Progettare ad alta quota

Architetti Arco Alpino

Sono 246 i progetti (realizzati) partecipanti, 22 i finalisti  individuati da una giuria d'eccezione composta da Bernardo Bader (Austria), Sebastiano Brandolini (Italia) e Quintus Miller (Svizzera), 4 vincitori che saranno svelati il 17 marzo nel corso dell'inaugurazione della mostra diffusa su tutto l'arco alpino. Questi i numeri salienti della rassegna Architettura Arco Alpino voluta dall'associazione Architetti Arco Alpino, che raccoglie sotto le proprie insegne (‘AAA’) ben 9 Ordini di Architetti (con 14.000 iscritti) che, da Cuneo a Udine, vedono nell'alta quota italiana un tratto comune, quotidiano, decisivo e perentorio dei propri territori.

AAA_Cartina 246_Progetti

Obiettivo dell'associazione - presieduta da Alberto Winterle - è la valorizzazione delle specificità di una progettazione culturalmente e morfologicamente sfidante e dar vita a percorsi condivisi di confronto, conoscenza, partecipazione. Come chiamare a raccolta gli architetti dell'arco alpino italiano, trovare temi comuni di dialogo, individuare le migliori soluzioni progettuali, valorizzare la buona architettura in quota? Dando subito vita a un premio, meglio una rassegna, per mettere in luce realizzazioni sì attente al patrimonio morfologico, culturale e identitario delle aree alpine, ma in grado di dare risposte dalle forme contemporanee. Perché progettare in alta quota significa sfidare la montagna, ma con rispetto; assecondarla, ma con personalità; e amarla, senza compromessi. Le 22 opere in rassegna, completate tra il 2010 e il 2016, rappresentano per la giuria il meglio delle progettazioni alpine italiane, e diventano terreno di riflessione sulle attuali pratiche progettuali in ambito alpino.
Morfologia, clima, quota, habitat costringono il progetto ad affrontare situazioni dinamiche, contraddittorie, stratificate. Sia esso relativo a temi infrastrutturali, residenziali, museali, ricettivi, scolastici, ricreativi o produttivi. Perché la gamma di realizzazioni presentate nei 246 progetti e condensata nei 22 'finalisti' in mostra è variegata nelle forme, ricchissima di sfumature, generosa nell'offerta.

 

 

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