Nel cuore della Penisola Sorrentina, l’architetto Valentina Autiero tributa il suo personale omaggio al bien vivre mediterraneo e all’arte dell’ospitalità nella sua accezione più profonda, autentica e vitale. Nasce così MEDO | Dimora Mediterranea, suggestiva dimora di vacanza immersa nel fascino del passato e circondata dalle atmosfere vivide del territorio: un luogo dall’esprit inconfondibilmente scenico - sontuoso, barocco e ridondante - votato al piacere del tempo ritrovato e alla cura rigenerante di corpo, mente e anima.

Lo spazio rivela già dal nome la sua vocazione più profonda: un termine antico, di origine greca, che porta in sé il significato di prendersi cura. Con MEDO | Dimora Mediterranea nasce così un nuovo modo di intendere l’ospitalità, nel cui contesto l’accudimento di corpo, mente e anima diventa l’essenza intima del progetto. Alla base il desiderio della committenza, una famiglia da lungo tempo votata alla tradizione dell’ospitalità nel suo senso più autentico - del creare per dare, del dare per ricevere e del ricevere per arricchirsi - di imprimere al proprio heritage nuove traiettorie di senso.

Collocata nel centro storico di Vico Equense, la dimora sorge nel contesto di un palazzo storico del Settecento, pienamente immersa nel fascino storico del luogo, amplificato dalle suggestioni dell’elemento marino e dalla natura lussureggiante del territorio. Gli spazi che la compongono - tre macro ambienti ricettivi, ciascuno dei quali dotato di ingresso indipendente - riemergono ora a nuova luce e rinnovata bellezza al termine di una lunga e scrupolosa attività di restauro a opera dell’architetto, effettuata con certosina pazienza nella ricerca incessante dei materiali edili di volta in volta più confacenti, così come nel recupero pienamente rispettoso delle antiche architetture dell’edificio.

La scatola volumetrica e la distribuzione spaziale rivelano ampi ambienti voltati e spesse mura perimetrali, infissi originali e arredi tramandati di generazione in generazione, preziosi custodi di un racconto che è ora pronto a rinascere. La progettazione degli spazi si configura come una piena reinterpretazione della personalità della committenza, saldamente ancorata a ciò che gli occhi sono da sempre abituati a vedere - mobili e arredi custoditi nel tempo, scenari ridondati di oggetti e visioni barocche dell’arredare - oltre che animata da una forte propensione nella ricerca di una propria identità stilistica: originale, audace e fuori dagli schemi. In questa ottica l’intervento di Valentina Autiero si sviluppa “in punta di piedi”, nel pieno rispetto di ciò che già esiste e nella ferma volontà di interpretare gli ambienti in accordo alla storia e alla individualità dei proprietari.

Il nuovo spazio si sviluppa dunque in continuità rispetto al manufatto architettonico originario, mantenendo in essere gli antichi varchi di collegamento e le vecchie bucature verso l’esterno. Nel contesto dei grandi ambienti voltati emergono così tre macro ambienti ricettivi focalizzati sulla cura di sé: tre grandi camere doppie arricchite da spazi accessori, articolate intorno a una grande corte interna fiorita. Qui, tra le suggestioni del vecchio pozzo e della rigogliosa vegetazione, degli arredi e dei manufatti della tradizione locale, si accede alla grande scala che dà accesso alla dimora.

La dimora si colloca in una scatola volumetrica neutra che si esprime attraverso cromie delicatamente naturali e total white: il pavimento in pietra naturale dalla disposizione irregolare e dai bordi arrotondati, morbida e consumata, le pareti e gli ampi soffitti voltati, le grandi porte a battente e le ampie finestrature con infissi di recupero rappresentano lo scenario d’insieme all’interno del quale vistose quinte scenografiche diventano catalizzatori evidenti di visioni e prospettive preferenziali. In tale contesto, le camere da letto rivelano una dimensione spaziale estremamente ampia e luminosa al cui interno è possibile riconoscere momenti del vivere domestico differenti e complementari che, pur convivendo nel medesimo spazio, appaiono contraddistinti da una identità ben definita, senza alcuna sovrapposizione né figurativa né funzionale.

