Un confronto tra due membri del comitato tecnico di BagnoDesign, Naomi Hasuike e Emanuele Montanelli, sul tema complesso e affascinante dell’universo del web dedicato al bagno, sulle sue potenzialità e sui suoi limiti.

 

NAOMI HASUIKE

La realtà del web è indiscutibilmente omnipresente nella nostra vita. Siamo condizionati dall’interazione con il web per tantissime azioni quotidiane al punto che oramai non ci rendiamo più conto del suo essere così trasversalmente utile se non quando improvvisamente viene a mancare la connessione internet. Sentivo recentemente da un documentario sui costumi degli italiani come il wireless sia diventato parametro di scelta indispensabile per strutture ricettive, al punto che risulta essere tra i primi servizi che vengono verificati nell’offerta di vacanza o soggiorno dagli utenti quando devono effettuare una selezione.

 

EMANUELE MONTANELLI

Nonostante il nostro vivere sia stato modificato da Internet ormai da anni, a pensarci bene è stravolgente, riflettendoci ancor meglio trovo sia meraviglioso. Il web è divenuto il nostro miglior consigliere sia per necessità quotidiane che per quelle sporadiche, così se abbiamo anche solo “l’ideuzza” di intervenire sulla nostra stanza da bagno, come prima azione ci tuffiamo nell’infinità della rete per raccogliere informazioni, spunti, ispirazione, soluzioni. La dinamica è chiara, ciononostante non sempre tutti gli anelli della catena che unisce i capisaldi produttore e utente dimostrano di averlo capito non approfittando delle opportunità.

Bathroom in a box è il progetto di semplificazione del processo di ristrutturazione che fornisce in tempi brevi e con servizi online tutto quanto necessario alla realizzazione del bagno con unica spedizione e consegna del materiale pronto per l’installazione.

 

H

Sì, è vero, da un lato l’utente desidera essere informato il più possibile prima di effettuare una qualsiasi scelta e dall’altro chi inserisce nuovi prodotti sul mercato desidera essere visibile. È vero anche che, nonostante l’utilizzo sempre più diffuso della navigazione su web per operazioni di varia natura, non si può fare comunque a meno delle “interazioni reali” che necessariamente ci offrono la possibilità di valutare e assaporare ciò che il web virtualmente non riesce ancora a proporre. Una visita in showroom per toccare con mano e prendere la decisione finale credo comunque sia un’esigenza fortemente sentita.

 

 M

Io credo che tra reale e virtuale non ci sia un conflitto d’interessi ma solo una comunione di obiettivi, sono due realtà che agiscono in tempi diversi. Purtroppo il “sistema mercato”  fatica ancora a capirlo, come abbiamo constatato di recente in una tavola rotonda organizzata dalla redazione dove alcuni operatori – in particolar modo tra i distributori ed i punti vendita – , abituati da sempre all’unicità del rapporto “face to face”, erano riluttanti ad accettare il web come un’opportunità per aumentare la propria visibilità verso ipotetici nuovi clienti.  Da una mia ricerca posso testimoniare che non sempre è così, ho trovato diverse aziende – del panorama italiano – ben preparate, anche se il livello medio non raggiunge quello di altri mercati esteri dove il web è un territorio già ampiamente lottizzato.

 

H

Nel settore del bagno si trovano da tempo diversi siti che offrono la possibilità di accedere a servizi che estendono attraverso la rete le opportunità di assistenza alla vendita-acquisto e in generale di supporto all’accesso alle informazioni. Non sono in grado di dire quanto questo tipo di mercato sia efficace e quanto possa risultare di completamento o addirittura di alternativa al modello di vendita tradizionale tramite showroom ma trovo interessante parlare dell’influenza che tale settore può avere non tanto sugli aspetti di mercato ma sulle scelte degli utenti e nel condizionare gli stili di vita. Come? Attraverso servizi unici e specifici o attraverso una modalità di comparazione tra prodotti differenti che depura il confronto dall’immagine del singolo marchio ma rende più dipendente la scelta dalle logiche commerciali web (i più visti, il best seller, la spedizione immediata,…).

 

M

È oramai un’azione naturale: se solo abbiamo nella mente un barlume decisionale di  ristrutturare la stanza da bagno, come prima azione ci rivolgiamo alla rete che ci mette a disposizione – gratuitamente – un numero infinito di informazioni che altrimenti mai riceveremmo; è come sorvolare con una navicella spaziale un’intera galassia pullulante di asteroidi per cercare quello adatto su cui atterrare. È indubbio che molti non sono ancora preparati a questo volo e percepiscono questa messe di notizie come un bombardamento e si danno alla fuga (il loro numero è in costante riduzione), ma per un settore di mercato come quello dell’arredobagno, che fa leva sulle sinapsi fisiche ed emozionali, poter disporre di stimoli per attrarre il cliente, è manna dal cielo. Su questo si deve lavorare ancora molto, sarà un lavoro infinito perché la rete è infinita. L’utente ha modificato le sue dinamiche di scelta, prima si istruisce tramite la rete dopodiché ritorna sulla “strada antica” del punto vendita. Anche se si rivolge a un professionista del progetto troverà dei forti cambiamenti perché il consulente – a sua volta – è fortemente influenzato, nel suo lavoro, dalla rete, come testimonia la recente crisi generalizzata delle fiere specialistiche.

