A Lecco, sulle rive del lago, Flaviano Capriotti Architetti ha firmato il nuovo ristorante NIÒBĒ guidato dallo chef Franco Caffara, che ha ottenuto una stella Michelin con il ristorante I Tigli al Lago a Como. 
Cucina, vino, architettura e paesaggio dialogano tra loro in questo progetto che vuole tradurre l'anima del lago di Como in forme, sapori e atmosfere. 
Lo studio ha gestito l'intervento trasformando una villa preesistente, utilizzata come casa privata, in una nuova destinazione aperta al pubblico e dedicata all'enogastronomia.
Il progetto di 430 metri quadri interpreta gli elementi distintivi del luogo: acqua, montagna, verde e tradizione agricola vengono tradotti in uno spazio capace di stabilire una relazione continua tra ambiente costruito e contesto naturale. 

©Leo Torri

Il ristorante NIÒBĒ si sviluppa su tre livelli, all'interno di un giardino privato di 700 metri quadri con accesso diretto al lago. Il volume esistente è stato reinterpretato attraverso un’operazione di ridisegno degli spazi e delle connessioni visive, con l'obiettivo di amplificare il rapporto tra gli ambienti interni e il paesaggio circostante. 

"Il progetto nasce dalla volontà di costruire un dialogo autentico con il lago. Per questo abbiamo lavorato per trasformare le qualità del paesaggio - la profondità dell'acqua, la presenza delle montagne, la matericità della vegetazione - in elementi architettonici capaci di definire lo spazio”, ha spiegato l’architetto Flaviano Capriotti -. NIÒBĒ non racconta il lago attraverso immagini, ma attraverso proporzioni, luce e relazioni spaziali”. 

©Leo Torri

Gli interni sono caratterizzati da geometrie morbide, forme organiche e aree raccolte che non interrompono la percezione unitaria dello spazio. Una sequenza fluida di spazi aperti e interconnessi, grandi aperture vetrate e una distribuzione degli ambienti priva di cesure nette fanno in modo che lo sguardo attraversi l'intero ristorante. Questa ricerca della continuità spaziale rappresenta uno dei tratti distintivi del linguaggio progettuale di Flaviano Capriotti. Un approccio che caratterizza i suoi interventi nel mondo dell'ospitalità e che interpreta lo spazio come un'esperienza fluida, in costante dialogo con chi lo vive e con l'ambiente circostante. 

Al piano terra si trova il NIÒBĒ Garden, il bistrot del ristorante da 32 posti, caratterizzato dalla presenza di un ampio banco bar dalle forme sinuose che ne definisce l'identità e ne anima la dimensione conviviale. Lo spazio si sviluppa attorno a una grande seduta curva che accompagna naturalmente i percorsi e le relazioni tra gli ospiti, contribuendo a creare un ambiente informale e dinamico in costante dialogo con il giardino e il paesaggio lacustre. Al piano superiore trovano invece spazio la sala principale, la cantina a vista e una sala per eventi privati. 

©Leo Torri

Il primo piano ospita il ristorante fine dining “NIÒBĒ al Lago” da 32 posti, con la sala principale caratterizzata da tonalità calde e naturali. In questo contesto, l'esperienza enologica assume un ruolo centrale e trova espressione nella cantina a vista, concepita non come semplice spazio di conservazione ma come elemento identitario del progetto. Attorno a essa si sviluppa la “Wine Room”, una saletta circolare per 6 persone dedicata a degustazioni e occasioni speciali, avvolta da scaffalature in legno di olmo che trasformano la collezione di oltre 600 etichette in parte integrante dell'architettura. La cantina diventa così un luogo da attraversare e vivere, contribuendo a costruire un dialogo continuo tra spazio, materia ed esperienza. A completare gli spazi del piano superiore, la Sala Privé, spazio riservato per 10 persone, destinata a eventi privati. 

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La scelta dei materiali rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto. Il rivestimento esterno in limestone dialoga con il carattere minerale delle montagne che circondano il lago, mentre all'interno il legame con il territorio emerge attraverso l'utilizzo dell'olmo, impiegato per boiserie, arredi su misura e rivestimenti, e l’uso dell'intonaco a base di lolla di riso, materiale naturale che unisce qualità estetiche e prestazioni acustiche richiamando la tradizione agricola. 

L'acqua diventa invece il riferimento per la palette cromatica, sviluppata attraverso sfumature di verde, grigio e azzurro che attraversano arredi, rivestimenti e finiture. Le superfici decorative reinterpretano il movimento delle onde attraverso lavorazioni tridimensionali e intonaci artistici rimandando alla mutevolezza della luce riflessa sul lago. 

Leo Torri

Anche il progetto illuminotecnico partecipa alla costruzione di questo racconto. Grandi lampade decorative scandiscono gli ambienti principali, introducendo un gioco di trasparenze e riflessi che richiama la luce sull'acqua e accompagna lo sguardo lungo gli spazi del ristorante. Ad aggiungere qualità i tessuti - sete effetto moirè a parete, seta grezza per i tendaggi, ciniglie con lurex oro e bouclè per gli imbottiti - prodotti da Dedar Milano

Il progetto si estende all'esterno, uno spazio di 200 metri quaderi: una terrazza in bambù, una pergola tessile e tre aree dedicate alla permanenza all'aperto - spazi circolari immersi nel verde con pavimentazione in ghiaia e arredi in ferro battuto - formano un sistema di spazi che accompagna gradualmente verso il lago. 

©Leo Torri

Scheda progetto
Progetto: Ristorante NIÒBĒ
Località: Lecco, Italia
Tipologia: Fine Dining Restaurant
Anno: 2026 
Architettura e Interior Design: Flaviano Capriotti Architetti
Landscape Design: Hortensia - Vittorio Peretto
Lighting Design: Rossi Bianchi Lighting
Design Custom Furniture & Joinery: Attua Project
Decorative Lighting: Aggio Light
Area Edificio: circa 430 mq (piano terra: 118 mq, piano 1: 116 mq, piano interrato: 200 mq) Area Giardino: 680 mq