L’area espressamente dedicata al riposo, vistosa nella sua composizione e frutto di un progetto totalmente personalizzato, unisce in un insieme scenografico e multiforme una serie di elementi contraddistinti da una identità visivamente forte e decisa: l’ampia testiera del letto dai variopinti decori a rilievo a tema naturalistico appare così completata dai raffinati comodini di famiglia con secretaire a effetto sorpresa, le scenografiche lampade artigianali realizzate su progetto si accostano ad arredi mediati dalla tradizione, a piccoli complementi d’affezione e a opere d’arte contemporanea. Un insieme di elementi differenti e fortemente caratterizzanti che sfumano in un’articolazione del pensiero rigogliosa e bucolicamente ridondante, immaginata e realizzata con l’obiettivo di tradurre nel contesto spaziale le suggestioni visive del vivido panorama circostante. Inondata dalla luce delle ampie finestrature, un’intima area salotto con poltrone d’epoca in tessuto pregiato esalta il concetto del bien vivre e rende possibile vivere la camera da letto anche al di fuori del momento del riposo, mentre la presenza di oggetti d’epoca per contenere, per guardarsi, per contemplare mantengono ferma l’atmosfera della cura di sé e l’essenza intima del progetto.

Nel contesto della distribuzione spaziale, l’ambiente bagno assume un’importanza primaria inserendosi nella camera voltata a mezz’altezza, senza interferire in alcun modo con la lettura della volta e diventando prezioso punto d’appoggio per la vegetazione discendente. La progettazione di questo sottospazio è concepita quale visione prospettica della lussureggiante natura presente all’esterno, filtrata dall’ampia finestratura originaria restaurata e rinnovata attraverso l’utilizzo di vetro cattedrale trasparente. Al pari di un dipinto impressionista, variopinti esagoni in cotto di fattura artigianale - liberamente ispirati ai cangianti riflessi della ricca vegetazione inondata dal sole - si alternano in un multiforme mix di cromie che si esprimono nei toni vividi del verde e del blu, arricchite da accenti argentati e dorati, ulteriormente enfatizzate dalla superficie irregolare dei decori.

Il policromo pattern esagonale si sussegue così lungo le pareti della stanza e si sviluppa in modalità aerea definendo i soffitti dell’area doccia e la superficie delle panche a seduta qui presenti, avvolgendo gli ambienti voltati in uno scenario psichedelico di multiforme profondità. In tale contesto l’area lavabo si rivela elemento scenografico centrale: un’ampia postazione dedicata alla cura di sé, pienamente integrata nel contesto spaziale e collocata in diretto dialogo con l’affaccio dell’antica finestra, quale prezioso punto di connessione tra lo spazio interno e quello esterno. Qui semplici triliti in muratura, rivestiti della stessa pietra naturale della pavimentazione e arricchiti dal multiforme decoro esagonale che contraddistingue il piano d’appoggio, supportano i lavabi di fattura artigianale, mentre gli antichi scuretti diventano prezioso punto d’appoggio per gli specchi.

Nella progettazione degli ambienti della dimora, l’interpretazione dell’architetto trasmigra poi le funzioni del benessere e della cura di sé connesse all’ambiente bagno nel contesto stesso della camera da letto, immaginando uno spazio suggestivo e teatrale, contraddistinto dalla presenza di una vasca freestanding: una vera e propria quinta scenografica in cui l’arredo, al pari di una enorme bolla di sapone, diventa protagonista dello spazio e con proiezioni di luci e di ombre dilata i suoi bordi colorati su tutto ciò che la circonda, colorando dei suoi riflessi la pavimentazione in pietra naturale della dimora. Questo sotto ambiente ancora una volta consacrato al tempo e alla cura di sé emerge nello spazio come una installazione autonoma ma non isolata: contraddistinto da una sorta di baldacchino-separé, in un fitto alternarsi di frange in stoffa dà vita a un angolo intimo eppure connesso all’ambiente circostante, nel cui contesto il delicato effetto di trasparenza ne valorizza l’atmosfera e ne accentua il significato, richiamando ancora una volta l’essenza intima della dimora.




