Nel territorio stratificato e fortemente identitario di Pove del Grappa (Vicenza), ai margini del fiume Brenta e ai piedi del Massiccio del Grappa, si inserisce con misura e consapevolezza il nuovo ampliamento dell’Istituto Agrario ISISS A. Parolini. L’intervento, finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e progettato da MD41 in collaborazione con Sinergo, si configura come un’operazione che supera la mera addizione funzionale per assumere il valore di una riflessione sul rapporto tra architettura, paesaggio e memoria rurale.
Il progetto si confronta con un contesto di straordinaria qualità, segnato dalla presenza della storica Villa Gheltoff-Rubbi con le sue barchesse e da un sistema ambientale in cui il costruito e il paesaggio agrario si intrecciano in modo indissolubile. In questo scenario, la nuova architettura non ricerca protagonismi, ma costruisce un dialogo calibrato con le preesistenze, rielaborando in chiave contemporanea i caratteri tipologici e materici dell’edilizia rurale locale.

La scelta di articolare il programma in due corpi distinti risponde a una duplice esigenza: da un lato ridurre l’impatto volumetrico dell’intervento, dall’altro costruire una relazione più porosa e dinamica con il contesto. I volumi del Parolini si dispongono, infatti, in modo da aprire due direttrici visive privilegiate: verso il paesaggio fluviale e verso la linea imponente del Grappa. Queste aperture non sono semplici inquadrature, ma veri e propri strumenti di orientamento percettivo, che radicano l’esperienza quotidiana degli studenti in una dimensione territoriale più ampia.
Il corpo più basso, destinato ad aula magna e punto vendita dei prodotti agricoli, si configura come elemento di cerniera tra scuola e comunità. La sua vocazione pubblica introduce una soglia permeabile tra ambito educativo e spazio collettivo, restituendo alla scuola un ruolo attivo nel tessuto sociale e produttivo locale. Il volume più alto, che accoglie le aule, si organizza invece attorno a un corridoio centrale animato da un vuoto a doppia altezza, enfatizzato dalla presenza di due scale poste agli estremi. Qui la sezione diventa tema progettuale: la verticalità dello spazio interno amplifica la percezione della luce e favorisce relazioni visive trasversali, contribuendo a definire un ambiente didattico aperto e dinamico.











Determinante è il ruolo dell’involucro, caratterizzato da ampie superfici vetrate che instaurano una continuità visiva tra interno ed esterno. La luce naturale penetra in profondità, modulando gli spazi e rendendo il paesaggio parte integrante dell’esperienza architettonica. Le facciate, pur nella loro essenzialità, sono calibrate attraverso un attento studio di texture e cromie, sviluppato in dialogo con la Soprintendenza, che consente all’edificio di inserirsi con discrezione nel contesto storico senza rinunciare a un linguaggio contemporaneo.





L’attenzione al comfort ambientale e alla sostenibilità si traduce in una progettazione orientata agli standard NZEB. L’edificio integra sistemi impiantistici avanzati per il controllo delle condizioni microclimatiche interne, garantendo elevati livelli di efficienza energetica e qualità degli ambienti. In questo senso, la sostenibilità non si limita alla dimensione tecnica, ma si estende alla costruzione di un equilibrio tra architettura e paesaggio, tra uso e percezione.





L’ampliamento dell’ISISS A. Parolini si propone così come un intervento capace di interpretare le trasformazioni contemporanee dell’architettura scolastica, coniugando esigenze funzionali, qualità spaziale e radicamento nel contesto. Un progetto che, nel misurarsi con la memoria dei luoghi, dimostra come l’innovazione possa emergere non per contrasto, ma per continuità critica con ciò che già esiste.





