La cultura del progetto italiano si distingue da sempre per la capacità di intrecciare discipline, linguaggi e visioni, dando forma a un racconto complesso che riflette l’identità e l’evoluzione della società. In questo scenario, moda e design rappresentano due ambiti strettamente connessi, espressioni complementari di un sapere progettuale capace di coniugare estetica, funzione e innovazione. 

Anonimo 1905 ca / Design Chester

Da questa consapevolezza nasce la mostra ABITO, progetto culturale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con la curatela dello studio Palomba Serafini Associati. Sarà allestita, come prima tappa di un percorso internazionale itinerante, negli spazi del Salone del Mobile, a Milano, capitale della moda e del design, luogo simbolo della cultura progettuale contemporanea. 

Zecca 1932 ca. / Design LC4, Pierre Jasnneret, Charlotte Perriand, Cassina, 1928/1919

Lo studio fondato da Ludovica Serafini e Roberto Palomba, è stato più volte Testimonial del Design nell’ambito della Giornata del Design Italiano nel Mondo e partner della Farnesina in diverse iniziative di promozione internazionale del design italiano. Palomba Serafini Associati ha seguito il concept, la curatela e l’allestimento espositivo della mostra, dando forma a un racconto coerente e immersivo capace di tradurre i contenuti culturali in un’esperienza visiva e spaziale. 

Simonetta 1954 / Design 699 Superleggera, Gio Ponti, Cassina, 1957

Allestita nella capitale internazionale della moda e del design, Milano, la mostra indaga il rapporto tra moda e design come espressioni complementari della cultura progettuale italiana, capaci di raccontare, attraverso oggetti, abiti e immagini, l’evoluzione della società e dei suoi modi di vivere. 
Il titolo ABITO racchiude già il nucleo concettuale del progetto. La parola ABITO appartiene infatti a due universi semantici: indica il vestito che il corpo indossa e, allo stesso tempo, richiama il verbo “abitare”, ovvero il modo in cui l’essere umano occupa e vive lo spazio. 

Laura Aponte 1967 / Design Up, Gaetano Pesce, B&B Italia, 1969

Il fulcro della mostra è rappresentato dall’evoluzione sociale del ruolo della donna. I cambiamenti dell’abbigliamento femminile, dalla costrizione alla progressiva libertà di movimento, dalla postura all’accesso al ruolo pubblico, raccontano un processo più ampio di trasformazione culturale. Parallelamente, anche il design e gli oggetti d’uso quotidiano si trasformano, riflettendo nuovi comportamenti e nuove modalità di vivere che cambiano nel tempo.

Giorgio Armani Armani FW1980 / Design Carlton Memphis e Sottsass, 1981

Come sottolineano Ludovica Serafini + Roberto Palomba“La mostra indaga la relazione socio-cronologica tra la moda femminile e il design, in cui il ruolo della donna viene interpretato come metafora e specchio delle evoluzioni della società”. 
Dal Novecento fino a oggi sono infatti mutati radicalmente i presupposti della vita collettiva: il modo di vestirsi, di lavorare, di trascorrere il tempo libero e di relazionarsi con gli altri. La cultura del progetto, nella moda come nel design, diventa così uno strumento privilegiato per leggere e interpretare questa evoluzione. 

Versace S/S 2004 / Design Sedia Louis Ghost, Kartell, Philippe Starck, 2000

Il percorso della mostra si sviluppa cronologicamente per periodi, mettendo in dialogo abiti storici e oggetti iconici del design italiano. Gli abiti selezionati provengono dall’archivio storico della moda della Collezione Quinto Tinarelli, una raccolta che attraversa oltre un secolo di storia, dal 1900 a oggi. 
Accanto a essi, una selezione di arredi e oggetti made in Italy testimonia la dimensione timeless del design italiano: oggetti ancora oggi in produzione che rappresentano tappe fondamentali dell’evoluzione del progetto italiano.  Ogni momento saliente di questa evoluzione è cristallizzato nei dieci scatti fotografici realizzati da Roberto Palomba e fanno da sfondo all’allestimento di abiti e arredi appartenenti allo stesso periodo storico. 

Max Mara / Design Talenti Grace, Palomba Serafini Associati

Come affermano i curatori Ludovica Serafini + Roberto Palomba: “A confronto, oggetti di design made in Italy ancora in produzione che ricordano il percorso evolutivo del progetto italiano, e abiti che, al contrario del design, seguono la stagionalità della moda. Proprio per questo, gli abiti esposti assumono il valore di preziose testimonianze di un determinato momento storico e culturale. Un modo per non perdere la memoria collettiva di questi oggetti, che rimangono importanti espressioni della cultura e della creatività italiana”. 

La Mervilleuse 1922 / Design Poltrona Frau, 1919

La mostra sarà presentata negli spazi di Fiera Milano Rho in occasione del Salone del Mobile. Milano, come prima tappa di un percorso internazionale itinerante che toccherà le sedi della rete diplomatica e culturale italiana, Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, contribuendo alla diffusione e alla promozione delle eccellenze del design italiano nel mondo. Con questa iniziativa la Farnesina rafforza il ruolo del design come linguaggio universale capace di raccontare l’Italia nel mondo, promuovendo il talento, la ricerca e la qualità produttiva che rendono il made in Italy un punto di riferimento internazionale. L’iniziativa mira, a rafforzare il legame tra cultura, economia e diplomazia, valorizzando il design come strumento di soft power e di racconto dell’Italia nel mondo. 

Fiorucci 1968 / Design Sacco, Zanotta, Piero Gatti, Cesare Paolini, Franco Teodoro, 1968