architect: LADO architetti

location: Scascoli, Loiano (Bologna, Italia)


A Scascoli, sull’Appennino bolognese, LADO architetti trasforma una preesistenza rurale in una casa capace di accogliere insieme vita privata e attività professionale. È il luogo scelto da Eugenia, anestesista e agopuntrice, per tornare a vivere nel territorio d’origine dopo gli anni della formazione e delle esperienze professionali.

Il progetto nasce dalla necessità di costruire una nuova abitazione che possa funzionare anche come luogo di lavoro. Una condizione sempre più frequente nell’abitare contemporaneo, ma che qui assume una particolare relazione con il contesto. La scelta di tornare sull’Appennino non riguarda infatti soltanto la residenza, ma anche la possibilità di riportare nello stesso territorio la propria attività professionale.

Marcello Mariana

L’organizzazione interna riflette questa duplice esigenza. Il piano terra è destinato allo studio, con gli ambienti nei quali Eugenia riceve i pazienti e pratica l’agopuntura, mentre gli spazi dedicati alla vita privata sono distinti da quelli professionali. La separazione non è affidata a una divisione netta dell’edificio, ma alla distribuzione e agli accessi: una successione di ambienti e soglie permette di raggiungere lo studio senza attraversare gli spazi più propriamente domestici.

La presenza del lavoro all’interno della casa diventa così una questione di organizzazione dello spazio e dei diversi gradi di privacy. Lo studio mantiene una propria autonomia, mentre la parte abitativa conserva un carattere più raccolto e legato alle attività quotidiane della proprietaria.

Marcello Mariana

All’esterno, la casa si confronta con un paesaggio tipico dell’Appennino bolognese, dove il bosco di querce secolari convive con un territorio prevalentemente agricolo. A pochi passi dall’edificio si trovano i campi coltivati a frumento, il cui aspetto varia nel corso dell’anno seguendo la rotazione delle colture. Colori, texture e geometrie del paesaggio cambiano così con le stagioni, mentre la luce ne modifica continuamente la percezione.

Marcello Mariana

Le aperture stabiliscono un rapporto diretto con il bosco e con i campi, portando all’interno della casa la presenza del paesaggio agricolo. Le viste diventano parte della distribuzione degli spazi e contribuiscono, insieme alla luce naturale, a definire l'atmosfera degli ambienti senza ricorrere a una caratterizzazione eccessiva degli interni.

Marcello Mariana

La scelta dei materiali segue la stessa impostazione. La palette è sobria e materica, con superfici e finiture pensate per accompagnare la luce e il rapporto visivo con l’esterno. L’obiettivo è mantenere gli ambienti relativamente neutri, lasciando che siano l'uso quotidiano, le condizioni luminose e la variazione del paesaggio a modificarne nel tempo la percezione.


Un ruolo particolare è affidato alla materia proveniente dall’edificio precedente. Il rudere corrispondeva all’originaria abitazione contadina presente sul sito: le sue pietre sono state recuperate e riutilizzate come rivestimento esterno della nuova costruzione. La preesistenza non viene quindi conservata nella sua configurazione, ma lascia una traccia concreta all’interno del nuovo intervento.

È un rapporto con l’esistente che passa dalla materia più che dalla forma. La nuova casa risponde a esigenze e modalità d’uso contemporanee, mantenendo tuttavia un elemento fisico della costruzione che l’ha preceduta e che apparteneva alla storia agricola del luogo.


Casa EG mette così insieme condizioni diverse: il ritorno della proprietaria nel territorio d’origine, la necessità di far convivere casa e lavoro e il rapporto quotidiano con un paesaggio agricolo in continua trasformazione. La nuova costruzione si inserisce in questo contesto attraverso una distribuzione capace di distinguere le diverse funzioni, aperture rivolte verso il paesaggio e una materia che recupera parte della storia dell’edificio.

Marcello Mariana

Più che definire un'immagine autonoma rispetto al luogo, il progetto costruisce una casa legata alle condizioni specifiche del sito e al modo in cui la sua abitante ha scelto di viverlo. Non soltanto come residenza, ma come luogo in cui tornare, abitare e lavorare.


Team di progetto: Luca Ladinetti, Anna Branzanti, Alejandra Osorio Restrepo, Riccardo Bozzini
Cliente: privato
Area di progetto: 1.230 mq
Superficie costruita: 397 mq
Progetto strutture: ing. Emanuele Fornalè
Progetto impianti: ing. Lorenzo Rattini
Demolizioni e fondazioni: Ilario Spanò
Impresa costruttrice strutture al grezzo: EdilCraft s.r.l.
Impresa costruttrice involucro, interni e impianti: Prosapio Patrick Service s.r.l.
Serramenti: Zandarin Group
Arredi su misura: BE Factory legno & arredo
Superfici: Delisari Materia Design s.r.l.s.
Illuminazione: ON Luce & Design