Nel grazioso borgo marchigiano di Civitanova Alta, Casa Teresina si inserisce come un intervento di ricucitura tanto architettonica quanto sociale. Il progetto firmato da RADarchitetture prende avvio da una condizione estrema - quella di un edificio abbandonato e compromesso dagli eventi sismici - e la trasforma in occasione per riflettere sul rapporto tra memoria, identità e contemporaneità.

L’intervento si configura come un atto critico di ricostruzione: la demolizione integrale dell’esistente non comporta una perdita, ma diventa lo strumento per restituire coerenza al manufatto originario, rispettandone con rigore volumetria, proporzioni e presenza urbana. In questo senso, il progetto si muove lungo una linea sottile, dove la continuità con il passato non è mimetica ma interpretativa. La facciata in cotto, ricomposta secondo i codici materici e compositivi del borgo, si allinea al ritmo del fronte strada senza cedere a nostalgie formali, mentre la precisione delle aperture e la cura del dettaglio dichiarano una consapevolezza contemporanea, mai invasiva.

All’interno di Casa Teresina, la libertà progettuale si manifesta attraverso una spazialità fluida e calibrata. Il piano terra si configura come un unico ambiente continuo, in cui le funzioni domestiche si articolano senza soluzione di continuità. La grande vetrata che connette la cucina alla corte privata non è solo un dispositivo di illuminazione naturale, ma un vero e proprio elemento di mediazione tra interno ed esterno, amplificando la percezione dello spazio e instaurando un dialogo costante con la dimensione aperta.
In questo scenario, il camino in marmo Verde Guatemala assume un ruolo centrale: non semplice elemento funzionale, ma fulcro compositivo attorno a cui si organizzano le relazioni spaziali. La sua presenza scultorea introduce una gerarchia senza interrompere la continuità visiva, agendo come filtro e soglia tra le diverse aree dell’abitare.

La scala in acciaio, che struttura la distribuzione verticale, si distingue per una leggerezza quasi grafica. I gradini sottili e i montanti ritmati costruiscono una trama permeabile alla luce, trasformando un elemento tecnico in occasione espressiva. La scelta di una tonalità azzurra per la finitura introduce una variazione cromatica misurata, capace di dialogare con la palette complessiva senza alterarne l’equilibrio.
La distribuzione dei livelli riflette una chiara articolazione tra spazi collettivi e privati. Il primo piano accoglie l’area dedicata ai bambini, uno spazio ibrido tra camera e luogo di gioco, affiancata da un bagno declinato nei toni del blu, che restituiscono una dimensione distesa e ludica. All’ultimo livello, la camera padronale si configura invece come un ambiente più raccolto, quasi introspettivo, accompagnato da un bagno caratterizzato da cromie calde e profonde, dove il rosso costruisce un’atmosfera più intima e avvolgente.

L’intero progetto è attraversato da un dialogo costante tra geometria, materia e colore, che diventa il linguaggio attraverso cui si costruisce la continuità tra passato e presente. Non si tratta di contrapporre antico e nuovo, ma di orchestrare una convivenza equilibrata, in cui ogni elemento trova la propria misura.
In questa prospettiva, Casa Teresina supera la dimensione domestica per assumere un valore più ampio. Il recupero dell’edificio si traduce infatti in un gesto che riguarda l’intero contesto: restituire un’abitazione significa contribuire a riattivare il tessuto sociale del borgo, riaffermando il ruolo dell’architettura come strumento capace di innescare processi di rigenerazione. In un’epoca segnata dallo spopolamento dei centri minori, il progetto si pone come un possibile modello di ritorno all’abitare, dove la qualità dello spazio diventa leva per ricostruire comunità.

Scheda progetto
Luogo: Civitanova Alta
Anno: 2023
Superficie: 170 mq
Committente: privato
Progetto: Simone Cimadamore
Studio: RADarchitetture
Strutturista: Sergio Falleroni
Impresa edile: Matteo Cossignani srl
Impianti: Dezi impianti srl / Ruffini Roberto srl
Infissi: Picchietti infissi
Marmi: Vanni srl
Artigiani: Ettore Petrioli / Marco Ripa
Cucina: Guercio architecture