La resina non è un materiale. È una decisione progettuale.
Per anni la resina è stata considerata una scelta tecnica: continua, performante, resistente. Oggi, invece, è sempre più evidente come questo materiale abbia cambiato statuto, diventando uno strumento di progetto capace di mettere in discussione gerarchie consolidate tra superficie e struttura, tra colore e materia, tra industria e gesto artigianale. Non si tratta più di “scegliere una resina”, ma di costruire un linguaggio.

È su questa visione che si innesta il lavoro di Gobbetto, azienda italiana attiva da oltre sessant’anni nella produzione di resine brevettate per l’architettura, gli interior, il design e l’arte. Un percorso fondato su ricerca e sperimentazione, che ha portato la resina a essere intesa come materia aperta, plasmabile, capace di adattarsi a contesti e linguaggi ogni volta diversi.

Il concetto di resina custom, centrale nell’approccio Gobbetto, supera l’idea di catalogo come soluzione chiusa. Il catalogo diventa piuttosto una soglia, un punto di partenza da oltrepassare. Matericità, finiture, texture ed effetti cromatici nascono da un processo condiviso con il progettista, costruito su misura attraverso attività di ricerca colore, sviluppo di superfici dedicate, realizzazione di mockup e campionature. Ogni progetto è un caso a sé, irripetibile per resa e profondità espressiva.

Il colore assume così un ruolo strutturale. Nelle resine Gobbetto il pigmento non si limita a rivestire, ma entra nella materia, dialoga con la luce, restituisce superfici vibranti, cangianti, capaci di mutare con l’incidenza luminosa e con lo sguardo. Il colore custom diventa una scelta spaziale, in grado di definire atmosfere, amplificare volumi, caratterizzare l’architettura.

Fondamentale è anche il ruolo di Gobbetto come partner di progetto. Attraverso un servizio di assistenza dedicato, l’azienda affianca progettisti e committenze fin dalle fasi iniziali: sopralluogo e valutazione del cantiere, consulenza tecnica, definizione della resina più adatta in funzione dell’effetto desiderato e delle condizioni applicative. Un approccio che riconosce alla superficie un valore progettuale pieno, mai subordinato.

In questo processo, la manualità resta centrale. La posa non è un atto neutro, ma una fase determinante, affidata a posatori certificati e a squadre specializzate che operano anche in contesti internazionali. La competenza applicativa, trasmessa attraverso l’Accademia Gobbetto e rafforzata dal confronto con il mondo accademico, diventa garanzia di qualità e coerenza tra idea e risultato finale.

La resina, infine, esce dai confini dell’architettura per incontrare il linguaggio artistico. Collaborazioni con artisti e decoratori portano alla creazione di superfici uniche, pannellature e interventi su misura in cui la materia si fa espressione, racconto, gesto. Un ambito in cui ricerca tecnica e creatività si contaminano, ampliando ulteriormente le possibilità del materiale.
In un panorama progettuale sempre più orientato alla standardizzazione, l’approccio di Gobbetto alla resina custom riafferma il valore della sperimentazione, della competenza e del fare artigianale. Non un materiale da applicare, ma una materia da costruire, insieme.



