Grandi campiture colorate caratterizzano le aree bagno di un volume dalla doppia identità, amplificando la percezione dello spazio ed esaltando le linee pulite e contemporanee di sanitari e arredi.

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Due identità opposte, un dialogo costante fatto di continui rimandi, un rapporto che si alimenta per contrasto diventando una delle ragioni più profonde del progetto: nell’intervento di recupero di un edificio di inizio Novecento a Milano, chiamato ad ospitare gli uffici della Swiss&Global Asset Management, DAP Studio definisce un involucro dalla forte matericità propria dell’edificio storico, al quale contrappone l’astrattezza dei volumi interni e l’eterea leggerezza delle superfici.

Agli spazi interni è affidato il difficile compito di smaterializzare la solidità dei paramenti murari esterni, con l’obiettivo di riattualizzare le caratteristiche architettoniche dell’edificio ridefinendo allo stesso tempo l’impianto distributivo e il tracciato dei percorsi dei quattro livelli. La presa di distanza dall’edificio storico si concretizza all’interno rivestendo i muri perimetrali con una sorta di “pelle” mutevole e quasi immateriale costituita da listelli di legno bianco tra loro distanziati, che genera una successione di pieni e di vuoti. Nella parte retrostante i listelli sono tamponati da pannellature opache o luminose, oppure, in corrispondenza delle finestre, semplicemente intelaiatipermettendo il passaggio della luce naturale.

Il nuovo sistema di percorsi, definito da setti in vetro colorato stratificato (con interposta pellicola colorata) che perimetrano uffici e sale riunioni, ha l’obiettivo di soddisfare le esigenze funzionali della committenza e di valorizzare proprio gli spazi di relazione, vero fulcro del progetto. Gli accorgimenti progettuali e le scelte compositive permettono di definire uno spazio fluido, oltre ad amplificarne la percezione, attraverso molteplici scorci e inedite viste interne.

Al piano terra dell’edificio sono collocate le funzioni pubbliche, con una sala multimediale a pareti mobili che a “configurazione chiusa” può ospitare meeting e riunioni per oltre 50 partecipanti, ma che diventa uno spazio espositivo e d’incontro quando viene aperta. Lo spazio, dotato di cucina completamente attrezzata, trova uno sfogo naturale nell’ ampio giardino di circa 1.000 mq ad esso collegato, ideale per manifestazioni all’aperto. Il piano primo è il cuore dell’intera struttura, con gli uffici dirigenziali e operativi, mentre il secondo ospita gli ambienti di rappresentanza e le sale per riunioni a differente dimensione; l’ultimo livello, che si eleva sopra la linea di gronda, si situa la foresteria e lo spazio-benessere.

BD04_LARGE01_03La scala di ingresso e tutte le pavimentazioni sono realizzate in kerlite, che grazie al ridotto spessore ha consentito di rivestire la pavimentazione esistente senza asportarla, mantenendo inoltre i serramenti originali. Pavimenti e soffitti della stessa tonalità grigia, permettono di ottenere l’effetto di due piani orizzontali neutro che definiscono i limiti dello spazio all’interno dei quali splenderanno i setti colorati.

BD04_LARGE01_02Su ogni livello dell’edificio è infatti previsto un blocco di servizi chiaramente identificabile attraverso grandi campiture dai colori accesi; spazi monocromatici (rosso, viola, verde) in cui il colore uniforma piani verticali, orizzontali ed aperture. Oltre a svolgere una funzione ‘segnaletica’ le tinte forti amplificano la percezione dello spazio valorizzando così sanitari di linea pulitissima su cui spicca la rubinetteria Axor Starck, una linea “cult” firmata da Philippe Starck per il marchio design Axor nel 1994.

Essenziale, basata su forme perfettamente cilindriche e su un armonioso ritmo di volumi con leva-joystick di regolazione. “Axor è sinonimo di design internazionale per l’ambiente bagno” – ci ha spiegato l’architetto Elena Sacco di DAP Studio- “Un design che non solo offre un elevato contenuto estetico, ma soprattutto intelligenza funzionale, in linea con la filosofia del nostro progetto”.

DAP Studio

DAP studio ha sede a Milano dal 1992 e opera nel campo della progettazione architettonica a varie scale di intervento, per committenza pubblica e privata. Elevati livelli di competenza e specializzazione sono forniti attraverso una struttura di progettazione e consulenza suddivisa in settori, che operano secondo un comune standard di qualità ed una tradizione metodologica ormai consolidata. L’approccio sostenibile caratterizza ogni progetto, dalla scelta dei materiali e delle tecnologie all’ottimizzazione dell’efficienza energetica. Tra i progetti realizzati: la Biblioteca Civica di Lonate Ceppino (Va), presentata nel 2010 alla Biennale di Architettura di Venezia e premiata a Bruxelles con il premio di architettura Philip Rotthier; il Centro Polifunzionale Gritti di Ranica (Bg), che ha ottenuto il premio OAB 2010 per la migliore opera pubblica e la medaglia d’argento nell’ambito del Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo 2013; la Mediateca Civica di Castellanza, che ha ricevuto il premio Inarsind 2010.

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