Ad aprile, nel cuore di Milano, prende forma Spazio Clei: non semplicemente uno showroom, ma uno spazio costruito in cui condurre ricerca sull’abitare flessibile. L’omonima azienda sceglie il capoluogo lombardo, crocevia internazionale del design, per consolidare la propria presenza attraverso un luogo capace di attivare relazioni tra prodotto, architettura e cultura dell’abitare.
Distribuito su una superficie di 230 metri quadri e affacciato su una delle aree più dinamiche ed eleganti della città, il nuovo indirizzo si configura come una sequenza permeabile di ambienti, amplificata da 13 ampie vetrine che funzionano come soglie visive e narrative: vere e proprie aperture verso il paesaggio urbano, che mettono in scena la trasformabilità come principio progettuale, instaurando un dialogo continuo tra interno ed esterno.

L’apertura segna un passaggio strategico per Clei, che qui concentra e rende leggibile il proprio know-how nell’arredo trasformabile multifunzione. La casa è reinterpretata come sistema integrato e adattivo: cucina, living, zona notte, studio e armadiature si articolano in configurazioni capaci di mutare nel tempo, rispondendo a esigenze plurali e spesso simultanee. In questa prospettiva, il progetto supera la logica della sommatoria di funzioni per abbracciare una visione sistemica, in cui ogni elemento partecipa a una coreografia spaziale precisa.

Spazio Clei diventa così un manifesto dell’abitare contemporaneo, dove l’ingegnerizzazione del prodotto incontra la qualità architettonica. I sistemi esposti, altamente tecnologici, brevettati e certificati, sono pensati come infrastrutture domestiche in grado di riconfigurare lo spazio in tempo reale. In un contesto abitativo sempre più compatto e dinamico, la trasformabilità è una risposta funzionale e ridefinisce il valore dello spazio, aumentandone la densità d’uso e la qualità percettiva.

Oltre alla dimensione espositiva, il luogo si configura come piattaforma culturale: uno spazio ibrido, aperto al confronto tra architetti, interior designer, professionisti e utenti finali. Qui il progetto si estende oltre l’oggetto, diventando occasione di formazione e scambio, laboratorio permanente sull’evoluzione dei modi dell’abitare.

"L’inaugurazione a Milano del nostro primo showroom rappresenta un scelta strategica nel percorso di crescita e un’opportunità per raccontare in modo diretto la nostra visione" commenta Barbara Colombo, AD di Clei.
"Abbiamo voluto creare un luogo capace di esprimere il valore del mobile trasformabile, dove progettazione, innovazione e cultura del design si incontrano per offrire soluzioni concrete alle nuove esigenze dell’abitare" conclude Luca Colombo, AD Clei.

L’allestimento, realizzato con il contributo di Andrea Castrignano, adotta un linguaggio architettonico essenziale e misurato, fondato su una palette materica senza tempo e su una composizione rigorosa degli elementi. L’ordine visivo diventa strumento per enfatizzare la complessità nascosta dei sistemi trasformabili, che si integrano in sequenze armoniche e coerenti. Ne emerge uno spazio calibrato, in cui precisione tecnica, chiarezza formale e qualità sensoriale concorrono a costruire un’esperienza unitaria.

Con questa apertura, Clei compie un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita, rafforzando il posizionamento del marchio e affermandosi come attore centrale nella ridefinizione dello spazio domestico contemporaneo, dove flessibilità, efficienza e qualità del progetto diventano valori imprescindibili.




