Nella tradizione giapponese esiste un concetto filosofico ed estetico chiamato “Ma”. Con questo termine si indica lo spazio vuoto, la pausa o l’intervallo tra le cose, che non è da considerare come un’assenza, ma come un vuoto fertile: una pausa o una distanza tra elementi in grado di esprimere al meglio il loro potenziale.

Daniele Criscenzo

Scorrendo le immagini del progetto di ristrutturazione di un appartamento romano a pochi passi dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, realizzato dai Set Architects (Onorato di Manno, Andrea Tanci), il primo pensiero va proprio a questo concetto. Concepito come un pied-à-terre per dei committenti stranieri, l’appartamento è stato progettato come un luogo essenziale, nel quale ogni elemento superfluo è stato eliminato.

Daniele Criscenzo
Daniele Criscenzo

Tutto è ridotto all’essenziale: pochi elementi fissi dettano la scansione degli ambienti della casa, lasciando così la possibilità di future configurazioni diverse da quelle di partenza. Anche i materiali utilizzati rispecchiano questa scelta verso l’essenzialità: un pavimento continuo in microcemento, rovere naturale e il tutto uniformato dal bianco che riveste pareti e soffitto.

Courtesy Set Architects

Gli elementi fissi della casa, la cucina e i servizi sembrano — apparentemente — gli unici elementi progettati, ma non è così. Ogni pieno, così come ogni vuoto, è posizionato esattamente dove deve stare. Niente è lasciato al caso, neppure il telo bianco che ricopre il divano della sala che lo rende un elemento astratto.

Daniele Criscenzo

Una riduzione materica che riflette la semplificazione — ma non per questo banale — dello spazio domestico. Il “Ma” entra prepotentemente e crea pause ritmiche e materiche. Detta lo schema distributivo, impone il riposo visivo e contribuisce a definire la percezione spaziale.

Progetto: Set Architects
(Onorato di Manno, Andrea Tanci)
Collaboratori: Maria Lidia Tamburro
Tipologia: Ristrutturazione di interni
Dimensioni: 135 sqm
Fotografie
Luogo: Roma, Italia
Anno: 2026