Progettata da David Kraus per la Città di Nový Bydžov, la nuova residenza per anziani sorge sul sito di un ex frutteto, accanto all’ospedale e di fronte al cimitero con la sua chiesa in mattoni: un luogo carico di simboli, immerso nel silenzio della campagna boema. Lontano da letture malinconiche, il progetto interpreta questa prossimità come un valore: quiete, contemplazione, margine urbano pacificato. L’edificio accoglie circa sessanta residenti ed è interamente privo di barriere architettoniche. Più che una struttura assistenziale, si configura come una casa articolata in quattro nuclei autonomi, ciascuno pensato per quindici ospiti. Il tema dell’invecchiamento - oggi centrale nel dibattito europeo - diventa qui occasione per ripensare lo spazio dell’abitare nella sua dimensione più profonda: che cosa significa “casa” nell’ultima stagione della vita?

residenza per anziani
© Filip Šlapal

Un impianto simmetrico nel paesaggio aperto

Il lotto, ampio e pianeggiante, ha consentito la realizzazione di un edificio a un solo piano, esteso e percorribile, immerso in un paesaggio orizzontale fatto di campi, boschi e strade che si perdono all’orizzonte. La composizione planimetrica richiama un quadrifoglio: quattro “famiglie” disposte ortogonalmente attorno a un nucleo centrale. Un’immagine quasi classica, simmetrica, che evoca solidità e misura. L’accesso principale, a sud, conduce a una hall luminosa affacciata su un grande atrio ovale, cuore distributivo dell’intero complesso. Da qui si diramano i percorsi verso i singoli nuclei, in un sistema che evita i corridoi lineari e favorisce invece sequenze raccolte attorno a corti interne. L’idea è semplice quanto efficace: camminare come gesto quotidiano, attraversare la luce, mantenere un rapporto costante con il giardino.

Il modello delle “famiglie” e gli atri interni

Ogni nucleo è concepito come unità autosufficiente, dotata di spazi comuni, locali di servizio e ambienti per il personale. Le camere si dispongono lungo il perimetro di un atrio verde, generando una composizione compatta e permeabile alla luce naturale. I corridoi si aprono sul giardino interno, che diventa fulcro visivo e luogo di orientamento. Ogni stanza dispone di una piccola terrazza privata con accesso diretto all’esterno; i cortili coperti garantiscono spazi protetti in ogni stagione, mentre giardini più ampi connettono a coppie i nuclei abitativi. La continuità visiva tra interno ed esterno - tra mattone, verde e cielo – rafforza la dimensione domestica dell’intervento.

Mattoni, fiori e luce

Il mattone, materiale archetipico della casa, dialoga con i lunghi muri del cimitero antistante. Le facciate sono scandite dal ritmo regolare di finestre a tutta altezza che si aprono come varchi simbolici nella massa muraria. Ogni nucleo è caratterizzato da una variazione nel disegno e nei sistemi di schermatura – strutture metalliche rettangolari, elementi inclinati, superfici più compatte - a sottolinearne l’identità specifica. Anche all’interno il mattone ritorna, accostato al bianco per amplificare la luminosità degli ambienti. Un dettaglio poetico attraversa l’intero progetto: i pavimenti riproducono, attraverso stampe personalizzate, fotografie di fiori ed erbe locali. Nascono così le quattro “case” - Erba, Bartsia, Camomilla, Tarassaco - ognuna riconoscibile da un motivo floreale che si estende fino agli ingressi delle camere, trasformando la soglia in un piccolo quadro naturale.

Architettura come visione sociale

La residenza di Nový Bydžov non propone un’immagine assistenziale dell’età avanzata, ma un’idea di vecchiaia attiva e consapevole. L’organizzazione in nuclei ridotti, la presenza costante della natura, la possibilità di movimento e relazione restituiscono dignità e senso di appartenenza. Il progetto è il risultato di una collaborazione virtuosa tra amministrazione, progettisti e impresa: un processo fondato su ascolto reciproco e disponibilità al cambiamento. Ne emerge un’architettura misurata e silenziosa, capace di tradurre in spazio un’idea semplice e potente: la casa come luogo di luce, memoria e tempo lento.