Alla Milano Design Week 2026, HYLEtech ha presentato in Triennale Milano Light in Matter - Variazioni sul tema dell’architettura, un progetto che ha trasformato Triennale Milano Teatro in uno spazio di sperimentazione tra architettura, tecnologia e ricerca. Dopo aver indagato nel 2025 il rapporto tra luce e materia alla scala dell’oggetto e delle collezioni di arredo, HYLEtech estende oggi la propria ricerca all’architettura, portando il sistema verso una dimensione spaziale e costruttiva più ampia.
Al centro, una domanda sempre più urgente per il progetto contemporaneo: cosa accade quando la tecnologia smette di essere un’infrastruttura nascosta e diventa parte integrante della materia architettonica?

È nel Teatro di Triennale Milano che il progetto ha preso forma come esperienza: sei studi internazionali sono stati invitati a interpretare questo scenario attraverso installazioni che mettono in tensione spazio, materia e innovazione tecnologica, per interrogarne le implicazioni spaziali e progettuali. Il palco diventa il dispositivo narrativo e critico, in cui la tecnologia è materia di progetto e non semplice supporto. Il progetto è stato curato da Luca Molinari Studio, che ha ideato l’impianto teorico e coordinato il programma culturale, trasformando la Triennale in una piattaforma di confronto tra progettisti, azienda e ricerca.
“HYLEtech compie qui un passaggio decisivo, un cambio di visione, in cui l’innovazione diventa struttura e linguaggio. Questo slittamento apre a nuove risposte: non più tecnologia al servizio della forma, ma una tecnologia che libera la forma, aprendo alla sperimentazione e ampliando le possibilità espressive del progetto”, ha commentato Molinari.
Sei parole chiave hanno guidato altrettante interpretazioni progettuali:
- Han Tümertekin - Atmosfera - a partire da un episodio quotidiano osservato nello spazio urbano, l’installazione riflette sul progetto come processo dinamico, in cui le soluzioni emergono non per aggiunta ma per sottrazione, adattandosi continuamente al mutare delle condizioni.

- Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori) - Sottigliezza - un’indagine sul concetto di “sottigliezza” come condizione spaziale e non solo dimensionale: la superficie diventa soglia, uno spazio intermedio capace di connettere interno ed esterno, materia e percezione.

- Marco Casamonti / Archea Associati - Infinito - una riflessione sull’infinito come qualità intrinseca dello spazio: non assenza di limite, ma tensione continua tra misura e apertura, attivata attraverso sequenze, soglie e discontinuità.

- Gary Chang / EDGE Design Institute - Connessioni (evolute) - un progetto che esplora la connessione come principio generativo dello spazio contemporaneo, in cui funzioni, elementi e sistemi si integrano in configurazioni adattive, riflettendo le dinamiche dell’abitare compatto e delle città dense.

- Francisco Mangado - Sostenibilità - un intervento che rilegge il tema della sostenibilità attraverso il concetto di “economia” come relazione tra mezzi e risultati, dove integrazione tecnologica e riduzione degli elementi diventano strumenti per un’architettura più essenziale e consapevole.

- Emanuel Gargano - Rivoluzione - una ricerca sulla superficie come elemento operativo: la riduzione dello spessore e l’integrazione delle funzioni trasformano il materiale da componente passivo a dispositivo attivo, ridefinendo il rapporto tra costruzione e percezione.

Al centro della ricerca, la riflessione sul ruolo della parete: non più semplice elemento costruttivo, ma infrastruttura attiva capace di integrare luce, comfort termico, acustica e suono in un unico supporto dallo spessore ridotto.
A completare l’esperienza, in Sala Poeti, HYLEtech ha presentato il sistema nella sua dimensione applicativa. Sviluppato da HYLEtech5, il sistema è un aggregatore di tecnologie: combina un pannello strutturale in alluminio riciclato con la piattaforma modulare NEX-S, progettata per integrare in modo sinergico diverse funzioni normalmente distribuite tra impianti e stratigrafie.
Qui la parete si configura come superficie attiva a spessore ridotto (1–2 cm) in cui convergono diverse tecnologie:
- NEX-S Light, sistema di illuminazione a luce invisibile con ottiche dark antiabbagliamento, integrato direttamente nella materia;
- NEX-S Isolant, isolamento termico ad alte prestazioni basato su aerogel, con conducibilità pari a 0,016 W/mK e spessori estremamente ridotti;
- NEX-S Phono Absorb e Phono Isolant, per il controllo e l’isolamento acustico, con coefficienti di assorbimento elevati e abbattimento fino a Rw 27 dB;
- NEX-S Audio, sistema di diffusione sonora invisibile integrato nella superficie, capace di trasformare la parete in un dispositivo acustico attivo;
- NEX-S Heat, sistema di gestione termica con moduli indipendenti a temperatura controllata e risposta rapida.
Il concetto di piattaforma aperta ha portato allo sviluppo di alcuni casi studio che vedono nella partnership tra aziende e progettisti il vero terreno di sperimentazione.
L’installazione che combina NEX-S Heat e Phibon - nuovo sistema modulare di Emanuel Gargano, pensato per generare configurazioni spaziali dinamiche tra parete e pavimento - ha segnato l’avvio della sperimentazione con Listone Giordano.
Dalla sperimentazione con la materia, la ricerca si è ampliata verso un’applicazione architettonica concreta, in cui il sistema diventa elemento costruttivo integrato. È nata così Symbiosi, la porta tecnologica in cui elementi distinti - il muro, la porta, gli arredi, la luce - vengono ripensati come componenti interconnessi, parte di un unico organismo spaziale. Il risultato è una superficie multifunzionale a spessore minimo che concentra in un unico elemento prestazioni luminose, energetiche e sensoriali, superando la tradizionale separazione tra architettura e impianto.
Se negli ultimi anni il progetto ha lavorato sull’invisibilità degli impianti, Light in Matter propone un passaggio ulteriore: assorbire la tecnologia nella materia, fino a farla coincidere con l’architettura stessa. Stefano Cetoloni, CEO di HYLEtech5, ha concluso: "Siamo giunti a un cambio di paradigma che apre nuove possibilità al progetto contemporaneo. Triennale Milano,è il contesto di sperimentazione e confronto internazionale, ideale per approfondire e veicolare questo nuovo approccio".




