompagna l’intero appartamento. Il pavimento in legno esistente viene levigato e nuovamente oliato. I nuovi gradini e la pedana ne riprendono la tonalità scura e calda, trasformandola in un elemento unificante della zona giorno. In deliberato contrasto, la struttura del tetto è caratterizzata da travi in legno più chiare, abbinate a superfici murarie neutre e discrete.

La palette cromatica prende spunto dal contesto alpino senza imitarlo letteralmente. Tonalità attenuate di verde e grigio incontrano pietra scura, legno caldo e tessuti chiari. Questo equilibrio emerge in modo particolare nella cucina. I frontali scuri permettono al volume di integrarsi maggiormente nell’architettura, mentre le superfici in pietra introducono un contrappunto minerale al legno. La cucina non viene così percepita come un elemento funzionale autonomo, ma come parte integrante della composizione spaziale.
Lo stesso linguaggio materico ridotto prosegue nel bagno. La vasca esistente lascia spazio a un’ampia doccia, mentre superfici chiare e finemente strutturate dialogano con piani più scuri e dettagli definiti con precisione. Anche qui il principio rimane lo stesso: meno elementi differenti, ma relazioni più forti tra loro.

L’identità alpina dell’appartamento non viene volutamente costruita attraverso legni rustici, ornamenti tradizionali o una classica estetica da chalet. L’architettura diventa invece uno sfondo calmo e misurato per la passione del committente per il design.
Pezzi iconici di design dialogano con elementi realizzati su misura e con la struttura lignea esistente dell’edificio. Sagome scure e precise emergono sullo sfondo delle travi chiare e delle pareti neutre senza entrare in competizione con esse. Alcune opere fotografiche di un fotografo altoatesino punteggiano gli ambienti, aggiungendo una dimensione personale alla composizione.

Un ruolo altrettanto importante è affidato alla luce. Le diverse sorgenti luminose non rispondono soltanto a esigenze funzionali, ma definiscono singoli momenti all’interno dello spazio aperto. Luci direzionate disegnano forme sulle pareti, una lampada a sospensione scultorea identifica la zona pranzo, mentre apparecchi integrati e discreti accompagnano la cucina e le camere da letto. Soprattutto nelle ore serali, questi diversi livelli luminosi creano un’atmosfera calda e intima, in consapevole contrasto con il linguaggio formale e preciso dell’interior.
La scala conduce al secondo livello dell’appartamento, dove sotto il tetto inclinato trova spazio la zona ospiti con camera da letto e bagno di servizio. Anche qui la palette materica rimane volutamente essenziale.

La struttura del tetto a vista definisce il carattere dell’ambiente, mentre ampie armadiature integrate sfruttano le porzioni più basse sotto le falde e creano al tempo stesso una linea orizzontale continua e discreta. Superfici tessili e una pavimentazione morbida modificano l’atmosfera rispetto alla zona giorno, conferendo al piano superiore un carattere più intimo e raccolto. Anche qui, singoli pezzi di design introducono accenti mirati senza sovraccaricare lo spazio.

Scheda progetto
Progetto: Sur God Engadin
Luogo: Sent, Engadin, Svizzera
Cliente: privato
Interior design: NOA
Periodo di realizzazione: agosto 2025 - ottobre 2025
Superficie: 90 m2 lordi / 75 m2 netti




