area 115 | concrete

architect: Archi-Union Architects

location: Shanghai, China

year: 2010

Quando ci si trova di fronte ad un complesso costituito da 3 vecchi depositi e si decide di modificarne la destinazione d’uso, trasformandoli in uno spazio da cui far nascere idee innovative,
lo scopo che ci si prefigge, in fase di progettazione, è di creare un edificio dall’aspetto sobrio, frutto di un processo semplice e pratico. L’innovativa zona industriale del “Wu Wei Space” era in origine la principale filanda del gruppo Huafeng a Shanghai, fondata negli anni ’40 e soprannominata “fabbrica gardenesque”, se ne possono riconoscere ancora oggi le ciminiere, le travi e non solo. Con la trasformazione di Shanghai in una realtà post-industriale, la fabbrica, un tempo fiorente, ha chiuso i battenti per essere sostituita, poco a poco, da un’area industriale di stampo innovativo. Durante la fase di progettazione, il nostro obiettivo era chiaro: utilizzare i materiali più economici e i metodi costruttivi più semplici per arrivare comunque alla realizzazione del concetto architettonico. Il progetto per l’intera area ha previsto l’impiego di svariate tecniche, per la realizzazione di spazi interni ed esterni diversi tra loro. Si consideri, innanzi tutto, che gli ambienti interni presentavano un’altezza che variava dai 5 ai 7,5 metri, è stato pertanto necessario, nell’ottica di ottenere studi di dimensioni più ridotte, dividere e ridurre gli spazi.
La divisione effettuata è stata realizzata tenendo in considerazione diversi fattori tra cui lo spazio in rapporto alla giusta circolazione dell’aria, l’equilibrio tra lo spazio adibito alle aree espositive e ad ufficio, il muro di rivestimento esterno, i cambiamenti apportati alla linea muraria, le scale rialzate, le modifiche apportate ai parametri. Il tutto ci ha aiutato a comprendere cosa significhi costruire uno spazio semplice. Il muro esterno, costruito con laterizi forati in calcestruzzo di tipo economico, si presenta come un rivestimento in seta. Il processo utilizzato per la costruzione del muro è stato di tipo tradizionale: si è proceduto innanzi tutto alla costruzione di una struttura di sostegno in calcestruzzo per poi rivestire il tutto con i laterizi forati. Quest’ultimo materiale è largamente utilizzato nelle aree rurali cinesi e in complessi industriali. Ciò che intendevamo fare era di dare una nuova forma, una forma diversa ai materiali tradizionali, utilizzando tecnologie all’avanguardia, volevamo far vivere al laterizio forato una nuova giovinezza. L’aspetto grezzo del mattone si inserisce perfettamente tra i materiali della vecchia fabbrica. Si è deciso di applicare un sistema di progettazione parametrizzato da associare a competenze costruttive di base, per compensare alla scarsa disponibilità di manodopera specializzata. Sono stati inoltre creati dei modelli visti da angolazioni differenti, affinché gli operai potessero arrivare ad avere un certo controllo sui metodi costruttivi. L’impiego della progettazione parametrizzata scaturisce da una riflessione recente sulla situazione attuale, che ben si differenzia da quella presente nei paesi occidentali. La possibilità di avere a disposizione manodopera a basso costo, le scarse competenze, la mancanza di strumentazione adeguata rendono difficile arrivare ad una vera sovrapposizione tra progetto ed edificio realizzato; siamo tuttavia convinti che, in una situazione così eccezionale, la Cina e, in particolare, gli architetti cinesi, abbiano la possibilità di effettuare una riflessione profonda sui metodi progettuali e sulla logica alla base dell’edificio. Una riflessione che può portare a una diminuzione dei costi, ma anche ad una maggiore creatività.

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