area 114 | São Paulo

architect: Muti Randolph

Quando nel 2003 il primo D-Edge aprì le sue porte divenne immediatamente un riferimento mondiale del dance floor design. Fu il primo club ad integrare sistemi acustici e luminosi con l’uso di tecnologie a LED e software specifico. Più che un club, un’installazione sonora e luminosa dove le persone possono non solo ascoltare ma anche vedere e sentire la musica.
Nei suoi sette anni di vita il D-Edge è diventato uno dei più prestigiosi club di musica elettronica. I più grandi DJ di tutto il mondo hanno suonato nel suo ormai leggendario sistema acustico e luminoso. Quando il proprietario, acquistato l’edificio accanto, ha commissionato un’espansione, le direttive erano semplici: comfort, area aperta per i fumatori e stesso impatto dell‘originale. Un compito non facile. L’aspetto del comfort è stato affrontato con un notevole aumento di servizi igienici, un nuovo ingresso con una serie di registratori di cassa, un ascensore per i disabili e una grande terrazza con vista sul Memoriale dell’America Latina di Niemeyer. Per quanto riguarda l’impatto, ci siamo concentrati su tre elementi: una nuova pista fatta di strisce di legno con LED integrati che collegano il soffitto, una delle pareti, il bar e la postazione del DJ formando una rete di linee luminose, un sistema di circuiti 3D che riproduce animazioni, in totale sincronia con la musica, tramite software sviluppati appositamente. Una delle pareti è un falso specchio che copre una finestra moIto grande (20 m) con scatole luminose a LED integrate che impediscono parzialmente la vista. Esse emettono luce sia verso l’interno che verso l’esterno conducendoci al secondo elemento di impatto, la nuova facciata: una scatola in alluminio corrugato con una finestra che rivela parte dell’azione luminosa interna. Il terzo elemento di forza è costituito dal lounge: blocchi di legno in quattro tonalità diverse, disposti casualmente come se la musica avesse provocato un piccolo terremoto.

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