 

H

La forza del virtuale scaturisce credo nel disimpegno. Dovunque tu sia e senza esporti di persona ti fa accedere all’offerta globale. Questo mondo è estremamente affascinante e volubile, conquista con immagini accattivanti e con l’immediatezza nel proporti una realtà su misura senza impegno e sempre più accessibile. Questa “leggerezza” di carattere ci aiuta a curiosare a tentare e a sognare nuove possibilità. Degli esempi si possono ritrovare nelle simulazioni 3D di spazi ormai non più solo offerti dalla rete ma addirittura realizzabili fai da te attraverso il download di programmi ad hoc.

 

 

 

M

Ed è nei casi come quello che citi che la realtà virtuale ha reso possibile il miglioramento di quella reale. Visitare un sito o portale internet, ammirare le infinite possibilità e soluzioni per una stanza da bagno, vederle realizzate, capire quanto possono costare, potere interagire per modificarle; sono tutte “scosse” positive che possono generare la figura del cliente.

 

H

Sul web si trovano poi siti o blog che suggeriscono come arredare al meglio il proprio bagno. Il fenomeno del blog è oggi talmente diffuso che credo esista un blog per ogni argomento immaginabile. Questo fenomeno dimostra come siano rilevanti nel cercare, selezionare e scegliere la necessità di confrontarci e raccogliere pareri o condividere opinioni. E’ quindi possibile che l’idea dell’essere assistiti possa essere sostituita dall’idea di un fai da te da condividere con sconosciuti sul web?

Fino a che punto siamo disposti o predisposti a faticare nell’autonoma ricerca su web piuttosto che sederci alla scrivania di un venditore e affidarci ai suoi suggerimenti?

 

M

Coloro che non navigano non ci devono preoccupare, “salteranno” il virtuale proseguendo nelle dinamiche tradizionali, ma teniamo conto che tra poco saranno merce rara, i nostri figli già a tre anni usano i tablet con una facilità disarmante. Non dimentichiamoci che dopo la rete c’è comunque una realtà fatta di progetto, prodotto, materiali, trasformazioni, e cos’ via: non stiamo parlando di dovere comprare un libro che possiamo facilmente scegliere su un portale (tanto ne conosciamo autore e titolo). Realizzare una stanza da bagno è un lavoro a volte anche lungo e complicato, e il mouse la vasca idromassaggio non ce la potrà mai installare. La realtà virtuale si deve preoccupare di stimolare, di emozionare, di informare, di consentirci di incuriosirci e finanche di sognare (anzi, molto) e non si sovrappone a quella reale, perché viene prima di essa. Quando il cliente si siede al tavolo di fronte a un professionista del progetto per descrivergli come si immagina la propria stanza da bagno ha già abbandonato il web, è tornato sulla terra, dentro il punto vendita, ed avverrà quello che è sempre avvenuto.

 

H

È possibile che il gusto (layout di ambienti e configurazioni d’arredo a cui ispirarsi), il rapporto qualità-prezzo (comparazione immediata), la funzionalità e praticità di installazione (simulazioni e spiegazioni), i tempi e le garanzie (velocità e consegna) così come l’accessibilità (non c’è limite nella ricerca a dispetto del limite di selezione di prodotti fatta da uno showroom)…. possano essere parametri valutabili sul web al punto da scalzare la necessità di visitare uno showroom reale per effettuare una scelta di immagine o di acquisto?

 

M

Credo che il rischio esista, in casi limite, ma non ne farei motivo per non dormire la notte. Per la maggior parte degli utenti è imprescindibile il “contatto” con il progetto prima di procedere alla sua realizzazione, e questo vale anche per il progettista. Racconto una mia esperienza: tempo fa un cliente mi mostra dal tablet immagini di una casa meravigliosa e, sfrontatamente, afferma: “la voglio così”. Ho cercato di dissuaderlo su certe soluzioni poco consone, convincerlo che la sua casa non aveva spazi idonei, cercando di tracciare un solco dentro il quale camminare a braccetto con lui. Nonostante i miei avvisi, non volle sentire ragioni: “la voglio così”.  Mi arresi, accettai incarico ed onorario e proseguimmo. Dopo pochi mesi dall’inizio dei lavori si rese conto che quella non era la sua casa, così ricominciammo daccapo.

 

H

Sì,  a volte gli stimoli e gli strumenti messi a disposizione dal web e dalla realtà virtuale diventano fuorvianti per il raggiungimento degli obiettivi ma questo fa parte di un processo culturale che ha necessariamente bisogno dei suoi tempi. Anche per le aziende c’è ancora tanto da scoprire per sfruttare al meglio quanto le nuove tecnologie ci offrono, sia per offrire servizi più efficienti che per rendere più facilmente realizzabili i desideri futuri.