area 120 | Beirut

architect: Gustafson Porter

location: Beirut, Lebanon

La Shoreline Walk, ovvero la passeggiata sul lungomare, è una sequenza di spazi collegati tra loro che rientrano nel progetto di ricostruzione del centro di Beirut. L‘intera area è stata duramente colpita, emotivamente oltre che fisicamente, dalla guerra civile (1975 - 1991). Un tempo Beirut poteva considerarsi un melting pot, ovvero un crogiuolo di culture e religioni, ma la guerra ha tracciato la cosiddetta “linea verde”, una vera e propria barriera fisica tra i Cristiani ad est e i Musulmani a ovest. Benché tale divisione non sarà facile da eliminare completamente, certo è che la ricostruzione in atto dimostra il carattere di Beirut e la sua determinazione.
In passato, la città era famosa per il proprio lungomare roccioso, con le palme lungo i viali, sui quali si affacciavano i caffè; durante la guerra tuttavia, proprio in quest’area è venuta a formarsi una vera e propria montagna di spazzatura, causata dal quotidiano scarico dei rifiuti nel mare Mediterraneo. Il nuovo masterplan ha previsto la demolizione di alcune zone e la preservazione di altre, l’area della discarica, bonificata, diventerà un nuovo quartiere che si estenderà fino alla battigia e oltre. Si è deciso di non mantenere il vecchio lungomare, superfluo e senza sbocchi sulla battigia, ma di creare un strada pedonale a cavallo tra i vecchi e in nuovi confini cittadini. La Shoreline Walk si inserisce tra la naturale topografia del sito, la regolarità del reticolo stradale medioevale e la griglia progettata per la nuova area discarica. Si trova dunque in bilico tra ricordi e aspirazioni, tra ciò che si ricollega alla vecchia costa nella sua essenzialità e un nuovo paesaggio contemporaneo.
Considerato il contesto, abbiamo suggerito di creare una nuova linea che possa fungere da guida, svelare la storia del luogo e costituire una spina dorsale dell’area. Un sentiero in pietra calcarea segna il terreno e va a creare un percorso pedonale; una linea dal movimento essenziale corre lungo tutta la passeggiata, collegando tra loro i quattro spazi aperti e andando a ricostituire un asse est-ovest, che collega ciò che il nuovo reticolo lascia scollegato.
I vari collegamenti, sia fisici che visivi, si estendono oltre gli spazi e ricreano un percorso della memoria tra i monumenti e i luoghi più importanti.
Il lungomare trae ispirazione anche dalla storica “Corniche”, un’ampia passeggiata costeggiata da palme che correva lungo la costa, dall’estremità del centro città fino alla spiaggia pubblica, due chilometri verso ovest.
Una ricerca sull’area del lungomare ha permesso di comprendere quale fosse il carattere della città prima della guerra e quali siano i ricordi andati persi, da questo hanno tratto ispirazione quattro aree dedicate alla pausa e alla riflessione. Ogni “ricordo” diviene un ambiente con strutture e funzioni che è logico aspettarsi in una città contemporanea.
La All Saints Square collegherà la nuova Corniche al porto turistico. Prima della guerra, la chiesa si trovava su un promontorio circondata dal Mar Mediterraneo. Foto storiche mostrano uno spazio in cui regnava grande calma e un promontorio da cui tuffarsi in mare; tali caratteristiche sono state riprese e reinterpretate nella nuova piazza, che si presenta come uno spazio contenuto, intimo, adiacente alla chiesa e a livello del suolo, così com’era in origine. All’interno, lo sguardo viene guidato verso il cielo; lo spazio, racchiuso tra mura verdi e soffici e al riparo dal traffico, è un paradiso di texture diverse, accompagnato dall’aroma tipicamente estivo del gelsomino. A livello della strada, un sentiero sopraelevato diviene un passaggio diretto che attraversa lo spazio e collega il viale alla Corniche, permettendo, a chi lo percorre, di godersi la vista sul giardino sottostante. Shoreline Gardens trovano posto sul sito che fu della “Avenue des Français”, ovvero della prima passeggiata sul lungomare o “Corniche”. Durante la guerra, quest’area venne abbandonata e sepolta da una discarica a cielo aperto. Il nostro progetto fa rivivere la “Avenue des Français”, che diviene una passeggiata dal carattere contemporaneo; lo specchio d’acqua lineare e il pergolato sono gli elementi caratterizzanti di questo spazio, il movimento dell’acqua sulla superficie ondulata e un’ombreggiatura variegata sotto cui potersi sedere e rilassare, hanno reso quest’area nuovamente un punto gradito di ritrovo.
(La) Zeytoune Square si colloca a sud della Shoreline Walk e costituisce un punto fondamentale di raccordo con la città. La piazza è destinata a divenire luogo di celebrazione della Beirut moderna, nonché uno spazio dedicato ad eventi culturali, da svolgersi sulle sue terrazze irregolari. La superficie si estende oltre le vie circostanti per arrivare fino agli edifici, a creare un unico grande spazio.La pavimentazione, dalle linee decise, riprende il bianco e il nero tipici dei motivi presenti sull’architettura tradizionale libanese; speciali panchine con sistema Wi - Fi sono collocate sotto l’ombra delle albizie.
(Lo) Santiyeh Garden è separato dalle vie circostanti da edifici che si ergono su tutti i lati, una disposizione che rende questo spazio ideale a diventare un’oasi verde, ispirata ai paradisiaci giardini mediorientali. Collocato sul sito che fu di un cimitero, il giardino favorisce un’atmosfera da contemplazione. Tre sono gli spazi ben distinti che lo costituiscono: l’ingresso, che è una continuazione della vecchia passeggiata sul lungomare, caratterizzato da una fila di palme reali che si ricollegano ai nuovi souk; la piazza ribassata a sud, con il suo boschetto, che offre sedute ombreggiate a fianco della “chadar”, ovvero della cascata d’acqua che, a sua volta, conduce al giardino rialzato, un mosaico di piante e giochi d’acqua, a pianta reticolare. Un sistema di sentieri invita i visitatori a scegliere lo spazio che preferiscono, guidandoli tra le linee nette e regolari delle fontane fino all’intimità dei boschetti con le loro piante aromatiche. Il giardino è racchiuso da una trama di pergole, che creano piccole nicchie raccolte in cui sedersi.

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