È sulla superficie, intesa come luogo di relazione tra materia, luce e immagine, che i Floating Resin Panels di Gobbetto costruiscono la propria identità. La resina si emancipa dalla dimensione della semplice finitura per assumere una più ampia valenza progettuale: una materia duttile, capace di accogliere variazioni cromatiche, texture, effetti spatolati e interventi grafici, fino a trasformarsi in una vera e propria pelle narrativa dell’architettura. Attraverso la possibilità di comporre e personalizzare ogni elemento, il sistema restituisce alla superficie una dimensione espressiva, affidandole il compito di costruire atmosfere e definire l’identità degli interni.

In questa prospettiva, la customizzazione non rappresenta soltanto un'opzione, ma diventa parte sostanziale del linguaggio del sistema. I Floating Resin Panels sono disponibili nelle finiture delle linee Dega Spatolato e Dega Art, alle quali si aggiunge la possibilità di integrare stampe personalizzate, ampliando ulteriormente il repertorio di segni, cromie e configurazioni possibili. La superficie si offre così come una sorta di tela tridimensionale, sulla quale elaborare una grammatica visiva coerente con l'architettura: può assecondarne le tonalità e i materiali, introdurre contrasti, costruire continuità oppure assumere una presenza autonoma, più dichiaratamente decorativa.

La ricchezza delle possibilità espressive si accompagna a una particolare qualità percettiva della materia. La resina, nella sua capacità di restituire profondità, variazioni di luce e differenti consistenze visive, consente di superare l'idea della superficie come elemento statico e bidimensionale. A seconda della finitura e della composizione scelta, il pannello può diventare più discreto o protagonista, assorbire visivamente la presenza dell'architettura oppure accentuarne alcuni passaggi, instaurando un rapporto dinamico con la luce naturale e artificiale. È in questo equilibrio tra matericità e immagine che il sistema trova una delle sue più interessanti possibilità interpretative.

Anche la natura ultraleggera e flessibile dei pannelli contribuisce a questa libertà compositiva. Con uno spessore di soli 4/5 mm e un peso di 4/5 kg/m², possono confrontarsi con differenti superfici e configurazioni senza alterarne in maniera significativa la presenza. La caratteristica waterproof amplia inoltre il repertorio degli ambienti nei quali la resina può essere introdotta, portando questo linguaggio materico anche in spazi caratterizzati da una maggiore presenza d'acqua e umidità. I formati standard, fino a 1500 × 3000 mm, possono essere personalizzati secondo le esigenze dimensionali del progetto, preservando quella continuità visiva che rende la superficie partecipe della concezione complessiva dello spazio.

A definire ulteriormente l'identità del sistema è il rapporto tra materia progettata e materia costruita. La resinatura viene infatti eseguita direttamente nello stabilimento Gobbetto, dove il pannello assume la propria configurazione definitiva prima di entrare nell'architettura. Il risultato è una superficie nella quale il valore della progettazione si concentra già nell'elemento stesso, lasciando alla posa il compito di restituirne integralmente la continuità e l'espressività. Una modalità particolarmente significativa negli interventi di riqualificazione, dove la possibilità di lavorare sulle superfici esistenti senza modificarne sostanzialmente gli equilibri permette di introdurre un nuovo linguaggio senza necessariamente ricorrere a una riscrittura radicale dello spazio.


Il valore dei Floating Resin Panels risiede, dunque, nella capacità di trasformare la superficie in un dispositivo progettuale. Non più semplice involucro, ma luogo nel quale materia, colore, immagine e luce concorrono alla costruzione dell'ambiente, il pannello diventa una componente attiva dell'architettura. La resina acquista così una dimensione più ampia: non si limita a rivestire, ma interpreta, caratterizza e racconta lo spazio, offrendo al progetto una superficie aperta alla sperimentazione e capace di assumere, ogni volta, un'identità diversa.

In apertura artwork Mino Longo