Nel cuore di Prati, elegante quartiere di Roma, il team di LASCIA la SCIA Architecture ha scelto di rileggere un classico appartamento cittadino trasformandolo in uno spazio contemporaneo che mette al centro colore, materia e artigianalità. L’intervento nasce dalla volontà della committenza, una cliente milanese trapiantata a Roma, di dare nuova vita a un’abitazione tradizionale, mantenendone intatta la memoria materica. Il progetto prende le mosse dalla conservazione delle cementine originali del corridoio, valorizzate come elemento narrativo e simbolico dell’intera casa: questi decori storici diventano la matrice della palette cromatica e guidano tutte le scelte progettuali, dando forma a una composizione in cui toni caldi e terrosi dialogano con colori polverosi e desaturati in un equilibrio sofisticato e accogliente, capace di fondere passato e contemporaneità.

©Paolo Rufo

Dal punto di vista distributivo, l’intervento rompe lo schema tradizionale a stanze in sequenza tipico delle abitazioni romane d’epoca: la demolizione dei tramezzi consente di aprire l’ingresso su una grande zona giorno open space, dove soggiorno e cucina convivono in un unico ambiente fluido e luminoso. A definire la soglia tra ingresso e living non è più una parete, ma una struttura metallica leggera e sospesa, disegnata su misura come libreria passante e quinta spaziale: un elemento dal forte valore grafico che mette in dialogo l’acciaio verniciato con le essenze in rovere naturale degli arredi della zona pranzo e dei contenitori a parete, rafforzando la continuità visiva dell’ambiente.

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Anche il pavimento diventa strumento di progetto: un tappeto in ceramica color mattone accompagna la cucina e dialoga con il parquet in rovere a spina italiana del living, sottolineando la distinzione funzionale degli spazi senza interrompere la percezione di un ambiente unitario. Il soggiorno, affacciato sulla via alberata attraverso grandi aperture, accoglie un divano in velluto senape abbinato a tappeti e cuscini nei toni terrosi e blu polverosi, componendo un insieme in cui ogni complemento concorre a costruire una continuità domestica misurata.

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Il progetto cromatico nasce dal dialogo tra memoria e contemporaneità, orientato da una ricerca che privilegia interni luminosi, boiserie soft grey, accenti sabbia, toni cipriati e inserti più saturi, sempre mitigati dalla luce naturale e dall’accostamento con i legni chiari. Il colore non è mai decorazione, ma superficie architettonica che definisce lo spazio e struttura la percezione degli ambienti: i neutri caldi, avorio, beige e sabbia, costruiscono la base luminosa delle pareti e dei volumi principali; i colori terrosi, mattone, terracotta e senape, emergono come segni identitari legati alla matericità delle cementine storiche; mentre i blu e gli azzurri polverosi introducono una nota fredda ed elegante, capace di bilanciare la composizione e dare profondità senza spezzarne l’armonia.

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È una palette mai gridata ma fortemente narrativa, in cui ogni colore affonda le proprie radici nella materia, terra, pigmenti minerali, tessuti tinti, smalti artigianali, e svolge anche una funzione spaziale, accompagnando la transizione dei materiali, distinguendo le aree senza separazioni nette e costruendo una continuità visiva tra living, cucina e corridoio, in un costante equilibrio tra apertura e intimità. Le superfici cromatiche lavorano per campi e dialoghi tonali, dove pareti, arredi e complementi si relazionano per affinità più che per contrasto.

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In questo racconto si inserisce la presenza dei complementi firmati Personae, prima collezione del brand nato all’interno del LASCIA la SCIA Coworking Lab, luogo di collaborazione quotidiana tra designer e artigiani. I manufatti, dalla ceramica color mattone della brocca “Malandrina”, reinterpretazione del tradizionale bummolo siciliano, ai tessili tinti a ruggine, fino ai blu stampati, dialogano direttamente con il lessico delle cementine storiche e con l’intera palette del progetto, restituendo al colore il suo ruolo più autentico di materia viva, capace di raccontare superfici fatte a mano lontane dall’uniformità industriale.

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La collezione rende omaggio alle nuove generazioni di artigiani che hanno recuperato antiche tecniche tradizionali di diverse regioni italiane, reinterpretandole in chiave contemporanea, trasformando oggetti e tessili in presenze narrative che raccontano il valore delle mani e dei gesti che li hanno generati. Il progetto cromatico supera così il semplice esercizio estetico per diventare espressione di una cultura materiale che intreccia memoria romana, sensibilità milanese e artigianato contemporaneo, dando forma a una stratificazione lenta e raffinata in cui il colore non decora né invade, ma costruisce identità, atmosfera e profondità narrativa.

Nella zona notte il concept cromatico prosegue attraverso il dialogo tra blu e senape, ripreso nei tessili e negli arredi dal gusto nord-europeo con lievi citazioni anni Sessanta, costruendo un’atmosfera intima e sofisticata. Anche qui trovano spazio i tessili Personae, copripiumini e federe stampate a ruggine, realizzati ad hoc, nella versione blu con motivi floreali, che impreziosiscono l’ambiente con segni grafici delicati senza mai appesantirlo. I due bagni, ottenuti dalla suddivisione di un unico ambiente originale, proseguono coerentemente la ricerca cromatica: il bagno giorno gioca sull’abbinamento tra rosa mattone e blu polveroso, in un equilibrio misurato e raffinato, mentre la suite adotta una palette più decisa che accosta giallo intenso e blu profondo, creando uno spazio dal carattere vibrante ed elegante che rafforza l’identità dell’area privata.

Il progetto dimostra come la conservazione intelligente dell’esistente possa diventare la chiave per una trasformazione contemporanea. Partendo dalle cementine originali, elemento spesso rimosso o nascosto, LASCIA la SCIA ribalta il paradigma e le rende protagoniste di un nuovo racconto domestico, fatto di colore, artigianato e stratificazione culturale. Un’abitazione pensata per la locazione, ma lontana da qualsiasi standard anonimo: una casa progettata come luogo identitario e narrativo, capace di trasmettere unicità e qualità, dove ogni scelta, distributiva, cromatica e materica, risponde a una visione coerente e profondamente progettuale.

Scheda progetto
Località: Roma, quartiere Prati
Superficie: 72 mq
Committenza: privata
Intervento: ristrutturazione
Decorazioni artigianali: tovaglie, brocca Malandrina, cuscini by Personae
Illuminazione: Westwing, Plato Design, Novaluce, Toniton
Cucina: Veneta Cucine
Libreria: Kriptonite
Tavolo e sedie: Kavehome
Divano letto: Natuzzi
Poltrone: La Redoute
Letto: ethnicraft
Comodini: Hiro Design
Rivestimenti bagno: Cosmo41zero42
Stampe e quadri: Desenio