Il Castello Pasquini torna ad affermarsi come uno dei principali poli culturali della costa toscana grazie alla mostra “Fuksas Paladino. Architetti illuminati e artista”, inaugurata il 2 aprile 2026 e visitabile fino al prossimo 20 settembre.
L’evento, seguito dall’Ufficio Cultura del Comune di Rosignano Marittimo, mette in dialogo due protagonisti della scena artistica e architettonica contemporanea: gli architetti Doriana e Massimiliano Fuksas e l’artista Mimmo Paladino. Un percorso espositivo che attraversa architettura, pittura, scultura, scenografia e design, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nelle sale del primo piano del Castello Pasquini.

Tra le opere più significative spicca il nucleo della collezione “Short Stories”, presentata per la prima volta alla Triennale di Milano nel 2006, frutto della collaborazione tra i Fuksas e Paladino. Al centro dell’esposizione si trova la scultura in argento “Architetti illuminati e artista”, che dà il sottotitolo alla mostra: una struttura tubolare ideata dagli architetti sulla quale il maestro Paladino inserisce tre figure arcaiche, simbolo dei tre autori.
Ad accogliere i visitatori già all’esterno del castello è invece “Zenit 3”, il grande cavallo nero di Mimmo Paladino alto quasi quattro metri. Collocata nel parco grazie al lavoro dei tecnici della Fondazione Armunia, l’opera guarda verso il mare oltre la Pineta Marradi, creando un suggestivo dialogo tra arte e paesaggio.

L’allestimento interno, curato da Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia, accompagna il pubblico attraverso dipinti, ceramiche, mosaici e strutture sceniche di Paladino, affiancati alle opere dei Fuksas. Tra queste spiccano la serie di dipinti dedicati alla città di Amburgo, realizzati da Massimiliano Fuksas nel 1987, oltre a installazioni e grandi maquette di celebri progetti architettonici, tra cui la celebre “Nuvola”.
Il percorso si conclude con un’originale “partita” ideale tra gli architetti e l’artista, rappresentata da una scacchiera con pezzi in argento realizzati da Pampaloni 1902. Un allestimento dominato da un grande dipinto di Massimiliano Fuksas del 2003 e da due imponenti figure di Re e Regina in nero, capaci di evocare riflessioni sul dialogo tra le diverse forme dell’arte contemporanea.
Ad accompagnare la mostra è il catalogo pubblicato da Forma Edizioni, che raccoglie contributi di importanti studiosi e critici. Oltre a uno scritto del 2006 di Gillo Dorfles, il volume include testi di Flavio Arensi ed Eduardo Cicelyn, insieme agli interventi dei curatori e ai saluti istituzionali del sindaco Claudio Marabotti e dell’assessore alla Cultura Giulio Rotelli.






