In viale Montenero, nel tessuto più vibrante di Milano, apre la terza sede di Regrub, punto di riferimento per chi cerca uno smash burger di qualità in un contesto dal carattere deciso. Il progetto, curato da Pelizzari Studio, si configura come un rifugio urbano dall’estetica industriale dichiarata: uno spazio asciutto, materico, autentico, che fa della semplicità il suo tratto distintivo.

L’organizzazione interna di Regrub nasce da un’attenta progettazione dei volumi e delle superfici. Pareti e soffitti in finitura cementizia si integrano con un pavimento continuo, dando vita a un ambiente compatto e immersivo, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera coerente e avvolgente.
Il cuore della sala è segnato da due presenze fortemente identitarie. Da un lato, un bancone monolitico si sviluppa come una scultura solida e compatta; dall’altro, un grande arco brunito alto quattro metri si impone come elemento scenografico, evocando l’idea di una soglia simbolica. Completa l’assetto una lunga panca modulare in acciaio inox, accompagnata da una testiera di cuscini in pelle sospesi mediante corde fissate alla parete.

Sul fronte opposto, una sequenza di tavolini in acciaio, ciascuno diverso per forma e dimensione, introduce un ritmo volutamente irregolare. Gli sgabelli alternano finiture più sobrie, come il legno nero, a soluzioni ironiche e provocatorie, rivestite con sacchi per rifiuti e nastro da imballaggio, in perfetta sintonia con lo spirito del locale. Tutti gli arredi di Regrub sono pensati per essere riconfigurati: gli sgabelli possono scomparire sotto la panca, liberando lo spazio e rendendolo flessibile per eventi e momenti collettivi.

L’illuminazione gioca un ruolo centrale nella definizione dell’atmosfera. Due profili tecnici in acciaio, installati sulla parete di fondo, ospitano faretti che disegnano contrasti netti e profondità visive. Le altre sorgenti luminose, calibrate con precisione, diffondono una luce calda e morbida, capace di bilanciare il rigore dei materiali.

Negli spazi di servizio, il linguaggio industriale si fa ancora più esplicito. Un controsoffitto forato lascia a vista gli impianti, mentre una parete specchiata riflette un lavabo in ferro naturale con scarico integrato. Un’apertura vetrata nel muro consente infine uno sguardo diretto sulla cucina, svelando in modo discreto il backstage del locale.

Con questo progetto, Pelizzari Studio interpreta l’anima più schietta e metropolitana di Milano: un ambiente in cui la materia diventa narrazione e lo spazio si presta a trasformarsi, adattandosi a usi e rituali sempre diversi.



