area 110 | expo 2010 shanghai

architect: Benedetta Tagliabue – EMBT

location: expo 2010 shanghai - zone C

year: 2010

Il padiglione spagnolo per l’Expo di Shanghai 2010 non è solo una riflessione sul clima del paese iberico, ma è anche un tentativo di riscoperta di un’arte straordinaria: l’intreccio in vimini, che si tenta di riportare in vita, reinventandolo come nuova tecnica costruttiva. Se in occasione dello scorso Expo mondiale di Aichi (Giappone), il padiglione spagnolo aveva giocato con la fantasia e i colori della propria ceramica artigianale, questo nuovo progetto riscopre lo straordinario potenziale del vimini, introducendo un elemento sostenibile ed ecologico che caratterizza l’intero edificio. Le tecniche di intreccio del giunco e delle fibre naturali in genere sono tradizioni “globali”, che si ritrovano in ogni cultura in ogni periodo storico. Benché i metodi varino da regione a regione, il tipo di lavorazione è simile sia in oriente che in occidente. In questo senso dunque, la scelta del materiale mira a creare un ponte tra le due culture, quella spagnola (la cultura ospite) e la cinese (la cultura ospitante).
L’aspetto traslucido dell’intreccio di fibre naturali è stata fonte d’ispirazione per la creazione dei cortili che, come cesti in vimini, creano condizioni di illuminazione ottimali e ricordano le trasparenze velate di certi elementi architettonici di tradizione arabo-ispanica, il vedo-non vedo, il “guardo senza essere visto”, un alternarsi di luci ed ombre, senza tuttavia scadere mai in un’interpretazione diretta di vecchi cliché. La luce forte che caratterizza l’ambiente esterno viene filtrata dal una maglia di acciaio e vimini sovrapposti. Il patio più ampio del padiglione si apre verso l’esterno allo scopo di attrarre ed invitare i visitatori ad entrare.
Il cortile sta alla città così come il giardino alla casa: è un luogo in cui far festa e ritrovare la calma, uno spazio in cui tornare a respirare. La piazza sarà dunque il luogo in cui riunirsi, i restanti patii rimangono invece territorio ambiguo, conteso tra l’interno e l’esterno, in cui i visitatori potranno salutare chi entra e chi esce dalla piazza-cesto. Il padiglione cerca, in questo caso, di rifuggire lo stereotipo della “scatola-container” per prediligere spazi ibridi che favoriscano il passaggio.

Benedetta Tagliabue was born in Milan and graduated from the University of Venice in 1989. In 1991 she joined Enric Miralles’ studio where she eventually became a partner. Her work with Miralles, whom she married, includes a number of high profile buildings and projects in Barcelona: Parque Diagonal Mar (1997-2002), Head Office Gas Natural (1999-2006) and the Market and quarter Santa Caterina (1996-2005), as well as projects across Europe, including the School of Music in Hamburg (1997-2000) and the City Hall in Utrecht (1996-2000).
In 1998, the partnership won the competition to design the new Scottish Parliament building and despite Miralles’ premature death in 2000, Tagliabue took leadership of the team as joint Project Director and the Parliament was successfully completed in 2004, winning several awards. She won the competition for the new design of Hafencity Harbor in Hamburg, Germany, for a subway train station in Naples and for the Spanish Pavilion for Expo Shanghai 2010 among others. Today under the direction of Benedetta Tagliabue the Miralles-Tagliabue-EMBT studio works with architectural projects, open spaces, urbanism, rehabilitation and exhibitions, trying to conserve the spirit of the Spanish and Italian artisan architectural studio tradition which espouses collaboration rather than specialization. Their architectural philosophy is dedicating special attention to context.

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