area 117 | wineries

architect: Lundberg Design

location: Calistoga, USA

year: 2009

Talvolta i progetti che devono misurarsi con grandi limitazioni finiscono per dare vita a soluzioni architettoniche assolutamente uniche. Una giovane coppia che possiede un vigneto di circa 16 ettari si è rivolta a noi per realizzare una cantina, che fosse rappresentativa del loro prodotto e che si allontanasse dall‘estetica della classica cantina in stile simil-toscano. Il vigneto aveva un andamento piuttosto pianeggiante, solo da un lato della proprietà i filari s‘inerpicavano su ripidi pendii. È stato chiaro fin dall‘inizio che la collina fosse il luogo ideale dove costruire la cantina, preservando così la maggior parte del terreno coltivabile. Il risultato è una cantina che ha poco dell‘estetica tradizionale di questa tipologia edilizia. Si presenta infatti come una grotta raffrescata naturalmente e scavata nella collina che ospita le botti per l‘invecchiamento del vino e spazi per le degustazioni, preceduta da uno spazio esterno coperto dove sono disposti i tini per la fermentazione a temperatura controllata.
Il design è di grande impatto visivo, nonostante l‘assenza di un vero e proprio edificio. Lo spazio esterno è delimitato da due muri di contenimento che tagliano ad angolo retto il corpo della collina, ciascuno con il suo portale di accesso alla cantina. L‘entrata riservata ai clienti si trova nella parete più lunga, che va da zero a 9,5 metri di altezza per una lunghezza totale di circa 83 metri. Il muro è perpendicolare e ai suoi piedi sono collocati i sei tini per la fermentazione muniti di un sistema di passerelle. Colonne di acciaio zincato addossate alla parete sorreggono una tettoia traslucida a sbalzo letteralmente ancorata alla collina tramite sezioni a T imbullonate a una serie di tiranti ancorati al suolo. La struttura aggettante della tettoia richiama l‘orientamento dei filari di viti, dando consistenza visiva al percorso delle uve dalla vigna alla cantina. Nell‘angolo, il lungo muro perpendicolare incontra una seconda parete, inclinata all‘indietro con un angolo di 10 gradi nella quale si apre l‘ingresso principale alla cavità sotterranea dove sono conservati i vini. Ai piedi del secondo muro, esposto a sud-est, sono stati piantati edera e altri rampicanti che ne ricopriranno la superficie con il loro fogliame. Le porte della cantina sono fatte di lastre imbullonate di acciaio zincato, mentre lo spazio fra le ante della porta e il vano in cui s‘inscrivono è decorato con fondi di bottiglia di vari colori e dimensioni, che lasciano filtrare una luce diffusa, visibile dall‘interno quando splende la luce del giorno e dall‘esterno quando di sera sono accese le luci dentro la cantina.
Mentre la stazione di pigiatura e quella di fermentazione sono espressione dell‘aspetto scientifico della vinificazione, la cantina è un mondo a parte dove la temperatura non supera mai i 15 °C, anche nelle torride estati di Napa. Le pareti sono in gunite, macinata con una fresa per creare un motivo a coste larghe nel cemento, che assume così una texture artigianale nella sua disomogeneità. All‘estremità delle gallerie affiora la roccia naturale nella quale è interamente scavata la sala delle degustazioni, poiché il substrato era sufficientemente resistente. È qui che prende forma una magia inspiegabile. È qui che si può godere del profumo del vino e, se si ha fortuna, assaporarlo.

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